Elucubrato da saibal
Addì 16 Luglio 2004
1.6 – Internet è comunicazione. Gli strumenti per interagire
Un altro importante strumento comunicativo asincrono è rappresentato dai newsgroup.
I Newsgroup sono aree di discussione pubblica che ricordano, come meccanismo di funzionamento, le bacheche di una università. L’idea di base è stata sperimentata per anni dai sistemi telematici amatoriali, le cosiddette BBS (Bulletin Board System): offrire a tutti gli interessati uno spazio, in genere dedicato ad un argomento specifico, in cui scrivere messaggi. A differenza dei messaggi postali, quelli inviati a una conferenza non hanno un vero e proprio destinatario: sono semplicemente “affissi“ su una bacheca virtuale. Chi passa di lì, ed è interessato all’argomento, può leggerli, commentarli, rispondere.
Naturalmente il tutto avviene in maniera elettronica: per consultare una bacheca dobbiamo conoscere il suo nome e fornirlo ad un programma capace di muoversi per noi, andando a recuperare, in Rete, la lista dei messaggi che vi sono contenuti.
Partendo da questa lista è possibile leggere i messaggi che ci interessano e naturalmente potremo, in ogni momento, inserirne di nostri.
Per motivi storici (questo tipo di scambio di informazione si è sviluppato inizialmente in una sottoRete di Internet denominata Usenix Network) i newsgroup sono spesso chiamati gruppi Usenet, o conferenze Usenet.
Usenet è una Rete indipendente che utilizza un proprio insieme di protocolli. In altri termini Usenet è una Rete parallela, le cui porte d’ingresso (gateway) sono garantite dai nostri provider. E’ dunque possibile accedere ai newsgroup tramite il classico collegamento Internet ed un software adatto, in dotazione con i browser più diffusi: Netscape e Microsoft Internet Explorer. Esiste un’altra soluzione per consultare i newsgroup, ancora più intuitiva e semplice: siti Web che fungono da interfaccia tra Usenet e Web. In altri termini è possibile utilizzare i newsgroup attraverso siti web che periodicamente pubblicano in forma di ipertesto, i messaggi provenienti dalla Rete Usenet.
Gli argomenti discussi all’interno dei newsgroup sono i più disparati: dal tiro con l’arco ai film di Woody Allen, dalla birra agli acquari, e i newsgroup esistenti sono migliaia.
Per non perire sotto il peso di questo sviluppo, i newsgroup sono stati divisi per aree tematiche prima e geografiche poi. Si è quindi assistito alla nascita di migliaia di gruppi su tematiche specifiche: dal sesso alla medicina, dal cinema all’informatica, dalla finanza al collezionismo. La diffusione di Internet al di fuori degli Stati Uniti ha reso necessario un’ulteriore divisione dei newsgroup in base alla lingua adottata. Si è così giunti alla attuale gerarchia dei newsgroup, che vede i gruppi italiani contrassegnati dal suffisso .it, quelli tedeschi da .de, quelli giapponesi da .jp, etc.
Il nome di un newsgroup è, appunto, organizzato in maniera gerarchica: è composto da più pezzi separati l’uno dall’altro da un punto. La prima sezione del nome è la più generale e indica la lingua utilizzata, la seconda la categoria alla quale appartiene il gruppo, la terza è un po’ più specifica e individua una sottocategoria. Questo meccanismo prosegue fino all’ultima sezione del nome. Ecco un esempio che chiarirà meglio il concetto: it.professionisti.webmaster.
Un chiaro esempio di strumento comunicativo sincrono è offerto dai sistemi cosìdetti di istant messaging. Data l’ enorme diffusione e il grande successo ottenuto meriterebbero un capitolo a parte, qui ci limiteremo ad una breve analisi.
Questi strumenti mutuano dalle comuni chat a cui siamo abituati molte caratteristiche tecniche e funzionali ma vi aggiungono un aspetto nuovo: la possibilità di informare automaticamente gli utenti della “presenza“ in Rete dei loro corrispondenti.
Inoltre i vari software di instant messaging possono essere corredati da numerose altre funzionalità come lo scambio di file, la condivisione di risorse o la capacità di avviare automaticamente sessioni di videoconferenza.
In pratica è come aprire un canale privato e diretto con gli interlocutori scelti personalmente.
Al momento esistono varie tecnologie concorrenti in questo settore, in genere caratterizzati dall’ adozione di soluzioni proprietarie e chiuse verso l’ esterno.
Due, Aol Instant Messenger e ICQ sono di proprietà del grande provider americano AOL. Un terzo, PowWow, è ancora in mano alla Tribal Voice (http://www.tribal.com), la piccola azienda che lo ha sviluppato. Ma dall’ estate del ’99 sono scesi in questa arena anche Yahoo (con il suo Yahoo! Messenger) e Microsoft (MSN Messenger) e ne è derivata subito una guerra con l’ attuale leader AOL.
Le funzionalità di questi programmi, pur nelle rispettive specificità, sono abbastanza simili e basterà analizzare un singolo software per capire le potenzialità di questo strumento comunicativo.
ICQ, probabilmente il mezzo più diffuso, è stato sviluppato da una software house piccola e innovativa, la Mirabilis ( http://www.mirabilis.com ) che nel 1998 è stata acquisita da AOL.
Esso si basa su un server centrale al quale si collegano i singoli client, distribuiti gratuitamente e installabili direttamente sul pc degli utenti.

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