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Riassunto breve


A differenza dei due strumenti analizzati in precedenza, una chat è un sistema di comunicazione sincronica multiutente, cioè un sistema che permette a una serie di persone di parlare tra loro in tempo reale e che richiede la presenza, in contemporanea, dei soggetti interessati. “Chattare“ non è altro che usare Internet per dialogare. Non ci sono particolari regole né prove da superare; per utilizzare questo strumento non c’ è bi sogno di nessuna conoscenza specifica.
La fase più difficile – sul piano psicologico – è l’ inizio, il trovarsi cioè catapultati in un mondo dove l’ interazione sociale si fonda su presupposti e modalità molto diversi da quelli che si usano dal vivo. In un certo senso si tratta di una piccola risocializzazione.
Nel mondo reale abbiamo molti modi di definire la nostra identità; in chat il modo migliore per cambiare identità è darsi un soprannome (nickname). Il nickname rivela qualcosa di sé ma consente anche un automascheramento: è facilmente possibile, come sappiamo, cambiare sesso.
La caratteristica fondamentale è che la comunicazione avviene con testi scritti; ciò influenza il contenuto del messaggio che tende, quindi, a essere più semplice anche se può lasciare spazio a diverse interpretazioni data la mancanza di un “tono“ imposto con la voce o con l’ espressione facciale. Questa maggiore semplicità e naturalezza del linguaggio, oltre alla possibilità dell' anonimato, può portare ad una maggiore sincerità.
Sebbene tutto questo possa avvenire anche in un forum, le chat sono più adatte a discorsi di questo tipo: le modalità di discussione, la caratteristica sincrona del mezzo, fanno sì che le chat vengano viste come un “salotto amichevole” in cui poter scambiare quattro chiacchiere senza paure e senza freni. In chat, infatti, viene a mancare il cosiddetto feed-back: non vediamo se i messaggi che abbiamo digitato hanno offeso o rattristato qualcuno e gli altri non possono reagire fisicamente se siamo maleducati o arroganti.
La comunicazione sincrona in un mondo virtuale offre una “situazione protetta“ e stimola l’ improvvisazione teatrale: si recita digitando parole e i messaggi scritti formano un’ interazione sociale vista come un gioco. La chat, quindi, è essenzialmente un mondo di relazioni interpersonali molto distante da quello a cui siamo abituati a pensare secondo la nostra esperienza “tradizionale“; la maggiore diversità è rappresentata dal fatto di non implicare e richiedere nessuna prossimità o contiguità geografica, nessuna specifica corporeità fisica: nient’ altro, insomma, che l’ intenzionalità o l’ investimento di un incontro o di una frequentazione.
Ma su un punto non c’ è davvero nessuna differenza sostanziale dall' universo reale: sull’ intensità, sulla gamma ampia ed estesa delle sensazioni, dei sentimenti che vi sono in gioco. La comunicazione via computer, dunque, non è né fredda né meccanica.
Per quel che riguarda la comunicazione, è indiscussa l' importanza del ruolo svolto dalle chat nella compilazione di un linguaggio creato ex novo per Internet. Le principali proprietà di questo gergo, che forse sarebbe più corretto definire un vero e proprio idioma, sono da imputare ad una caratteristica intrinseca della comunicazione telematica: la lentezza e il tempo richiesto per digitare un testo sulla tastiera, che diventa un grosso svantaggio nelle interazioni sincrone.
In particolare, l’ aspetto della lentezza propria delle comunicazione in chat, ha determinato la diffusione di fantasiosi acronimi che hanno popolato il cosìdetto linguaggio “TLA“ (Three Letter Acronym, cioè acronimi di tre lettere). Quasi per ogni lingua esiste un “TLA“ specifico.
Inoltre, come già detto, l’ impossibilità di sfruttare elementi della comunicazione aggiuntivi come sguardi, interiezioni del corpo, ha portato il popolo della Rete allo sviluppo di innovazioni comunicative. Un chiaro esempio è rappresentato dall’uso stravolto delle lettere maiuscole e minuscole: non sono più utilizzate per marcare i nomi propri o l’inizio di una nuova frase, ma per simulare il volume della voce.

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