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1.1 – La storia di Internet


Internet, come la conosciamo oggi, è un medium comunicativo diffuso su scala mondiale con un bacino di utenza senza frontiere.
Sebbene sia uno strumento ormai entrato nella vita quotidiana di milioni di persone, la sua storia è relativamente giovane e, se vogliamo, decisamente appassionante.
Questo strumento ha avuto origine, seppur indirettamente, dalla Guerra Fredda e il suo scopo originario era di tipo militare. Nei primi anni sessanta, infatti, era diffuso nel mondo il terrore di una guerra nucleare. Dopo l’ incidente della Baia dei Porci a Cuba, la tensione USA-URSS raggiunse i massimi livelli. Nel 1964 anche la Cina sperimentava la propria bomba atomica.
In questi frangenti, il Ministero della Difesa americano avviò un progetto di ricerca che aveva il fine di preservare le telecomunicazioni in caso di guerra nucleare.
Per la realizzazione di questo progetto, nel 1958, fu costituita l’ agenzia governativa ARPA, che coordinava e finanziava la ricerca nel campo delle telecomunicazioni militari.
Il Governo Americano, infatti, si rese ben presto conto che non esisteva alcun mezzo per garantire la funzionalità di un centro di telecomunicazioni sottoposto ad un attacco nucleare e, quindi, si partì da questo presupposto per tentare di costruire una Rete informativa a più vie (e non a canale singolo) in grado di mantenere il flusso di informazioni all’ interno della Rete stessa.
La trovata, semplice e geniale al tempo stesso, aveva il suo punto forte nel concepire uno strumento decentralizzato, in modo che ciascun nodo potesse continuare a lavorare, ricevendo, elaborando e trasmettendo informazioni anche nel caso in cui alcuni fra i nodi vicini fossero stati danneggiati da una esplosione nucleare.
Il fatto che non vi fosse un nodo centrale era necessario: esso sarebbe stato, a priori, un obiettivo strategico la cui distruzione avrebbe compromesso il funzionamento dell’ intera Rete. In pratica si trattava di creare tante piccole centrali di informazioni autonome che, anche se danneggiate, non avrebbero influito sul corretto afflusso di dati e informazioni: tutte le postazioni erano importanti ma nessuna era vitale.
Per poter gestire ed individuare tutti i collegamenti alternativi tra due nodi, era necessario utilizzare uno strumento più intelligente di una semplice centrale telefonica. Perciò si pensò agli elaboratori elettronici.
Il primo nodo di questa Rete, che verrà di lì a poco battezzata con il nome di Arpanet, fu attivato nell’ autunno del 1969 mettendo in connessione quattro elaboratori tra loro.
Nel 1972 Arpanet contava già trentasette nodi. Negli anni seguenti la Rete crebbe in maniera esponenziale, grazie alla sua struttura volutamente decentrata, che rendeva tecnicamente semplice aggiungere nuovi collegamenti, e grazie anche all’ uso di protocolli standard di trasmissione dati. I protocolli avevano (e continuano ad avere) il compito di rendere possibile la comunicazione e lo scambio dei dati fra i vari sistemi collegati, spesso diversi fra loro per potenza di calcolo, per sistema operativo, per marca.
Negli anni ’80, mantenendo il suo ambito puramente militare, all’ interno di Arpanet si formarono tre grosse reti principali: NSFnet (National Science Foundation Network), BitNet (Because It’ s Time Network), CSnet (Computer Science Network).
NSFnet, con il tempo, divenne la colonna portante di Internet, la sua prima “spina dorsale”: un insieme di nodi importanti a cui si allacciavano tutti gli altri network.
Nel 1983 Arpanet venne divisa in due tronconi: da una parte fu lasciata intatta NSFnet, ormai diventato un macrorganismo autonomo in continua espansione, mentre la Rete sotto la tutela del Dipartimento della Difesa, cambiò nome e assunse la sigla di “Milnet” preservando gli originari scopi militari.
Arpanet come Rete militare, dunque, morì e nacque Internet.
Poco tempo dopo la smilitarizzazione, la Rete era ormai usata da moltissime università in tutto il mondo, soprattutto per lo scambio di posta elettronica.

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