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Riassunto breve


Il “gender swapping“ invece, termine inglese che significa “cambiamento di genere“ sessuale, rappresenta una peculiarità esclusiva della Rete.
La simulazione, comportamento diffusamente utilizzato nella comunicazione virtuale, permette di comprendere le problematiche inerenti a situazioni che normalmente non vengono vissute, offrendo, così, l’opportunità di imparare ad avere rapporti più rilassati e comprensivi con gli altri. Il “gioco della simulazione“ è un terreno relativamente facile da sperimentare (basta connettersi ad una chat) nel quale non si è costretti dalle solite inibizioni e dove fallire non è pericoloso; in questo modo si prende maggiore coscienza di cosa comporti essere del sesso opposto e di come il proprio sesso venga visto dall’esterno.
Nel cyberspazio, quindi, è possibile sperimentare quella che viene definita come moratoria psicosociale, ovvero la possibilità di mettere in atto comportamenti, al fine di sperimentare nuovi ed oscuri lati di sé, senza temere sanzioni o conseguenze fisiche.
Il fenomeno del “gender swapping“, visto sotto questa ottica, ha il merito di rendere più coscienti sul fatto che il genere sessuale, nella vita reale è, per lo più, una costruzione sociale.
Tra i media comunicativi messi a disposizione dalla Rete, i “Weblog” rappresentato senza dubbio una novità che, proprio in quest' ultimo periodo, sta attraversando uno sviluppo in costante crescita.
Weblog, da cui il neologismo “Blog”, è un termine inglese che proviene dalla contrazione delle parole “web” e “log”.
“Web” è lo spazio su Internet in cui trovano posto i documenti pubblicati mentre “log” – dal verbo to log – significa registrare, tenere traccia.
Ad una prima e superficiale analisi, quindi, questo strumento potrebbe essere inteso alla stregua di un diario cartaceo su cui annotare, in ordine cronologico, i fatti propri. Ma un blog va ben oltre la semplice dimensione del quaderno personale e non può essere considerato un semplice contenitore di avvenimenti ed eventi. O meglio: un blog non è solo questo bensì un medium comunicativo ad alta accessibilità che fornisce all’autore la possibilità di diventare un protagonista e far sentire la propria voce su larga scala.
La peculiarità più importante, a livello comunicativo, è proprio il fatto di essere uno strumento unidirezionale. In un forum o in una chat, mezzi bidirezionali, gli attori sono allo stesso tempo autori o interlocutori: chiunque può proporre discussioni oppure rispondere a temi proposti da altri. In un weblog, invece, è solo l’autore del sito stesso a decidere cosa pubblicare e, quindi, su quali argomenti far discutere o ragionare. I visitatori, oltre che meri lettori, possono eventualmente commentare i messaggi pubblicati.
Sebbene, proprio per la loro natura, si prestino a molteplici utilizzi e non richiedano argomenti prestabiliti da proporre, i blog – fondamentalmente – possono essere divisi in due grandi macrocategorie: i blog-informazione e i blog-quaderno. I blog-informazione possono essere considerati delle testate a tutti gli effetti. Sono degli strumenti di nuova generazione che si contrappongono ai mass media tradizionali (televisione, giornali, riviste) con tutti gli aspetti, soprattutto giuridici, che ne possono derivare.
Diverso, invece, il caso dei blog-quaderno che, al fine di diffondere i propri scritti, antepone la voglia di protagonismo dell’autore del blog stesso.

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