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La Dott.ssa Tirone

La Dott.ssa Tirone


Devo ammettere che, in ambito trash, le trasmissioni "dimagranti" mi fanno totalmente impazzire… sono troppo belle e non me ne perdo una.

Centri Dimagranti Sobrino, DCD per citare i più famosi, senza dimenticare ovviamente tutti gli altri istituti meno blasonati che fanno la fortuna delle piccole reti private.

La caratteristica che rende uniche queste trasmissioni è rappresentata ovviamente dalle testimonianze: persone… anzi, veri e propri "casi umani" di diverso sesso ed età, che raccontano in pubblico storie – più o meno reali – di "dimagrimenti senza sofferenza" o "perdita di peso mangiando carbonara e frittura".
Cinque, dieci, anche venti chili persi in pochi mesi… e la ciliegina sulla torta è la foto che paragona il "prima" e il "dopo".

Sarà che in fondo all'anima sono un feticista ma vedere le fotografie è ciò che mi piace di più… imperdibili!

Ma chi è figlio degli anni '80 sa benissimo che le trasmissioni odierne non possono reggere il confronto con un mostro sacro del dimagrimento, un'icona televisiva che questo tipo di programmi li ha resi famosi e ancora oggi, a mio avviso, li rappresenta egregiamente.

Sto parlando, come avrete già capito, della fu Dott. Tirone, il cui nome completo è Alma Manuela Tirone.

Proprio questa mattina, in uno dei miei soliti flashback, mi è tornata in mente quando – per prima in Italia – vendeva tisane dimagranti in tv.
Vestita con un camice bianco, seduta all'interno di uno studio che faceva molto glamour ma anche molto "E.R. medici in prima linea", la bella dottoressa napoletana prometteva risultati eccezionali per i suoi famosi prodotti "Minilinea".

Quale fossero i reali effetti delle pozioni non lo sapremo mai, come non sapremo mai se qualcuno è sopravvissuto dopo aver bevuto uno di questi infusi.
L'unica nota certa è che, sparita ormai da anni dalla televisione, da qualche tempo la Dott.ssa Tirone sta soggiornando in un noto centro di Pozzuoli: il carcere femminile.
Non sarà il massimo quanto a comfort e lusso, ma siamo sicuri che sarà dimagrita un sacco.

Infatti, anche se già ai tempi credo di aver letto qualcosa, solo dopo una ricerca su Google mi sono ricordato che, nel 2001, la Dott.ssa Tirone è stata arrestata con l'accusa di appropriazione indebita per dei fatti risalenti al 1996.

Oggi forse sarà tornata a casa, con 20Kg di meno, ma resta il fatto che – nonostante questo "piccolo" problema con la giustizia – Alma Manuela Tirone è stata sicuramente una delle colonne portanti della produzione televisiva trash degli anni '80. Come dimenticarla?

Saibal "ci tengo alla linea" Forti

Nonno Ugo e la città del Mobile Rossetti

Nonno Ugo e la città del Mobile Rossetti


Trovare informazioni su Internet, per scrivere questo articolo, è stato difficilissimo e con risultati scarsi: la mia memoria sarà la fonte più autorevole.

Ancora una volta parleremo di trash – materia in cui mi sento molto preparato – e ancora una volta porteremo alla ribalta storie passate, scene che non possono e non devono essere dimenticate, figure mitiche di un mondo che alcuni non hanno conosciuto ma che dovrebbero apprezzare. Rimesteremo nel torbido, dissoderemo il terreno per arrivare agli strati più antichi della mondezza mediatica.

Oggi si parla di Nonno Ugo… si fa la storia signori miei.

Sinceramente non so se le sue trasmissioni fossero trasmesse anche al di fuori del Lazio. Per chi non conosce o per chi ha dimenticato, è d'obbligo fare una premessa su chi fosse questo personaggio.

Sebbene oggi trascurato da tutti, Nonno Ugo è e rimarrà un'icona degli anni '80, gli anni ruggenti di fine millennio ma anche il periodo più prolifico per quel che riguarda la produzione "trash".
Nonno Ugo, al secolo Ugo Rossetti, è un mobiliere romano proprietario della "Città del mobile", al KM 19 della Salaria. Il mobilificio è enorme – uno dei pochi così grande a quei tempi – e vende soprattutto camere per bambini e ragazzi.

Negli anni in cui decide di farsi conoscere dal pubblico lancia una campagna pubblicitaria gigantesca; roba che Berlusconi – con i suoi 7 miliardi di manifesti per le elezioni – gli fa una pippa a due mani.
Per almeno un quinquennio (se non di più) numerosi cartelloni pubblicitari, volantini, e spot televisivi invadono e monopolizzano il territorio Laziale. A Roma, soprattutto se ci si avvicina al quartiere Salario, è facile essere distratti da gigantesche pubblicità con il faccione di Nonno Ugo che ti invita alla Città del Mobile… di cui lui è sindaco ovviamente.

A questo punto non so se il prode Ugo Rossetti, da me ribattezzato Nonno Sugo perchè "si trova ovunque", abbia sconfinato arrivando a farsi conoscere anche in altre regioni italiane. Fatto sta che, a metà degli anni '80, non c'è romano – o meglio laziale – che non conosca "La città del Mobile".
Ugo Rossetti diventa il massimo rappresentante dell'arredamento per ragazzi… anzi Ugo Rossetti diventa l'arredamento per ragazzi.

Ma il vero salto di qualità, quello per cui sarà sempre ricordato da chi ha vissuto in prima persona gli anni degli Yuppies, avviene attraverso la televisione, con due mosse che lo hanno lanciato nella Hall Of Fame del trash.

Nella prima metà degli '80, quando ancora non era famosa, Nonno Ugo lancia una splendida quanto sconosciuta Moana Pozzi. Per reclamizzare il suo mobilificio utilizza la carica erotica delle futura pornostar, facendola danzare seminuda su uno sfondo buio dal vago sapore HARD.
Sono gli anni delle sperimentazioni nelle TV Private Locali e chi ha un po' di soldi da investire compra gli spazi che vuole… di concorrenza ce n'è poca. Nonno Ugo diventa il re incontrastato dello spot nelle piccole televisioni; le sue pubblicità girano a rotella su ogni canale regionale.

Non contento di essersi fatto conoscere dal pubblico adulto, decide anche di invadere il mondo dei piccoli con una trasmissione che ha rappresentato una pietra miliare nella storia televisiva trash.
Il programma sfrutta una formula tanto semplice quanto efficace: regalare giocattoli ai bambini presenti alla Città del Mobile, in modo da spingere anche i bambocci più pigri a rompere i coglioni ai genitori per farsi portare da Nonno Ugo.

I protagonisti di questa trasmissione sono tanti, tutti indimenticabili.

- C'era lo "Sputagiò", la macchina infernale che sputava i giocattoli in modalità random.
Il bambino che superava la sfida iniziale con un coetaneo, doveva dare una martellata (con un finto martello di gomma, gigantesco per un esserino alto mezzo metro) per ricevere un giocattolo.
Tutti i bambini, a quel tempo, credevano che dietro quel marchingegno ci fossero centinania di meccanismi in grado di pensare e scegliere il regalo più adatto. Solo oggi, a 27 anni, capisco che forse – ma non ne sono ancora sicuro – dietro lo scivolo da cui arrivavano i premi, ci fosse semplicemente l'uomo delle pulizie o il portiere della Città che si occupava di mandare giù le cose.
Oggi lo Sputagiò è stato riciclato e trasformato in un frigorifero. Il fortunato possessore è ignoto ma se avete notizie fatevi sentire.
Storico

- C'era Pierino, alias Alvaro Vitali, che presentava la trasmissione. Negli anni in cui godeva di una certa fama (..) e un suo film riusciva a portare gente nei cinema (d'altronde o lui o Thomas Milian), quale migliore scelta per il ruolo più importante?
E Pierino ce la metteva tutta… anche perchè forse aveva intuito che, di lì a poco, le cose sarebbero cambiate e il mondo snob della televisione lo avrebbe presto dimenticato. Meglio mettere da parte qualche soldo per la pensione.
Indimenticabili i suoi dialoghi in romanaccio coi bambini; divertentissimo lo stile trash nella conduzione del programma; da annali della televisionnezza le sue battute o le sue frasi.
Come quella volta che un bambino vinse il gioco della roulette (molto educativo come premio) e lui se ne uscì con un mitico:
"Anvedi, hai vinto la roulotte!!"…
Lo ricordo ancora oggi… pensate quanto mi sia rimasto impresso. Un po' come chi confonde un drugstore con un dragster.
Oggi Alvaro Vitali è definitivamente scomparso dalle luci della ribalta. Dopo qualche televendita per dei grandi magazzini romani (MAS) e dopo aver fatto un' apparizione strappalacrime al Maurizio Costanzo Sciò, non si hanno più notizie certe.
Aggiornamento: successivamente a questo articolo, Alvaro Vitali è andato a lavorare per Striscia la Notizia
Indimenticabile

È arrivato l'OSCAR dell'arrotino!

È arrivato l’OSCAR dell’arrotino!


Ho ritrovato un vecchio mp3 in una delle "cartelle-mondezza" del mio pc.
Immediatamente mi sono balzati in mente un sacco di ricordi e, soprattutto, un sacco di quesiti.

C'è chi, da piccolo, sognava di fare l'astronauta, chi il pilota, chi il dottore… io volevo fare l'arrotino.

Nelle mie fantasie mi immaginavo felice e contento per le strade di Roma, con un bell'APE PIAGGIO blu un po' arrugginito o, al massimo, una Moto Morini con la mola affilatrice collegata alla catena; avrei conosciuto un sacco di gente; avrei aiutato milioni e milioni di casalinghe e, dopo un bel caffè offerto, avrei fatto quello che fanno tutti gli idraulici: mi sarei trombato la padrona di casa.

Poi i tempi sono cambiati: le cucine a gas quasi non esistono più; gli ombrelli non si riparano, si buttano via; i coltelli sono autoaffilanti, le casalinghe ormai trombano via internet… l'arrotino non ha più un ruolo primario in questa società moderna.

Qualcuno, per la verità, resiste e persiste anche se ancora devo trovare qualcuno che abbia mai visto un arrotino nello svolgimento della sua professione…
D'altronde non ho mai capito bene come funzioni. Passa la macchina dell'arrotino e noi scendiamo in strada, magari con la vestaglia, con tutto il set da coltelli? Oppure è l'arrotino che si carica la moto in spalla e l'accende nel salotto di casa per far girare la mola? Oppure, si ripara la cucina a gas direttamente sul posto? E la fattura? Viene rilasciata o c'è un piccolo registratore di cassa nascosto sotto al sedile dell'auto?

Non lo so… ma resta il fatto che oggi rimangono solo arrotini moderni.
L'APE PIAGGIO è obsoleto… adesso si gira in Mercedes 24 valvole, turbo-diesel, kassbohrer, intercooler e radica di noce ovunque. La mola affilatrice è diventata un moderno macchinario portatile da tenere nel cassettino o nel portabagagli. Per i casi urgenti (che so… un coltello da salame che ha perso un dentino… non sapete i problemi che possono nascere) il moderno arrotino ha il cellulare ed è sempre rintracciabile. Il megafono sul tetto della macchina non esiste più; al massimo c'è un potente altoparlante nascosto nel cofano o, visti gli impianti di oggi, vengono usate le casse dello stereo.
Insomma: in una società moderna che ci vede dominati dai PC, dai DVD, dai GSM, dagli UMTS, dalla Broadband, anche gli arrotini si adeguano… e ormai anche il nome è sorpassato.
Non più semplici "arrotini" – che fa tanto trash – ma qualcosa tipo "OSCAR": Operatori Specializzati per Coltelli ARrotati… molto più fashion e glamour.

Pensate ad una situazione di questo tipo:

- Che fai nella vita?

- L'arrotino

Mmmm… abbastanza triste.

- Che fai nella vita?

- L'OSCAR!

Cazzo! Molto più fico e d'impatto. Fa l'OSCAR… mica il pizzicagnolo o l'impiegato!

In tutti questi cambiamenti c'è solo una cosa che è rimasta tale e quale nel tempo; nessun cambiamento, nessuna evoluzione; la colonna portante dell'arrotino (o dell'OSCAR) è sempre lei: la cassettina registrata.

Sebbene anche il medium sia cambiato (adesso si usano i CD che non si rovinano) il messaggio è immutato da secoli. Parole come "Cucina a gasse", "Coltelli dapprosciutto", "Forbici, forbicini, forbicette" fanno parte della storia.
Facendo un rapido sondaggio si può apprendere un fatto inquietante: in qualunque parte d'Italia ci si trovi, il messaggio, la cadenza e le parole sono le stesse!
Come dire: dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, la voce degli arrotini è una sola. Scoop!!

Ma chi c'è dietro tutto questo? Cui prodest?

C'è una società specializzata in articoli per arrotini? Di chi è la voce? L'autore sarà morto? Come si chiama? C'entra la mafia o la camorra? C'è un copyright da pagare per utilizzare quel messaggio?

E ancora: se voglio fare l'arrotino a chi devo chiedere la cassetta? Esiste un albo degli arrotini? Chi mi insegna come si fa? Il CEPU prevede un corso in merito? Bobo Vieri ha un passato da arrotino?

Come è facile intuire ci troviamo ancora una volta di fronte ad un mistero tutto italiano. Dopo Ustica, dopo la P2, dopo piazza Fontana, dopo lo scandalo Parmalat, c'è un nuovo caso irrisolto: chi finanzia e gestisce la setta degli arrotini?

In mancanza di risposte vi fornisco la prova accusatoria principale del caso: clicca e scarica

(il link da cui viene scaricato il file porta ad uno spazio gratuito … quindi è un po' lento)

Saibal "è arrivato l'arrotino" Forti

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Correggo il tiro per tutti i fans di Licia

Correggo il tiro per tutti i fans di Licia


Correggo il tiro dei miei articoli trash?

Dicevamo che il diritto di critica deve essere sacrosanto… sia per me che scrivo, sia per i lettori che leggono.

Mi riferisco, in questo caso, all' articolo su "Kiss me Licia":

Mi ha scritto, direttamente da New York, Manuel De Peppe in persona (so' proprio amico dei uips ).

Per chi non lo sapesse è l'attore che interpretava Matt (il batterista) nelle prime serie tv con Cristina D'Avena.

Non posso pubblicare, per ovvie ragioni, le sue email ma posso dire che è stato uno scambio di battute cordiale e divertente.

In pratica mi si rimprovera di essere stato un po' cattivello e, sia lui che Marco Bellavia, mi hanno "virtualmente tirato le orecchie" per l'articolo… adesso c'ho le orecchie di un cocker.

Bene… oltre ad essere stupito del fatto che Lorenzone.it sia sbarcato oltreoceano e sia finito nei loro discorsi, oltre a dovermi trovare una guardia del corpo perchè prima o poi mi massacrano di botte , oltre a continuare a sperare di andare a finire al Maurizio Costanzo Show come opinionista, devo fare delle considerazioni personali in merito al citato articolo.

Sì, è vero… sono stato cattivello. Perchè?

Semplice… perchè altrimenti l'articolo non mi veniva fuori.

A meno di denunce formali (bhè… al massimo mi portate le arance in prigione ) l'articolo rimarrà intatto perchè ritengo sia carino così.
Devo aggiungere però, per diritto di cronaca e per rispetto verso i loro fans, dei particolari che giustamente Manuel mi ha fatto notare e che io ho omesso.

In riferimento proprio a Manuel De Peppe ci sono da aggiungere diverse informazioni.

Io l'ho citato solo come attore "trash" ma, se non siete suoi fans, probabilmente non saprete che:

1) è un vero musicista e, attualmente, vive a New York dove lavora come produttore musicale.

2) nel 2001 è uscito in Sudamerica con "Que Calor" ottenendo successo sia nelle radio che in discoteca.

3) Ha lasciato la serie di "Kiss me Licia" per interpretare un ruolo nella serie "Don Tonino" (con Andrea Roncato) e, proprio per questo lavoro, ha ricevuto, in Campidoglio, l'oscar come attore rivelazione dell'anno

4) L'ho definito, in senso benevolo, un attore "trash" ("pessimo attore" non è corretto) e lui mi ha fatto notare i tempi di registrazione erano strettissimi. Roba che, dopo sole due settimane dalla fine delle riprese, la puntata andava già in onda.

5) Le voci, che come doppiaggio ho criticato, sono state volutamente mantenute identiche a quelle del cartone animato.

Molte altre notizie sulla sua carriera artistica le troverete sul sito personale: www.manueldepeppe.com
Così potrete farvi un'idea con i vostri occhi.

Lo stesso discorso può essere fatto per Marco Bellavia. Non mi soffermo a citare tutta la sua carriera (d'altronde ancora non mi ha scritto direttamente ). Ci tengo, però, a sottolineare il fatto che sia una persona che dedica parte del suo tempo alla solidarietà con due progetti in particolare:

www.pedalandoperlasolidarieta.com

http://www.nazionalecalciotv.it

Con questa news credo di aver fatto salvo sia il mio diritto di satira (sono stato pungente ma non credo di aver diffamato), sia il diritto di replica riportando alcune notizie che avevo (volutamente) tralasciato.

E così anche i fans di Manuel potranno mettersi l'anima in pace… non ce l'ho assolutamente con lui… è solo che io sono così: un po' cazzone, un po' peones.

Orsù…quindi:

1) dopo aver saputo che i miei genitori vivono nella casa che fu di Thomas Milian negli anni '70
2) dopo aver scoperto di vivere nel palazzo di Bud Spencer
3) dopo aver realizzato il sito a Pasquale Africano
4) dopo essere stato citato sul sito di Massimo Marino
5) dopo essere stato contattato da Manuel De Peppe

ho capito che, piano piano, sto avendo incontri ravvicinati con tutti i miti di quando ero piccolo.

A questo punto, cosa capiterà al nostro prode Saibal?

Bhè… giuro che se mi scrive qualcuno dei "Ragazzi della III C" la smetto con i porni e mi voto alla castità più assoluta… morirò illibato.

Saibal "non sono cattivo, mi disegnano così" Forti

Massimo Marino fa il rapper!

Massimo Marino fa il rapper!


Attenzione! Scoop eccezionale di Lorenzone.it.

Se non sapete chi sia Massimo Marino (soprattutto per i non romani) vi invito a leggere l'articolo correlato.

Lorenzone.it ha scoperto, grazie al contributo di un amico, che Massimo Marino – svestiti i panni dell'animale notturno – si dedica al rap.

Ultimamente è stato avvistato in un video insieme ai 50 cent. Ecco le prove:

Massimo Marino come appare nelle sue trasmissioni:

marinorap2.jpg

ed eccolo come appare nel video:

marinorap.jpg

Come vedete è lui con un po' di fard addosso!

Lo si può notare anche da questa terza immagine:

marino_nero.jpg

La redazione di Lorenzone.it ringrazia l'amico Valplay per lo scoop.

Saibal "Verissimo" Forti

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