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Dal trash al Monnezza - III puntata

Dal trash al “Monnezza” – III puntata


Eccoci giunti al termine di questo breve viaggio nel cinema trash anni '70 – '80. La nostra avventura si conclude con una rivelazione al pari dei segreti di Fatima: associare Tomas Milian al personaggio di "Monnezza" non è propriamente corretto.

Per scoprire il motivo è necessario fare un passo indietro.

È d'uopo, infatti, tracciare una brevissima biografia di questo attore per comprendere appieno un'interessante e articolata carriera cinematografica, troppe volte sottovalutata.
Beninteso: non è mia intenzione disegnare un profilo completo ed esaustivo dell'artista e, anche volendolo, non mi basterebbe un intero sito. Ritengo, però, che alcune notizie – soprattutto le meno conosciute – siano necessarie per aiutare il lettore a completare sano e salvo il viaggio intrapreso.

Tomas Milian – nato a Cuba nel Marzo del 1937 – si forma come attore all'Actor's Studio di New York, città nella quale si era trasferito nella seconda metà degli anni '50.
Dopo diverse stagioni in spettacoli teatrali viene notato da un regista francese, Jean Cocteau, che decide di portarlo in Italia in occasione del Festival dei Due Mondi.
Da questo momento in poi il nostro paese si rivelerà per Milian una seconda patria tanto che, nel 1969, diventerà cittadino italiano a tutti gli effetti.
All'inizio della carriera nel nostro cinema il suo talento e la sua grande preparazione artistica lo portano alla partecipazione in diversi film "di spessore" mentre a metà degli anni '60 avviene la prima svolta: Milian diventa l'interprete di un considerevole numero di western all'italiana, facendosi notare dal grande pubblico ma anche dai registi del filone "sparatorie e violenza" che proprio in quel periodo inizia a battere i primi CIAK.

A partire dagli anni '70 Milian viene letteralmente rapito dal genere "polizziottesco" e, insieme a Maurizio Merli e Luc Merenda, ne diventa il massimo protagonista.

Come già accennato nei precedenti articoli appartengono ormai alla storia del cinema capolavori come:

- "Il cinico, l'infame, il violento"
- "Roma a mano armata"
- "La banda del gobbo"
- "Milano odia: la polizia non può sparare"
- "Il giustiziere sfida la città"

È innegabile e non può essere tralasciato che un enorme aiuto alla consacrazione di Milian nel nostro paese è stato dato dall'interprete scelto come doppiatore. Uno strepitoso Ferruccio Amendola ha prestato la sua voce calda e corposa, fin quasi dagli esordi, a tutti i personaggi dell'attore cubano che, effettivamente, non aveva una tonalità adatta al genere.

Una curiosità: se volete ascoltare la dizione originale di Milian vi consiglio "Squadra Voltante" (1974), pellicola abbastanza "impegnativa" in cui recita ancora senza essere doppiato.

Da non dimenticare, poi, chi effettivamente aveva insegnato al futuro Commissario Giraldi le tipiche espressioni e movenze del "trucido romano".
Un poco conosciuto Quinto Gambi è il mentore di Milian oltre che la sua controfigura. Gambi proveniva realmente dalla borgata ed eveva un banco di pesce in un mercato rionale; approdato al cinema come stuntman ha poi instaurato un sodalizio con l'attore trash aiutandolo, con alcuni suggerimenti, a delineare i tratti tipici del personaggio che tutti conosciamo.

Se è vero che nel decennio degli Anni di Piombo Tomas Milian viene acclamato dal grande pubblico e diventa un campione di incassi, è anche vero che le numerose interpretazioni in pellicole dello stesso genere lo rinchiudono, inevitabilmente, in un clichè da cui è difficile uscire.
Per questo motivo a partire dal periodo in cui il cinema degli inseguimenti e delle sparatorie perde di vigore, la sua unica possibilità di evoluzione è rappresentata dalla commedia comico-poliziesca di Bruno Corbucci.

Proprio con questo regista Milian creerà un nuovo personaggio – l'Ispettore/Commisario Nico Giraldi – e girerà una serie lunghissima di film: da "Squadra antiscippo" del 1976, passando per "Squadra antitruffa" (1977), "Delitto al ristorante cinese" (1981) e finendo con "Delitto al Blue Gay" del 1984, anno che segna la fine di un'epoca.

Da questo momento il cinema italiano cambia e non c'è più spazio per i personaggi trucidi e sboccati di Milian. Le difficoltà nel trovare lavoro (ma anche problemi di droga) lo spingono ad andare via dall'Italia. Tuttavia la sua carriera non è ancora finita ed il cubano ha ancora molto da dare come artista: a parte diversi ruoli in film da noi poco conosciuti, sono da segnalare le interpretazioni in "Havana" (1990), "JFK" (1991), "Amistad" (1997) e "Traffic" (2000).

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Commenti totali: 2


  1. Articolo molto interessante! E d'uopo, davvero, sottolineare quanto il doppiaggio del grande Amendola abbia contribuito a creare il personaggio!

    Non c'entra un tubo, ma io non son riuscita a guardare eyes wild shut al pieno della concentrazione perché là Tom Cruise ha un doppiatore diverso dal solito… e mi pareva sempre che ci fosse di mezzo un ventriloquo…

  2. Ecco spiegato perché su IMDB ci sono due personaggi diversi:

    http://www.imdb.com/character/ch0030449/
    http://www.imdb.com/character/ch0028164/

    Anche se gli anni di uscita dei film sono leggermente discordanti da quanto riportato sopra.

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