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3.5 – I regolamenti nei Forum: dittatura o democrazia?


Ad ogni modo, sebbene la Comunità Europea abbia dato disposizioni molto restrittive in campo di responsabilità, i casi di violazione della legge vanno valutati caso per caso grazie anche alla fattiva collaborazione che dovrebbe esserci da parte di tutti i fornitori di servizi.
A seguito di queste norme generali, presenti nella maggior parte delle community italiane, ogni regolamento può contenere regole specifiche che possono variare enormemente da comunità a comunità in base alle scelte dei singoli amministratori. È questa, forse, la parte più delicata in cui si decide concretamente il raggio d’ azione degli utenti all’ interno del forum dato che ogni amministratore è libero di imporre le regole che desidera.
Ad esempio non è raro trovare un divieto assoluto per quegli argomenti, ritenuti “caldi”, che spesso e volentieri potrebbero creare accese liti nel gruppo. Un caso ricorrente è l’ abolizione dei messaggi che trattino di politica. Sebbene questa restrizione possa sembrare, ad un’ analisi poco attenta, una violazione della libertà di parola, ogni amministratore è libero di inserire questa clausola nel regolamento che regola la propria community.
Ecco un modello di codice interno che vieta i temi politici:
“Le discussioni il cui tema sia la politica italiana attuale sono vietate; è vietato aprire discussioni aventi queste tematiche, che verranno immediatamente chiuse. L’ utente che ha aperto una discussione politica o che interviene in altra discussione con tematiche politiche verrà immediatamente bannato dal forum. Il divieto alle tematiche politiche è esteso anche a qualsiasi riferimento a personaggi politici italiani, diretto o indiretto. È comunque consentito discutere di temi storico-politici (anche riguardanti l’ Italia e personaggi italiani) e di politica estera.”

Può sembrare strano ma argomenti come la politica sono spesso vietati in diverse comunità. Se ci si domanda il perchè la risposta è sostanzialmente semplice. Abbiamo detto che, spesse volte, il comportamento tenuto stando dietro ad un monitor può essere ben diverso da quello tenuto nel mondo reale, quando il nostro interlocutore è davanti ai nostri occhi. Su Internet non c’ è contatto fisico nè visivo e, specialmente in una grossa comunità, non è raro trovare persone che si lascino andare facilmente ad insulti o volgarità, coperte come sono dall’ anonimato della Rete. In questi casi alcuni temi “caldi” come la politica, il sesso o addirittura il calcio possono creare “flame” che coinvolgano anche diverse decine di utenti. Queste discussioni, proprio per la loro propensione a creare possibili tensioni, necessitano di un costante controllo da parte dei moderatori e degli amministratori che, però, non sempre hanno la voglia o il tempo di seguire pagine e pagine di interventi. Ecco perchè, visto che non si viola nessuna legge ufficiale, è più facile vietare alcuni temi piuttosto che seguirne lo sviluppo.
Altri esempi possono riguardare il tema principe della community. Su un sito che tratta esclusivamente della vita degli anni ’70 ( http://www.pagine70.com/ ) l’ amministratore ha deciso quanto segue:
“Non sono gradite discussioni di chiara matrice politica o quelle di argomenti che non riguardano strettamente tematiche anni 70. Il mancato rispetto di una di queste semplici regole di base può comportare la cancellazione del messaggio, la chiusura del Topic, e, nel più grave dei casi, dello stesso account senza alcun preavviso. “

Come è facile intuire si tratta di una norma decisamente restrittiva ma che di fatto, all’ interno di un regolamento interno che gestisce una comunità, non viola alcuna legge; una volta iscritti si accettano implicitamente tutti i punti analizzati.
Ma allora, se ogni regolamento può essere redatto in base alla libera scelta di chi amministra, i forum sono luoghi virtuali in cui vige la dittatura o in cui regna la democrazia? La risposta non è così complessa come può sembrare.
Basti ricordare che, se è vero che gli amministratori gestiscono uno spazio privato aperto al pubblico – e questo giustifica la possibilità di stabilire proprie regole interne – è anche vero che lo scopo di una community è quello di crescere attraverso la partecipazione degli utenti. Ciò significa che, se si vuole raggiungere un obiettivo concreto, sarà necessario presentare un regolamento che non sia troppo restrittivo verso i membri ma che non sia neanche potenzialmente dannoso per i gestori.
In poche parole i forum possono essere gestiti in diverse maniera, seguendo tutte le sfumature di carattere politico: dalla dittatura, all’ oligarghia, alla democrazia. Ma sarà proprio il tipo di “governo” adottato che potrà fare, o meno, la fortuna di una comunità. Porre grosse restrizioni ai membri iscritti non renderà certo piacevole la frequentazione di quel luogo virtuale; viceversa essere troppo permissivi porterà inevitabilmente a problemi di carattere gestionale.
Un buon tipo di governo potrebbe essere una “monarchia illuminata” come buon compromesso tra libertà e rispetto di alcune regole.

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