Elucubrato da saibal
Addì 5 Agosto 2004
5.6 – I blog e la comunità
Il primo elemento, di vitale importanza, è rappresentato dal tipo di argomento del blog e dal modo in cui viene esposto. Non ci stiamo riferendo ad argomenti più interessanti rispetto ad altri – qualsiasi tema può raccogliere pubblico – ma sappiamo che una comunità è formata da un numero variabile di utenti che si ritrovano ciclicamente sulle pagine del sito. E per fare in modo che il pubblico ci torni a trovare più di una volta sarà necessario che i nostri post, di qualsiasi argomento trattino, incuriosiscano il lettore, lo appassionano, lo spingano a tornare, offrano a lui un qualche spunto di riflessione o commento.
Creando un neologismo, possiamo dire che dobbiamo “fidelizzare” gli utenti, creare un legame tra noi e loro.
Prendiamo il caso di un autore che decida di sfruttare il proprio blog per parlare di sè, una sorta di valvola di sfogo sebbene mediata dal fatto che comunque stiamo scrivendo in un luogo pubblico. Potrà raggiungere il suo scopo in almeno due modi diversi. Nel primo caso racconterà, in modo sterile e telegrafico, gli avvenimenti della giornata in ordine cronologico. Nel secondo caso parlerà di sè in modo più approfondito, del proprio carattere, di ciò che accade nella sua vita spiegando anche alcuni retroscena per favorire la comprensione del lettore.
Se analizziamo i due diversi stili ci accorgiamo dell’enorme differenza che potrà esserci per noi lettori che decidiamo di seguire il blog. Se decidiamo di raccontare in modo asettico le nostre giornate, a meno di essere persone che godono di una certa notorietà, sarà molto difficile creare una platea intorno ai nostri post.
Scrivere che alle 10.00 avevamo appuntamento con Davide, raccontare che a pranzo abbiamo mangiato un piatto di pasta, descrivere il taglio di capelli di Corinna potrà solamente soddisfare il bisogno di scrivere dell’ autore ma non invoglierà certo un eventuale lettore, totalmente all’ oscuro dell’ identità dei personaggi e di eventuali retroscena, a commentare gli articoli e, peggio ancora, a tornare sulle nostre pagine.
Se è vero che l’ autore di un blog ha una certa componente narcisita che lo spinge a scrivere per il proprio pubblico, è anche vero che il pubblico va stuzzicato, incuriosito, stimolato.
Come autori del nostro sito non dobbiamo mai perdere di vista il fatto, sempre se uno dei nostri scopi sia quello di essere letti, che il lettore deve essere interessato a tornare.
Gestire una comunità nata attorno ad un blog è relativamente semplice, soprattutto se paragonata alle comunità sviluppatesi intorno ad un forum o ad una chat.
Il fine ultimo di questi due strumenti, come ormai sappiamo, è quello di aggregare persone e permettere loro di relazionarsi. Un blog invece ha lo scopo di far conoscere l’autore e la community che, eventualmente, può nascere ha un’importanza secondaria.
I lettori si ritroveranno sulle stesse pagine prima di tutto per leggere e commentare ciò che ha scritto l’autore e solo successivamente entrano in gioco i fattori che determinano la nascita e lo sviluppo di una comunità.
Minori sono gli strumenti e i punti di contatto a disposizione degli utenti e minore sarà il lavoro dell’amministratore della comunità. Nei diversi gruppi infatti, solitamente, prevale un rapporto di parità tra utenti; ci saranno persone con cui si legherà maggiormente e, viceversa, nasceranno antipatie o incomprensioni a causa di discussioni di vario genere.
In un blog la situazione è profondamente diversa. Non prevale il rapporto utente/utente ma quello utente/autore. Ogni lettore tenderà ad esprimere la propria opinione, se decide di aggiungere un commento, in base a ciò che ha scritto l’autore. Solo successivamente, se ci si ritrova con le stesse persone a commentare lo stesso blog, potranno nascere rapporti più stretti con gli altri partecipanti.
In genere comunque, un blog non fornisce gli strumenti necessari per favorire l’avvicinamento tra i lettori. Ciò che sta al centro dell’attenzione sono i post dell’autore e non i lettori stessi. Raramente, in particolar modo se il blog è “poco impegnato”, nasceranno “flame” tra i lettori. In questi casi, soprattutto se facciamo riferimento ai servizi gratuiti, l’amministratore, che non è tenuto a svolgere anche la figura di moderatore, potrà semplicemente cancellare i commenti incriminati ed eventualmente, quando offerto, fare un controllo sul numero IP degli utenti per evitare che tornino a scrivere (controllo che sappiamo essere inutile in molti casi).

Vota: %SAIBAL_PERCENTAGE%%
Lascia un Commento