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Guido Meda, ovvero l'arte della telecronaca glamour

Guido Meda, ovvero l’arte della telecronaca glamour


Per i centauri puri, di quelli per passione e non per moda, la domenica è il giorno dedicato alla fede. Ma non si va in chiesa, non si legge il Vangelo, non si recita il rosario. La fede di cui parlo è quella motociclistica.

Puoi avere qualche linea di febbre, può essere il compleanno di tua nonna, può esserci Berlusconi che risolve il conflitto di interessi annunciandolo in TV ma basta che la strada sia asciutta affinchè il vero centauro se ne freghi di tutto e di tutti per uscire fuori città.

Non importa la lunghezza del tragitto, non importa se fa un freddo pino (di quelli che incontri le otarie ai bordi della strada) o un caldo della madonna (di quelli da far venire i funghetti sotto le ascelle), l'importante è uscire con Lei – la tua moto – per cavalcarla, piegarla, girarla, domarla come solo nei sogni riusciresti a fare con una bambola gonfiabile.

Al mondo c'è solo un evento che potrebbe fermarti e non è di certo una ragazza – di quelle in carne e tette – disposta a dartela, per il sesso c'è sempre tempo. L'unico avvenimento che può fermare l'uscita di un centauro è Guido Meda che commenta una gara del motomondiale.

Ok, non avrà un bel culo a mandolino, non avrà le labbra carnose e non so quanto stia bene in perizoma e autoreggenti ma chi segue le corse di moto non può non essersi fermato, almeno una volta, ad ascoltare una telecronaca del buon Guido.

Per la verità – e questo è ovvio e sacrosanto – non tutti sono estimatori di Meda ma lui è come il sesso orale: o lo ami o lo odi… non ci sono vie di mezzo.
Lo puoi odiare perchè, anche se cerca di non darlo troppo a vedere, punta molto su Valentino Rossi e meno su Max Biaggi; lo puoi maledire perchè non riuscirai mai a fare un pisolino davanti alla TV quando lui commenta; lo puoi voler castrare perchè, a 40 anni, riesce a fomentarsi come un bambino che ha preso 10 al dettato.

Per tutto il resto non puoi che apprezzarlo.

Indipendentemente dal sentimento di stima o meno nei suoi confronti, non si può negare una cosa: Guido Meda ha cambiato e innovato il modo di raccontare una gara.
Sono finiti i tempi in cui il motociclismo, fatta eccezione per il big Giovanni Di Pillo, era commentato in modo asettico, noioso e monotòno dai giornalisti Rai.
Da oltre due anni, grazie ovviamente al sempre maggior interesse suscitato dalle imprese di Valentino & C., chi segue Italia1 sa che può contare su una telecronaca coinvolgente.

Ma chi è Guido Meda?
Non è importante sapere dove, quando e come è nato. Vi basti sapere che è un motociclista e proprio la moto, oltre al volo, è una sua grande passione. Talmente grande che non si è spenta neanche dopo un brutto incidente avvenuto nel novembre del 2003. Fortuna che si chiama “Guido” e non “Cado” altrimenti erano dolori veramente.
Visto che è un miracolato, più che “Guido Meda” io lo chiamerei “Guido Ancora”.

Comunque c'è da aggiungere che dopo quel botto ha talmente tante viti e bulloni nelle ossa che adesso sembra un mobile dell'IKEA.
In televisione abbiamo iniziato a vederlo quando, mostrando solo mezzo busto, conduceva Italia1 Sport; oggi non mostra più neanche la faccia ma chissenefrega perchè lui non serve vederlo, basta sentirlo… e per certi aspetti è pure meglio.

Ciò che lo rende un commentatore “sopra le righe”, innovativo, sperimentatore è sicuramente il lessico “sofisticato” e “globale”. Il suo vocabolario è talmente avanti che certe volte ti domandi se l'Esperanto non l'abbia inventato lui altrimenti non ti spieghi come riesca ad infilare con successo il verbo “inzigare” dentro una telecronaca (dal Garzanti: Inzigare: prob. per sovrapposizione di zigare a instigare).
Con l'avvento della TV digitale c'è chi già pensa di introdurre un dizionario Italiano-Meda / Meda-Italiano per favorire la traduzione di alcune espressioni ma proprio per questo c'è chi, come me, lo ama.

Ovviamente non finisce qui; siamo solo all'inizio dell'analisi semantica del suo lessico; una comunicazione non “mediatica” ma “Medatica”.

Grazie a Meda, ad esempio, è tornata in auge la parola “bagarre”, da troppo tempo lasciata nel dimenticatoio della dialettica italiana.
L'italiano medio, infatti, aveva ormai dimenticato il reale significato del termine. C'è chi pensava fosse un tipo di pane francese (“…mi incarta 2 bagarre per favore…”) o chi, peggio ancora, credeva fosse un modo per definire le donne di facili costumi (“…quella tua amica è proprio una bagarre!”).
Oggi, grazie a Meda, tutti sanno che la “bagarre” è “la fase concitata di una gara, in cui l'agonismo si fa esasperato”.

Chi ha più di 40 anni (io ne ho 29 ma faccio eccezione) ricorderà sicuramente il maestro Alberto Manzi che, negli anni '60 con la famosa trasmissione “Non è mai troppo tardi”, ha insegnato a leggere e scrivere a migliaia di italiani analfabeti.
Il paragone dunque nasce spontaneo: Meda come il nuovo Manzi del XXI secolo.

E poi ce n'é ancora. Espressioni come:

  • ”sverniciato”
  • ”francobollato”
  • ”autoadesivato”
  • ”uscire a cannone”
  • ”derapato”
  • ”para fuera”

sono ormai entrate di forza nel lessico comune.
E se può sembrare normale che io parli ad un mio amico motociclista dicendo che “sono stato francobollato ad una R1 per poi passarla para fuera”, è altrettanto stupefacente sentire mia nonna di 85 anni dire alla mamma che “oggi un motorino mi ha derapato davanti alla macchina ma poi l'ho sverniciato al semaforo dopo”.

Potenza dei mass Meda.

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Commenti totali: 15

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  1. Guido Meda è davvero MITICO!!!
    Rimpiango solo che non commenti più lo sci!
    Vai Guido, la motoGP è così bella anche grazie a te!

  2. Scritto da lara
    Guido Meda è davvero MITICO!!!

    eh già… se fossi gay quasi quasi me lo farei

  3. Un buon articolo, un ottimo tributo al team che segue il motomondiale, molto divertente, ti consiglio di segnalarlo al grande GUIDONE NAZIONALE è un'ode che lui merita e che apprezzerà veramente.

    Grazie per l'Elucubrazione

  4. Scritto da Maverick
    Un buon articolo, un ottimo tributo al team che segue il motomondiale, molto divertente, ti consiglio di segnalarlo al grande GUIDONE NAZIONALE è un'ode che lui merita e che apprezzerà veramente.

    Grazie per l'Elucubrazione

    grazie troppo buono…

    come glielo segnalo? non ho la sua email

  5. Scusa se ti rispondo tante "ore" in ritardo ma non avevo più ricontrollato il tuo blog, cmq l'indirizzo mail di Meda dovrebbe essere questo guidomeda@inwind.it

  6. Penso che come regala l'emozioni Guido ci siano pochi telecronisti al mondo… è vero non dice sempre cose appropriate o con senso ma, sinceramente, io sono un motociclista e qualcosina di tecnico la conosco ma la passione che emette Guido quando fa la telecronaca anche dicendo cose "poco" precise è ineguagliabile. HGo visto anche il Motomondiale su Sky è vero è più professionale ma, preferiso un milione di volte vedere più quella su Italia 1 che mi fa battere il cuore molto di piu'… CIAO !

  7. C'è un fan club per GUIDO???
    Vorrei, come di lui, spezzare quella famosa lancia per la creazione di un fan club intitolato a Guido. Se lo merita!!!
    Questo grande uomo fa delle telecronache da cardiopalma per lui ma sopratutto per noi che lo seguiamo costantemente tutte le volte che c'è il motomondiale.
    Se non fosse presente Guido il motomondiale non sarebbe lo stesso.
    Ragazzi facciamo questo fan club???

    grazie per lo spazio

  8. Ciao ragazzi, sto proprio scrivendo in questi giorni lo statuto per un fan club in onore di guido "the voice" meda. Chi fosse interessato o volesse saperne di più mi contatti a: danieldm at email.it oppure
    info at icollegamenti.org

    a presto

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