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Un tuffo nella Valnerina

Un tuffo nella Valnerina


Senza mezzi termini: la gita più divertente di quest'anno.

Ho seguito con trepidazione l'evoluzione del meteo per tutta la settimana e già Venerdì avevo la certezza che Domenica sarebbe stato d'uopo uscire.
Breve giro di telefonate per reclutare i temerari… e chi rimane a casa è un sacripante.
Appuntamento con Luigi e Claudio intorno alle 11.00, solito briefing al solito benzinaio con il solito caffè e il dado è tratto: destinazione Valnerina, in Umbria.

La giornata è di quelle importanti e lo si capisce subito: sole splendente, cielo azzurro, temperatura mite per essere fine anno, caterve di motociclisti con cui scambiare un lampeggio di saluto.
I primi 80 Km della via Flaminia sono il massimo del divertimento: andatura allegra ma non troppo, qualche centauro che si aggrega a noi, qualcun altro che ci sega le orecchie e se ne va, sorpassi e staffette dal sapore ciclistico d'altri tempi.

Poi è d'obbligo un breve tratto di strada statale – dritta e noiosa – per rituffarci, poco dopo, nella provinciale che ci porta direttamente in paradiso.

Curve a destra, curve a sinistra, doppie S, scala, tira, frena e accelera… felicità allo stato puro. Sembra di stare al Luna Park ma in realtà stiamo attraversando la gola – neanche tanto profonda – che taglia la Valnerina. Le cascate delle Marmore ci ricordano di dare un'occhiata anche al paesaggio ogni tanto… e noi lo facciamo volentieri, ne vale la pena.

Breve sosta per il rifornimento e poi si continua per appagare la "voglia di moto", rimasta sopita per due settimane a causa del maltempo. Non ne abbiamo mai abbastanza ma è una dipendenza che non fa male.

Attraversiamo tanti di quei paesini che sarebbe impossibile elencarli: alcuni sono borghi antichi, altri sono paesini più moderni, tutti hanno in comune dei ritmi sconosciuti alle grandi città. Il bello di staccarsi dal traffico, dai palazzoni e dai semafori.

Tra questi ricordo Ceselli: una trentina di case in tutto, 130 abitanti dichiarati anche se c'è da giurare che d'inverno sono sicuramente meno. Il classico cartello ti dà il benvenuto e, dopo appena 400 metri, un altro classico cartello ti dà l'arrivederci. Un saluto fugace senza dubbio.

I crampi della fame determinano la nostra meta.

Se non avessi letto le indicazioni non saprei proprio di essere a Visso, piccolo comune all'interno del parco dei Monti Sibillini, 600 sul livello del mare e 1000 abitanti in tutto.

Un pezzo di pizza compone il nostro lauto pranzo ma non ci lamentiamo; non siamo usciti per mangiare bene.

Dopo il caffè Luigi ha l'insana idea di voler proseguire per Castelluccio – oltre i 1000 metri – ma per fortuna riesco a farlo desistere; tra poco farà buio e la temperatura inizierà a scendere in picchiata. Non sono mica Armaduk.

Il viaggio di ritorno è altrettando bello anche se sappiamo che ad aspettarci – questa volta – sarà Roma. Nuovamente immersi nella bellezza del paesaggio inizio ad accusare un certo freddo… anzi: se continua così ci muoio in Valnerina.

A malincuore faccio una proposta che mi pesa: percorrere l'ultimo tratto sull'autostrada Roma-Firenze. Suggerimento accolto con tutti gli insulti del caso.

visso1.jpg

Alla fine della giornata il contachilometri segnava 395 Km di goduria.

Note:
- È probabile che in Italia abbiano inserito la guida a sinistra come nel Regno Unito… e nessuno me l'abbia detto. Altrimenti non si spiega come mai mi sia trovato davanti ad una massa di pecoroni su 4 ruote che – anche a 70 Km/h – si ostinava ad occupare la corsia di sorpasso lasciando completamente libere quelle di destra.
Li potevi ammirare mentre stavano uno attaccato all'altro e si facevano i fari a vicenda. Che teneri.
Credo si chiami "sindrome del lampeggio a tutti i costi" e affligge gran parte degli automobilisti italiani.

- Ho notato che nelle foto ho sempre il braccio "a banana". Devo assolutamente trovare il modo di ammorbidire la giacca.

Saibal "su 4 ruote solo per necessità"

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Commenti totali: 4


  1. le uscite in moto sono quanto di più bello si possa fare, specialmente senza donne scassapalle che ti dicono vai piano, frena, ho fame, fermati di qua, fermati di la,devo andare in bagno, fa freddo [dimmi tu se non è vero]..non c'è niente da fare..una moto nn ti abbandona mai.. e la cosa + bella è che sta sempre li e ti appoggia per qualsiasi cosa tu voglia fare regalandoti emozioni + uniche che rare anche nei brutti momenti.
    non vedo l'ora di prenderla a maggio così col tepore [mi auguro] primaverile mi divertirò anche io!!!
    ciao Pierfrancesco

  2. praticamente sei passato sotto casa mia…..

  3. Scritto da biifu
    praticamente sei passato sotto casa mia…..

    ma va? :embè:

    e perchè non ti sei fatto vivo?

  4. Scritto da saibal
    ma va? :embè:

    e perchè non ti sei fatto vivo?

    perché correvi troppo….

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