Addì 2 febbraio 2005
L’Allegro Pischello Tennologico
Da qualche tempo, involontariamente, mi sono ritrovato ad essere il promotore di una campagna a favore della patente per l'utilizzo di Internet.
Il concetto è semplice:
- Per guidare la macchina ci vuole la patente
- Per andare in moto ci vuole la patente
- Per pilotare un aereo ci vuole la patente (brevetto)
Quindi credo sia giusto che anche per navigare in Rete ci voglia la patente; d'altronde si tratta sempre di condurre un mezzo, sebbene non meccanico ma comunicativo.
Parliamoci chiaro: un attestato che abiliti all'utilizzo di Internet non risolverà i problemi – lo so bene – ma probabilmente sfoltirà il nutrito gruppo di persone che vede la Rete come "terra di nessuno", dove tutto è ammesso e dove tutto si può fare.
La tanto amata "Netiquette" – che in epoche passate si era prefissa lo scopo di facilitare la vita ai navigatori – è stata abbandonata nel dimenticatoio, a marcire con gli ideali di buona educazione e correttezza che portava con sè.
Al giorno d'oggi – con l'abbassamento dell'età media degli utenti – serve un documento ufficiale, più efficace, che abbia valore giuridico: una patente appunto.
La proposta nasce da una mia antica intolleranza che, con il passare degli anni, si è fatta più radicale e intransigente. Ma si sa: invecchiando si diventa un po' più saggi… e molto più rompicoglioni.
A questo aggiungo che in 5 anni, amministrando un forum mediamente famoso, sono venuto in contatto con persone di tutte le età ma alla fine i problemi più grossi li ho avuti con i gggiovani d'oggi.
"Gioventù bruciata" direbbe qualcuno.
Beninteso: in gran parte si sta generalizzando, questo è chiaro. Difatti, come è vero che non tutti i minorenni sono dei bambini viziati, è altrettanto vero che non tutti i maggiorenni usano il dono dell'intelletto quando navigano. Ad libitum.
Ma i gggiovani hanno ormai un posto speciale nel mio cuore e – grazie a determinate caratteristiche – possono essere classificati in quella che io chiamo "la categoria dell'allegro pischello tennologico".
Il difetto più grande dell'Allegro Pischello Tennologico è la sua perenne onnipresenza in Rete collegata al presupposto – errato – di poter fare e dire tutto senza pensare gli altri. Ama la polemica, parla di cose che neanche conosce, non sa cosa siano le norme di buon comportamento.
L'APT (Allegro Pischello Tennologico) si differenzia dai coetanei della precedente generazione innanzitutto per lo stile di vita.
Fino all'avvento di Internet, infatti, si passava il pomeriggio a guardare Sampei, Gigi la trottola oppure si scendeva in cortile a tirare 4 calci al pallone dopo aver fatto i compiti. I più fortunati potevano giocare con l'Intellevision o l'Atari.
I ragazzi di un tempo avevano anche l'obiettivo di perdere la verginità entro i 17 anni… e di solito la prima esperienza "seria" avveniva nei viaggi-studio estivi con una ragazza più grande che nessuno degli amici avrebbe mai visto ma che ovviamente era una gran fica.
Da quando Internet è diventata "per tutti" l'universo giovanile è cambiato… in peggio.
Pagina: [1] 2

Vota: 86%
Leggo sempre e non commento mai ma quando ce vò ce vò….
Questa dell'apt è davvero fantastica.
Concordo in pieno
La rete è piena di questi personaggi.
Il problema di una eventuale "patente" è sempre quello di trovare l' "autorità" superiore che rilasci quest'autorizzazione…
Byez
Saibal…io sono al limite (21 anni tra poco)….ma sei troppo forte!
il limite vero non è l'età ma il cervello.
ci sono pischelli di 16/17 anni che stimo molto su internet… altre persone di 40 le affosserei nel pozzo nero di casa mia
FACCIAMO UN MANIFESTO, e appendiamolo nei nostri siti!
Grande Lorè!
Hai dimenticato il nick perennemente Neo oppure Matrix….. :)