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Consigli musicali trash


Vorrei suggerirvi qualche titolo che non deve assolutamente mancare nella vostra classifica trash dell'estate 2003.

Tra una hit del momento e le solite canzoni UNZ UNZ, facciamo un salto nel passato, un tuffo nei mitici anni '80 per tornare a sognare i tempi degli yuppies.

Vi assicuro che non ve ne pentirete

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Un must da riascoltare assolutamente è "La notte vola", successo del 1988 firmato dall'inossidabile Lorella Cuccarini… una donna tutta cucina e famiglia.
Io la sto ascoltando a rotella da qualche giorno… e sono gasatissimo!
Ho imparato anche il mitico balletto… devo solo perfezionare qualche mossa

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È del 1980 invece una canzone entrata di diritto nella Hall of Fame della musica trash italiana.
"Su di noi" viene portata al successo da Pupo che, arrivato ai 45 anni suonati, si rende conto di essere abbastanza ridicolo a farsi chiamare così (non poteva pensarci prima? ) e decide per il classico nome e cognome: Enzo Ghinazzi (mmmm… mi sa che era meglio Pupo )
Canzone piacevole e carica di significati… il ritornello è qualcosa di potente… energia allo stato puro!
Ci tengo a citare una breve strofa… giusto per farvi capire l'intensità dell'opera:

"Su di noi ancora una volta dai
su di noi se tu vuoi volare
ti porto lontano nei campi di grano
che nascono dentro di me."

Ok… adesso qualcuno mi spiega che cazzo di malattia c'aveva questo che gli crescevano i campi di grano nel corpo?

tony_esposito.jpg
Continuiamo con un grande delle percussioni: Tony Esposito.
È del 1984 la sua opera magna: "Kalimba de Luna".
Il testo è incomprensibile – un misto tra inglese, svedese, arabo e pure un po' di dialetto napoletano – ma il sound è di quelli che ti prende dentro… canzone da ascoltare per creare un'atmosfera felice e gioiosa.
Io l'ascolto sempre appena alzato la mattina… cioè il pomeriggio.

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Prima di diventare un produttore musicale di successo ha scritto una canzone storica: "Gioca Jouer".
Il testo, del 1978, è privo di qualsiasi nesso logico ma, a quei tempi, bastava far muovere le teste alla gente per raggiungere l'apice delle classifiche.
Al ritmo di "Dormire, salutare, sciare, autostop" il buon Cecchetto ha fatto ballare tutta una generazione di ragazzi (i nostri genitori) che oggi rimpiangono sicuramente le feste in cui, tutti in gruppo appassionatamente, ci si metteva a mimare le mosse riprodotte sulla copertina del disco.
Vi sfido a ballare "Gioca Jouer" senza guardare le figure… io ci riesco e voi?

luis_miguel.jpg
Lo riconoscete? Ebbene sì… è proprio lui: Luis Miguel.
Arrivò in Italia nel 1985 portando a Sanremo una canzone che riscosse un successo enorme.
"Noi ragazzi di oggi" non può assolutamente mancare in questo scorcio di fine estate e può essere ascoltata in ogni momento senza controindicazioni.
Il testo contiene un profondo e sentito messaggio sociale, rivolto alla generazione di giovani adolescenti che dovevano ancora trovare la loro strada… una canzone progressista senza dubbio.
Notevole questo passaggio:

"Noi, siamo diversi ma tutti uguali
Abbiam bisogno di un paio d'ali
E stimoli eccezionali.
"

Fenomeno! Peccato sia sparito dal panorama italiano. Nei paesi latinoamericani, invece, va parecchio forte… pensate che ancora oggi è uno degli artisti di maggior successo.

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Concludo questa breve carrellata con una pietra miliare del mondo musicale: "Sarà perchè ti amo".
Attenzione! Parliamoci chiaro: questa successo dei Ricchi e Poveri, datato 1981, travalica ogni possibile classificazione… è qualcosa di più di una semplice sequenza di parole e note; è riduttivo inserirla in una chart estiva.
Io la cito adesso perchè ne ho la possibilità ma sappiate che questa canzone ha una tale forza motrice e uno spirito così universale che può e deve essere ascoltata in ogni momento.
In questi giorni il mio Winamp la sta facendo girare a nastro… sono troppi i ricordi evocati quando l'ascolto.
Ve la consiglio vivamente!

La Saibal Summer Top Trash List (so' bravo con l'inglese eh? ) finisce qui… ci prepariamo per la classifica invernale con nuove, emozionanti canzoni d'autore!

Baci sul glande

Il trash come stile di vita


Fin da piccolo ho sempre avuto un'attrazione speciale per il trash: alle elementari mi piacevano le bambine cesse, alle medie mi piacevano le ragazze cesse… al liceo stavo insieme a donne cesse.
Questa propensione per l'orrido mi ha accompagnato nel corso degli anni, finendo poi per interessare non solo i miei gusti sessuali ma anche quelli televisivi, musicali, cinematrografici.

Oggi, oltre a continuare a stare con ragazze cesse (ma sto provando a cambiare), vengo attirato fortemente da tutto quello che può essere definito "spazzatura mass-mediatica": adoro i film della serie "Il ragazzo dal Kimono d'oro"; ascolto a rotella canzoni di autori sconosciuti… più fanno schifo e più mi emoziono; non mi perdo una televendita sulle reti locali; mi fanno impazzire le pubblicità realizzate con due soldi.

Il Garzanti dà una buona definizione del termine trash: "si dice di prodotto di comunicazione di massa (letteratura, cinema, televisione ecc.) che riflette un gusto scadente, volgare".

A questa spiegazione, però, manca quel quid capace di rendere appieno il reale significato della parola.
Trash, infatti, non è più una semplice sequenza di lettere… il trash è diventato qualcosa di più, è uno status, un modus vivendi (non so che cazzo voglia dire "modus vivendi" ma l'ho sentito una volta al Maurizio Costanzo Show).
C'è gente che basa la propria vita sul trash; ci sono persone che credono profondamente in questo stile di vita. Come dire: "il trash è per molti ma non per tutti".
È molto facile produrre o guardare distrattamente della spazzatura… ma è difficilissimo creare o apprezzare completamente un buon prodotto trash.
Non ci si può improvvisare "monnezzari" dal giorno alla notte. Artisti o semplici appassionati del trash si nasce, non si diventa… è una passione che nasce da dentro, dal profondo.

A questo punto sono in grado di rielaborare la definizione precedente, tentando di impostare un vero e proprio slogan per un possibile manifesto:

"Trash è qualsiasi prodotto di comunicazione di massa che riflette un gusto scadente, rozzo, provinciale, tremendamente diretto, capace di suscitare profonde emozioni negli appassionati del genere.
Altresì il Trash è uno stile vita con un'anima propria: il modo di vestirsi, di parlare, di muoversi, di agire rispecchia totalmente i canoni classici di un' esistenza devota alla produzione di spazzatura d'autore.
"

Avete capito la sostanza del mio discorso? Esatto! È proprio la capacità di suscitare emozioni che differenzia la semplice spazzatura dal trash!
Ad esempio quando vedo un film con Alvaro Vitali oppure ascolto una canzone di Gianni Drudi non rimango indefferente. Anzi il mio corpo reagisce con una serie di segnali e di azioni inequivocabili: mi viene la pelle d'oca, penso a tutto il background che sta dietro la realizzazione di quell'opera, osservo con attenzione il tipo di recitazione, l'atmosfera, la scenografia…

Posso dire, in modo fermo e sicuro, che un buon prodotto trash è meglio di una scopata! (se vi trombaste quelle che mi trombo io anche voi la pensereste così…)

L'estate è sicuramente il periodo migliore per fare una bella ful immerscion in questo mondo. La gente è in vacanza, i ritmi si rallentano… e la televisione puntualmente, come i magistrati di Milano quando non hanno un cazzo da fare, ritirano fuori i vecchi scheletri dagli archivi.

Eh sì! Perchè purtroppo i prodotti trash non sono visti di buon occhio dalla gente comune. Vengono tenuti nascosti in vecchi scaffali in qualche sperduta cantina fino a quando, nel momento del bisogno, vengono spolverati e rimessi in circolazione.
Oppure peggio ancora – quasi a voler bollare come perversi chi li guarda – vengono passati in orari impossibili o su emittenti (radiofoniche e televisive) sconosciute…
Ma gli amanti del trash non demordono, non si fanno certo fermare da queste difficoltà. I fans se ne fregano di quello che pensa la gente, se ne fottono del fatto che rischiano l'emarginazione dalla società. I monnezzari amano e sostengono il prodotto trash… sempre e comunque. Siamo una setta e ce ne vantiamo!

Potrei aprire una rubrica periodica sui prodotti degni di nota… e credo lo farò. Per questa volta mi limito a segnalarvi alcune chicche che, in questo periodo estivo, sono diventate vere e proprie regine incontrastate della televisione italiana.

Inizio con l'annunciare, non senza emozione, che è tornato a girare uno degli spot che hanno fatto la storia della pubblicità italiana.
Un omino in bicicletta gira in mezzo al traffico caotico di una moderna metropoli, sulle spalle porta un attrezzo del mestiere di dimensioni enormi. Quasi subito viene fermato da un vigile in divisa.
Se ancora non avete capito, il dialogo finale dovrebbe chiarirvi le idee:

– Imbianchino: "Per dipingere una parete grande ci vuole un pennello grande"

– Vigile: "Non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello!"

Parte lo slogan: PENNELLI CINGHIALE

Sipario, applauso.

Controllate il braccio… vi è venuta la pelle d'oca vero? Anche a me.
Ma non fermiamoci qui, analizziamo a fondo questo emblema della pubblicità trash italiana.

Tralasciando il significato sessuale che può assumere lo spot (gira voce che anche Rocco Siffredi abbia utilizzato la frase del vigile in un suo film hard) vediamo i caratteri salienti del filmato.
Innanzitutto balza alla nostra attenzione l'età del prodotto. Guardando il colore dell'autobus, il tipo di macchine in circolazione, i vestiti, la qualità della pellicola si può desumere che sia stato girato approssimativamente 200/300 anni fa… Sandra Milo era ancora una bambina.
La cosa bella è che alla ditta Cinghiale devono essere rimasti veramente soddisfatti se, dopo 20 anni, non hanno rinnovato la campagna.

Come non parlare, poi, della grande prova recitativa dei due attori. L'imbianchino, che ormai sarà morto sotto il peso del pennello da 5 quintali, aveva la stessa espressività di una triglia al mercato del pesce; la dizione non sembra essere il frutto di studi all'Actor's Studio e lui non è certo la risposta italiana a Paul Newman.
Il vigile, che sembra avere alle spalle qualche anno di esperienza in più, ce la mette tutta per essere credibile ma lo penalizza, forse, lo sforzo fatto per soffiare nel fischietto.
In ultimo, ma non meno importante, il fatto che la voce utilizzata per recitare lo slogan sembra essere quella sentita e risentita nei vecchi "Carosello"… veramente un salto nel passato.
Come avrete notato, gli ingredienti per un buon prodotto trash ci sono tutti… in special modo se aggiungiamo che lo spot sia stato riproposto ad anni luce di distanza dalla sua realizzazione.

Prima di concludere l'analisi, mi viene spontaneo ricordare un altro simbolo – di preistorica memoria – in lizza con i pennelli Cinghiale per diventare lo spot più brutto del secolo.

Qualcosa come "Da bere con gli amici, in compagnia, in ogni momento" e un sottofondo musicale di Mina vi ricorda qualcosa?

Aggiungo questa immagine e dovremmo essere a cavallo:

spot_tassoni.jpg

Fenomenale! È un po' che non si vede in giro ma lo spot della cedrata Tassoni è veramente un'opera magna del trash. La cosa interessante è che, al giorno d'oggi, la maggior parte dei ragazzi non abbia minimamente idea di cosa sia e come sia fatta una cedrata… ma alla Tassoni se ne fregano e pagano ancora per far girare la campagna… stoici!

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