Elucubrato da saibal
Addì 5 Agosto 2004
5.3 – I diversi modi per scrivere un blog in italiano
Una volta visti i possibili, e quasi infiniti, tipi di utilizzo bisogna analizzare il tipo di comunicazione adottata da chi scrive un blog.
Anche in questo, data la natura versatile del mezzo, non ci sono chiare regole scritte da seguire. I contenuti di un blog, essendo opera esclusivamente di una persona, possono essere impostati a piacimento.
Il tipo di linguaggio adottato può spaziare da quello informale di un blog che tratta pettegolezzi a quello formale e complesso di un blog che ha come tema principale alcune notizie mediche. Questa distinzione, però, non è assoluta e può essere invertita in ogni momento.
Prima di passare all’ analisi dei diversi tipi di linguaggio utilizzati nei blog è bene ricordare che esistono alcuni punti fermi caratteristici della maggior parte di questi strumenti.
Generalmente i blog hanno uno stile asciutto, senza troppi fronzoli: frasi immediate, periodi brevi e concisi fanno da cornice ai post. La lettura di un testo su Internet, per quanto possano essere di alta qualità gli schermi adottati, non sarà mai rilassante come leggere un libro o un giornale sdraiati sulla poltrona di casa. In più aggiungiamo che il popolo di lettori del web non ha mai troppo tempo da dedicare alla lettura. Tutto questo ha contribuito alla diffusione di uno stile molto diverso da quello a cui siamo abituati solitamente.
È ovvio che esistano delle eccezioni. Basti pensare al blog di una persona che abbia la passione di scrivere romanzi; non è concepibile riassumere un proprio lavoro da riportare online. In questo caso il blog viene utilizzato proprio come un libro telematico da pubblicare per intero. Oppure ancora, visitando il blog di un medico che pubblica i risultati di alcune sue ricerche, ci aspettiamo di trovare un articolo ricco di informazioni e non un breve sunto. In ogni caso ogni autore è libero di scegliere lo stile linguistico che preferisce per comunicare con i propri lettori.
Da un’ analisi di alcuni siti italiani possono essere tratte alcune interessanti considerazioni. In linea di massima un blog-quaderno utilizza un linguaggio semplice e diretto. Nei diversi casi in cui a scrivere sia una persona relativamente giovane non è raro vedere prese in prestito alla lingua parlata alcune espressioni e modi di dire.
Molti dei post fanno largo uso di dialoghi riportati in via diretta dall’ autore e la punteggiatura viene utilizzata senza risparmi.
Un altro fatto di rilievo è l’uso smodato, e in molti casi eccessivo, dei puntini di sospensione. Vengono utilizzati perlopiù per far “scivolare” maggiormente il discorso, quasi a voler dimostrare che, con il proprio blog, si intrattiene un amichevole rapporto, come se si trattasse di un amico in carne ed ossa.
Non credo che questo fatto sia indice di una scarsa abilità comunicativa. L’ uso dei puntini di sospensione è entrato a far parte ormai di un linguaggio schietto e diretto, utilizzato perlopiù dai giovani. Lo scopo principale in un blog, ma non solo, è quello di rendere un discorso molto simile ad una chiacchierata con un amico, quasi a voler sottointendere l’ informalità di ciò che si sta scrivendo. In molti casi, inoltre, rende molto di più un commento con i puntini che una punteggiatura accurata e precisa.
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