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5.3 – I diversi modi per scrivere un blog in italiano

Una volta visti i possibili, e quasi infiniti, tipi di utilizzo bisogna analizzare il tipo di comunicazione adottata da chi scrive un blog.
Anche in questo, data la natura versatile del mezzo, non ci sono chiare regole scritte da seguire. I contenuti di un blog, essendo opera esclusivamente di una persona, possono essere impostati a piacimento.
Il tipo di linguaggio adottato può spaziare da quello informale di un blog che tratta pettegolezzi a quello formale e complesso di un blog che ha come tema principale alcune notizie mediche. Questa distinzione, però, non è assoluta e può essere invertita in ogni momento.
Prima di passare all’ analisi dei diversi tipi di linguaggio utilizzati nei blog è bene ricordare che esistono alcuni punti fermi caratteristici della maggior parte di questi strumenti.
Generalmente i blog hanno uno stile asciutto, senza troppi fronzoli: frasi immediate, periodi brevi e concisi fanno da cornice ai post. La lettura di un testo su Internet, per quanto possano essere di alta qualità gli schermi adottati, non sarà mai rilassante come leggere un libro o un giornale sdraiati sulla poltrona di casa. In più aggiungiamo che il popolo di lettori del web non ha mai troppo tempo da dedicare alla lettura. Tutto questo ha contribuito alla diffusione di uno stile molto diverso da quello a cui siamo abituati solitamente.
È ovvio che esistano delle eccezioni. Basti pensare al blog di una persona che abbia la passione di scrivere romanzi; non è concepibile riassumere un proprio lavoro da riportare online. In questo caso il blog viene utilizzato proprio come un libro telematico da pubblicare per intero. Oppure ancora, visitando il blog di un medico che pubblica i risultati di alcune sue ricerche, ci aspettiamo di trovare un articolo ricco di informazioni e non un breve sunto. In ogni caso ogni autore è libero di scegliere lo stile linguistico che preferisce per comunicare con i propri lettori.
Da un’ analisi di alcuni siti italiani possono essere tratte alcune interessanti considerazioni. In linea di massima un blog-quaderno utilizza un linguaggio semplice e diretto. Nei diversi casi in cui a scrivere sia una persona relativamente giovane non è raro vedere prese in prestito alla lingua parlata alcune espressioni e modi di dire.
Molti dei post fanno largo uso di dialoghi riportati in via diretta dall’ autore e la punteggiatura viene utilizzata senza risparmi.
Un altro fatto di rilievo è l’uso smodato, e in molti casi eccessivo, dei puntini di sospensione. Vengono utilizzati perlopiù per far “scivolare” maggiormente il discorso, quasi a voler dimostrare che, con il proprio blog, si intrattiene un amichevole rapporto, come se si trattasse di un amico in carne ed ossa.
Non credo che questo fatto sia indice di una scarsa abilità comunicativa. L’ uso dei puntini di sospensione è entrato a far parte ormai di un linguaggio schietto e diretto, utilizzato perlopiù dai giovani. Lo scopo principale in un blog, ma non solo, è quello di rendere un discorso molto simile ad una chiacchierata con un amico, quasi a voler sottointendere l’ informalità di ciò che si sta scrivendo. In molti casi, inoltre, rende molto di più un commento con i puntini che una punteggiatura accurata e precisa.

Nella quasi totalità dei casi chi scrive lo fa in prima persona e molto raramente in terza. Questo fatto indentifica ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la volontà di instaurare un rapporto diretto con chi ci legge. Ci si presenta direttamente al proprio pubblico, come farebbe qualsiasi attore che si trova da solo sul palcoscenico.
Abbiamo visto come, in un blog, il principale modo per comunicare siano i propri scritti. Esistono, però, anche altri mezzi per aiutare l’autore ad esprimersi meglio.
Oltre alla possibilità di inserire fotografie e immagini in ogni post, molti blog offrono l’ opportunità di utilizzare le emoticons nei propri messaggi. L’ uso degli smilies si sta diffondendo rapidamente nei blog-quaderno. Inizialmente si potevano usare i segni di punteggiatura per fare sorrisi o espressioni mentre l’ introduzione di emoticons grafiche ha favorito notevolmente l’ utilizzo di questi accessori comunicativi. Ne esistono di tantissimi tipi e vengono utilizzati in quei casi in cui si voglia rafforzare o addirittura sostituire un messaggio verbale.
In ultima analisi si può citare l’ utilizzo di un altro strumento non largamente diffuso nei blog ma che non è raro incontrare. Le tagchat sono delle piccole bacheche di messaggi solitamente inserite nella prima pagina del sito. A differenza delle chat normali hanno poche funzioni e conservano, per un periodo stabilito dal proprietario del blog, il messaggio inserito.
Il loro scopo principale è quello di mettere in comunicazione i visitatori tra di loro o con l’ autore ma non necessariamente per commentare qualche post. Anzi, in genere vengono utilizzate per scambiare quattro chiacchiere o per salutarsi. La loro fortuna sta nel fatto di non essere ingombranti, da non richiedere il login come in una comune chat, e di essere accessibili immediatamente da tutti i visitatori.
Un blog-informazione ha tra le sue funzioni, oltre che quella di soddisfare i bisogni di chi scrive, anche la diffusione di notizie e opinioni in merito a temi come l’ attualità, la politica o qualsiasi altro argomento che non si limiti ai fatti personali dell’ autore. Il caso più esplicativo è la nascita di diversi blog ad opera di alcuni giornalisti italiani.
Prendiamo il caso di Luca Sofri, giornalista de “Il Foglio”. È stato uno dei primi nella sua categoria ad aver introdotto una rubrica blog nella versione web del giornale per cui lavora. Wittgenstein.it ( http://www.wittgenstein.it/ ) è un sito in cui Sofri si pone in diretto contatto con i propri lettori.
Lo stile, ovviamente, è quello di un giornalista professionista ma il modo di porsi è semplice, amichevole, schietto. In queste pagine trovano spazio riflessioni e pensieri più disparati che difficilmente troverebbero spazio su un giornale e i lettori possono partecipare attivamente segnalando all’ autore link ad articoli interessanti.
Il modo di comunicare non ha nulla a che vedere con un classico articolo di giornale ed è questa la novità assoluta: un giornalista professionista utilizza un sito Internet come mezzo alternativo per scrivere e lo fa in modo semplice e chiaro.