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3.1 – I forum: storia e funzionamento generale


È bene ricordare che, in questo caso, siamo di fronte a una modalità di comunicazione asincrona, nel senso che la gente non è obbligata a trovarsi contemporaneamente nello stesso luogo (virtuale o meno) per poter comunicare, condizione che è invece imprescindibile nel caso, per esempio, delle chat.
Per analizzare i forum, come medium comunicativo, è necessario passare per l’evoluzione dei Newsgroup.
I Newsgroup sono aree di discussione pubblica che ricordano, come meccanismo di funzionamento, le bacheche di un’università. L’ idea di base è stata sperimentata per anni dai sistemi telematici amatoriali, le cosiddette BBS (Bulletin Board System): offrire a tutti gli interessati uno spazio, in genere dedicato ad un argomento specifico, in cui scrivere messaggi per ricevere risposte e scambiare opinioni.
Nell’ utilizzo di questo strumento, a differenza delle email, non si ha un vero e proprio destinatario: tutti i messaggi sono semplicemente “affissi“ su uno spazio virtuale. Chi passa di lì, ed è interessato all’argomento, può leggere, commentare e rispondere.
Naturalmente il tutto avviene in maniera elettronica. Per consultare una bacheca dobbiamo conoscere il suo nome o indirizzo oltre ad essere in possesso di un programma capace di recuperare, in Rete, la lista dei messaggi che vi sono contenuti.
Partendo da questa lista è possibile leggere solo ciò che ci interessa e naturalmente potremo, in ogni momento, inserire un nostro argomento o rispondere ad una discussione.
Per motivi storici (questo strumento si è sviluppato inizialmente in una sottoRete di Internet denominata Usenix Network) i newsgroup sono spesso chiamati “gruppi Usenet”, o “conferenze Usenet”.
Usenet è una Rete indipendente, distinta dal Web, inizialmente pensata come collegamento tra macchine Unix, ma attualmente possibile anche con altre piattaforme. In altri termini Usenet è una Rete parallela, le cui porte d’ingresso (gateway) sono garantite dai nostri provider. È dunque possibile accedere ai newsgroup tramite il classico collegamento Internet ed un software adatto.
Esiste anche un’ altra soluzione per consultare i newsgroup, ancora più intuitiva e semplice: siti Internet che fungono da interfaccia tra Usenet e Web. In altri termini è possibile utilizzare i newsgroup attraverso siti che periodicamente pubblicano, in forma di ipertesto, i messaggi.
Gli argomenti discussi sono i più disparati: dalla cucina al fai da te, dal gossip alla politica, dalla musica ai temi d’ attualità; i newsgroup esistenti sono migliaia.
Per non perire sotto il peso di questo sviluppo, i newsgroup sono stati divisi per aree tematiche – prima – e geografiche – poi -.
La diffusione di Internet al di fuori degli Stati Uniti ha, in seguito, reso necessario un’ ulteriore divisione in base alla lingua adottata. Si è così giunti all’ attuale gerarchia che vede i gruppi italiani contrassegnati dal suffisso .it, quelli francesi da .fr, quelli tedeschi da .de, etc.
Il nome di un newsgroup, per come lo conosciamo oggi, è composto da più parti separate l’ un l’ altra da un punto. La prima sezione del nome è la più generale ed indica la lingua utilizzata; la seconda descrive la categoria alla quale appartiene il gruppo; la terza è un po’ più specifica e individua una sottocategoria. Questo meccanismo prosegue fino all’ultima sezione del nome.
Un esempio chiarirà meglio il concetto: it.lavoro.professioni.webmaster è un gruppo in cui si discute in italiano della professione del webmaster ed è classificato nella categoria più generale del “lavoro”.

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