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5.1 – Quando nascono e cosa sono i blog


“Weblog” è un termine inglese che deriva dalla contrazione delle parole web e log. “Web” è lo spazio su Internet in cui trovano posto i documenti pubblicati mentre “Log” – dal verbo to log – significa registrare, tenere traccia.
Ad una prima e superficiale analisi, quindi, questo strumento potrebbe essere inteso alla stregua di un diario cartaceo su cui annotare, in ordine cronologico, i fatti propri.
Ma un Weblog va ben oltre la semplice dimensione del quaderno personale e non può essere considerato un semplice contenitore di avvenimenti ed eventi. O meglio: un blog non è solo questo bensì un medium comunicativo decisamente più complesso e con diversi utilizzi.
È difficile tracciare con esattezza una cronistoria dei weblog, di origine relativamente giovane e in continua evoluzione. La loro storia potrebbe iniziare nel 1992-93 quando, con la comparsa delle prime pagine web, compaiono anche gli antenati dei blog. Si tratta perlopiù di siti personali in cui gli autori scrivono di ciò che preferiscono, inclusi i fatti propri.
Ma è nel 1999 che accade la vera svolta. In quell’anno due studenti americani, Evan Williams e Meg Hourihan, inventano un software che permette loro di aggiornare, in tempo reale ed in poco tempo, i propri siti personali. Poco dopo decidono di mettere a disposizione di tutti il loro programma dando vita a Blogger.com ( http://www.blogger.com ).
Il sito, previa registrazione, permette a chiunque di avere a disposizione uno spazio in cui poter scrivere degli argomenti più disparati.
Se alla fine del 1999, negli Stati Uniti, esistevano appena 23 blog nel 2000 il fenomeno inizia ad espandersi e si contano già migliaia di autori che scrivono regolarmente sul proprio sito.
Sempre in questo stesso periodo nascono i primi esperimenti italiani. Antonio Cavedoni ( http://www.cavedoni.com/blogorroico ) è considerato uno dei precursori nel nostro paese. A lui si devono termini come “blogorroico” e “blogghese” e, attualmente, il suo sito è uno tra i più visitati del circuito blog.
Il 2001 e il 2002 sono gli anni del consolidamento e della diffusione su larga scala in Italia. Accanto ai primi ed isolati autori si affiancano dapprima Blog.it ( http://www.blog.it ) e, successivamente, Splinder.it ( http://www.splider.it ). Entrambi i siti, come il precursore americano, si prefiggono lo scopo di creare vere e proprie community di bloggers a cui viene offerta la possibilità di ritagliarsi uno spazio nella Rete.
Alla fine del 2002 il fenomeno non può più passare inosservato e viene preso in considerazione anche dalle università italiane. Nel master in giornalismo presso l’università di Urbino, ad esempio, viene dedicata una sezione ai blog, con prove pratiche e teoriche effettuate in laboratorio.
A sottolineare la grande espansione del medium, nel 2003 viene creata l’ultima comunità italiana ad opera di Bloggers.it ( http://www.bloggers.it ).
I siti citati hanno in comune alcune caratteristiche del software: sebbene tecnicamente diversi, tutti offrono la possibilità di ottenere uno spazio gratuito per dar voce ai proprio pensieri.
I blog hanno una struttura che, generalmente, segue uno standard ben preciso, in particolare se si analizzano quelli offerti gratuitamente.
Sebbene non sia una regola ferrea, un weblog si presenta semplice e lineare dove non trova spazio un layout particolarmente elaborato tipico dei normali siti web. Non esistono introduzioni o loghi grafici complessi e le sezioni interne sono ridotte al minimo.
Un blog lo si riconosce subito. La pagina principale, quella a cui si accede direttamente digitando l’URL nel proprio browser, nella maggior parte dei casi è suddivisa in colonne verticali.
In quelle laterali più piccole (una o due a seconda delle preferenze) sono presenti i collegamenti ipertestuali che portano all’archivio. In questo modo i visitatori possono ricercare e leggere anche i messaggi più vecchi. Si può trovare anche una serie di link esterni: si tratta di altri blog o siti web ritenuti interessanti dall’autore.
Nella colonna centrale, la più spaziosa della pagina, sono pubblicati gli argomenti inseriti. Tecnicamente vengono chiamati post (dal verbo to post , annunciare, rendere pubblico) e sono elencati in ordine cronologico dal più recente al più vecchio.
L’ archiviazione delle vecchie notizie può seguire diversi metodi ma la maggior parte dei blog segue un criterio settimanale. Inizialmente, quindi, vengono mostrati solo i post degli ultimi 7 giorni corredati dal nome dell’autore e dalla data della pubblicazione.
Ma esistono anche altri metodi: ad esempio mostrare un numero prestabilito di post senza tenere conto delle settimane; oppure si può seguire un’ archiviazione libera. La scelta dipende, ovviamente, dall’autore e dalla frequenza con cui si aggiorna il sito.
Anche i blog che non utilizzano i servizi gratuiti, ma sono stati elaborati ad hoc, seguono generalmente questa struttura. Può accadere di trovarne alcuni che abbiano una grafica più elaborata di altri ma ciò che li differenzia da un comune sito web è il fatto di voler convogliare immediatamente l’attenzione del visitatore sui contenuti scritti.
Altra caratteristica tecnica dei blog gratuiti sta nella loro alta accessibilità da parte di chi vuole diventare attore protagonista. È proprio la facilità con cui utilizzare questi mezzi uno degli elementi che ne ha permesso la rapida diffusione.
Chiunque voglia ritagliarsi un proprio spazio nella Rete non avrà bisogno di nessuna nozione di programmazione; non sarà necessaria nessuna conoscenza specializzata nella creazione di un sito web. Basterà compilare un modulo di iscrizione e si avrà accesso ad un’ area amministrativa riservata. Attraverso di essa, con pochi click del mouse, si potranno pubblicare i propri pensieri, le proprie parole, idee e opinioni.
Sempre attraverso l’ amministrazione, l’ utente ha la possibilità di correggere e cancellare i post inseriti oppure di variare e personalizzare i colori della propria grafica.
Una volta terminata la registrazione e la modifica della grafica si è pronti per conquistare il proprio spazio.
Ogni blog, come del resto ogni sito Internet, ha una URL univoca che lo indentifica. Chi utilizza i servizi gratuiti, di solito, ha un indirizzo di secondo livello composto in questa maniera:

http://NOME_SCELTO.NOME_DEL_SERVIZIO.DOMINIO

oppure

http://NOME_DEL_SERVIZIO/NOME_SCELTO.DOMINIO

Ad esempio, affidandomi a Splinder.it e scegliendo la parola “SAIBAL” come nome, avrò un indirizzo di questo tipo:

http://saibal.splinder.it

Da questo momento, almeno finchè la mia registrazione al servizio sarà attiva, il mio blog potrà essere raggiunto digitando quella URL nel browser, da qualsiasi parte del mondo.
Ma come può essere difinito esattamente un blog?
In Rete, attraverso i motori di ricerca, possono essere trovate diverse interpretazioni:

- Un weblog è un sito che tiene traccia e propone tracce.

- I weblog sono come diari on line disponibili a chiunque sia interessato a sbirciarvi dentro.

- Un weblog è un incrocio tra web e forum.

- Un weblog è un ambiente dove i navigatori possono essere passivi (leggere notizie) o attivi (scrivere notizie), possono interagire con le notizie scritte da altri, commentandole o integrandole.

- Un weblog è un’incubatrice per comunità di navigatori con interessi comunicare.

- I blog sono una nuova forma di comunicazione che i navigatori stanno scoprendo per ritagliarsi un angolo di protagonismo e far valere le proprie opinioni o semplicemente per esprimere il proprio pensiero.

- I blog sono semplici siti web gestiti da individui che riferiscono di qualsiasi cosa: dai loro fallimenti sentimentali alle proprie opinioni su fatti di attualità o politica. Disseminano i loro scritti di link ad altri siti, inseriscono commenti propri dei lettori.

- Il blog è un medium informale per idee informate anarchico, commercialmente ingenuo e affascinante.

- Un weblog è un sito personale, a cavallo tra un diario, un articolo di commento e una rassegna stampa, aggiornato quotidianamente o quasi. Come tutte le rassegne stampa sul web ha il vantaggio di consentire l’accesso immediato, tramite un click, al testo originale passato in rassegna, articolo di giornale, sito web o pagina di qualsiasi altro genere. L’autore del weblog è insieme scrittore ed editore del suo weblog.

- Un blog può essere o diventare tante cose diverse, a seconda del contesto, ma non perde mai la caratteristica di fondo: è il mezzo migliore per rappresentare la differenza che esiste tra media aperti e media chiusi.

- I blog sono l’editoria per il popolo grazie ad un unico pulsante.

È molto probabile che il significato esatto di blog possa essere racchiuso solamente nella sintesi di tutte le definizioni appena viste. A fronte di queste diverse interpretazioni posso esprimere la mia personalissima idea di cosa sia un weblog:

“È uno strumento comunicativo ad alta accessibilità che fornisce all’autore la possibilità di diventare un protagonista e far sentire la propria voce su larga scala.”

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