Elucubrato da saibal
Addì 16 Luglio 2004
2.4 – Far parte di un cybergruppo: le web community come realtà sociali
I motivi che spingono un utente a diventare parte integrante di una comunità online sono i più disparati: cause di lavoro, voglia di uno svago momentaneo, casualità.
Di fondo, però, c’ è sicuramente la necessità umana di “aggregazione sociale” soprattutto perchè Internet, almeno inizialmente, è un mare sconfinato senza porti.
Se si utilizza la Rete per fare qualcosa di più di una semplice ricerca ogni tanto, sarà frustrante e improduttivo – dopo un certo periodo – vagare senza meta da un sito ad un altro.
La voglia di stringere rapporti, di socializzare, di sentirsi parte di una realtà ben più definita della sterminata Rete spingerà le persone ad aggregarsi a qualche gruppo già costituito per avere la possibilità di fermarsi in un porto sicuro e conosciuto quando la navigazione in solitaria sarà diventata stancante.
Far parte di una web community, quindi, significa innanzitutto soddisfare dei bisogni: siano essi lavorativi, ludici o semplicemente di comodo. Ma non basta questo per potersi sentire completamente membri di una comunità; dietro l’ appartenenza ad un qualsiasi spazio virtuale ben definito ci sono una serie di meccanismi sociologici che vanno ben oltre la semplice partecipazione. Essere membri significa doversi ritagliare un proprio ruolo attivo all’ interno del gruppo.
Ogni membro di una comunità virtuale trattiene in sé una doppia natura: è un elemento autonomo e parte di un tutto. Come elemento autonomo egli si trova, da solo, di fronte al suo computer, è in grado di decidere in qualsiasi momento di “staccare la spina“, “di disconnettersi“. Tra le centinaia di persone che entrano in un forum, ad esempio, alcune decidono di lasciare un proprio messaggio, altre decidono di leggere le frasi lasciate da altri, ma di non contribuire, altre ancora danno un’occhiata veloce e poi escono. Come parti del tutto, cioè della comunità, sono proprio gli utenti che attraverso le loro scelte, le loro rappresentazioni e il coordinamento interpersonale danno vita, modificano, alle volte fanno morire, lo spazio nel quale si muovono.
Si è già detto che il cyberspazio è una costruzione linguistica, un immaginario condiviso e solo gli utenti della comunità sono capaci di renderlo, effettivamente, un ambiente nel quale operare. La struttura di una comunità virtuale non è gerarchica. La distanza, anche formale, tra gli individui si riduce a favore di una comunicazione orizzontale. L’elemento che maggiormente favorisce questo tipo di interazione è la mancanza dei tipici riferimenti sociali quali: età, sesso, razza, condizione economica. Le persone valgono per quello che pensano, non per quello che sono in realtà.
L’unico elemento di leadership identificabile è costituito dai moderatori o dagli utenti di vecchia data ma analizzeremo questi specifici ruoli sociali in un prossimo capitolo. La loro funzione non è, comunque, gerarchica ma mira principalmente al coordinamento, al monitoraggio e all’incentivazione della creatività.
Come abbiamo già detto le parole in Rete non servono solo a trasmettere informazioni, ma anche per costruire un ambiente immaginario comune nel quale conversare. L’insieme dei messaggi, oltre a esprimere il loro contenuto al destinatario descrivono agli altri partecipanti l’ambito del discorso, gli interessi in gioco, le competenze. Ciò che rende diverso un fluire di informazioni da una comunità è la comune consapevolezza di esserne parte, nulla più di una costruzione mentale, venendo a mancare un contatto fisico. La comunità virtuale non toglie valore all’individuo ma, anzi, è il luogo della sua possibilità d’espressione in Rete; senza sarebbe un navigatore solitario.
Una conseguenza di questo principio delle comunità virtuali, tra le più affascinanti e studiate, è la vicinanza fra i piani della parola, dell’azione e del pensiero. L’assenza di gestualità, espressioni facciali carica di senso la comunicazione costruita sulle parole. Queste diventano vere e proprie “azioni”. Le relazioni che intercorrono tra i membri di una comunità virtuale dipendono, quindi, in maniera essenziale da due fattori: la condivisione di un immaginario nel quale muoversi e l’utilizzo delle parole per la definizione di se stessi e per l’interazione. Ogni individuo è, dunque, un nodo e un legame come membro della comunità.
L’individualismo, l’assenza di una vera gerarchia, la tolleranza del dissenso, l’ideazione di linguaggi adatti al medium, la condivisione di interessi e del cyberspazio, la scarsa intrusione nella sfera privata sono le caratteristiche salienti di questa nuova socialità che, però, mantiene e condivide molti aspetti con la socializzazione “reale”.

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