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La guerra al pelo superfluo

La guerra al pelo superfluo


L'uomo, se preso in bagno, può essere di due tipi: quello lento e quello veloce.

C'è chi ama stare ore nella vasca; c'è chi si porta l'ultimo tomo della Treccani come stimolante (e lo legge pure tutto); c'è chi si cura i capelli manco fosse uno scultore e così via.

Io, invece, sono veloce… odio perdere tempo (questo non vuol dire che non mi lavi ). Addirittura – per risparmiare secondi preziosi – mi pulisco i denti sotto la doccia… giuro!
Allo stesso modo non amo radermi: metti la schiuma, controlla la lama, sciacqua il rasoio, pelo, contropelo, dopobarba… cazzo mi sono tagliato comunque!

Se non avessi il pizzetto (come Hulk nella foto ) userei a vita il rasoio elettrico ma mi riesce difficile fare i contorni con un coso grosso come un vibratore.
Se poi vogliamo proprio essere pignoli, si deve ammettere che fra i due metodi non c'è paragone: tra una rasatura elettrica ed una a mano c'è la stessa differenza che passa tra il culo di Giuliano Ferrara e quello di un bambino di 6 mesi.

Costretto ad abbandonare lo strumento elettrico, ho iniziato una collezione sterminata di rasoi tradizionali. Sarà una strana perversione ma ogni volta che vado al supermercato ne compro uno diverso… un po' come i dentifrici.
C'è chi colleziona francobolli, c'è chi raccoglie le sorprese Kinder… io colleziono rasoi.

Tutto ha avuto inizio con quelli bilama che, quanto a delicatezza, assomigliavano ad un'accetta da falegname… e la mia faccia dopo la rasatura assomigliava ad un tronco di pino.

Poi è stata la volta di quelli a tre lame, quelli con il manico ergonomico, quelli che hanno il nome tecnologico e la forma di una macchina sportiva… quelli che se li usi scopi come un toro, per forza!
Il taglio della barba non era più un semplice gesto quotidiano ma qualcosa di più complesso. Le varie pubblicità, infatti, li presentavo come rasoi gentili, bene educati.

La prima lama faceva amicizia col pelo:
"Ciao pelo! Come stai? Diventiamo amici?"

La seconda lama, una volta acquistata la fiducia del pelo, lo tagliava senza lui che se accorgesse:
"Veloce ed indolore"

Infine c'era la terza lama che, come un operatore ecologico, passava a ripulire la pelle da eventuali superstiti:
"Tu, piccolo pezzo di pelo rimasto, sei mio!"

Insomma: tra pelo e rasoio si instaurava un dialogo che portava ad una perfetta rasatura.
A parte il fatto che costano quanto una macchina sportiva e a parte il fatto che non ho iniziato a trombare come un riccio, devo dire che radono bene.

L'altro giorno, leggendo un thread sul forum di Html.it, ho deciso di provare l'ultima novità del mercato: il famigerato rasoio a quattro lame. Non potevo farmelo sfuggire!
La tecnica utilizzata è meno educata rispetto al precedente: il pelo è visto come il nemico da sconfiggere.

  • La prima lama va in ricognizione e fa uscire il pelo allo scoperto.
  • La seconda lama lancia i fumogeni che così il pelo non vede più una sega.
  • La terza lama colpisce peli-donne e peli-bambini
  • La quarta lama, quella addestrata dai NOCS, lancia delle granate che così non rimane più un pelo vivo.
  • Il risultato è ottimo e, aggiungendo un po' di crema idratante, si ottiene una pelle levigata come una lastra di marmo.
    Funziona talmente bene che quando mi sono fatto la barba anche i peli del sedere erano spariti per la paura. Quindi lo consiglio a chi ha la faccia come il culo… si risparmia un sacco di tempo.

    A questo punto è solo questione di tempo: a quando il rasoio pentalama con ABS, controllo della trazione e servosterzo?

    Saibal "consigli per gli acquisti" Forti

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