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La piaga di fine anno


La vigilia di Natale è ormai passata.
Per alcuni sarà un grosso dispiacere in attesa dei prossimi cenoni e regali, per molti – molti altri – un vero sollievo.
Basta con le corse frenetiche in cerca del dono dell'ultimo momento; basta con il soffocante traffico cittadino; basta con le interminabili file alla cassa per farsi impacchettare i regali; basta con tutto! Adesso solo meritato riposo.

Eppure vi siete mai chiesti quale sia la cosa più stressante nel periodo natalizio?

Secondo voi c'è qualcosa di peggio del dover partecipare ai cenoni con decine di parenti, che non ti inculi per tutto un anno, e che rivedi solo il 24 o il 25 Dicembre? (I più sfigati fanno ambo e se li sorbiscono consecutivamente)

Esiste un momento più frantumapalle di quello in cui si deve SEMPRE sorridere e ringraziare affettuosamente quando si riceve un regalo? E ti devi comportare con stile anche quando ricevi un maglione di pile con una fantasia viola, giallo vomito, marrone muco. Oppure quando ti capita l'ultimo CD di Paolo Meneguzzi, consigliato dal negoziante solo perchè gliene avanzano 5687 copie nel magazzino, accompagnato da frasi di elogio tipo "Mi hanno detto che questo qui va fortissimo tra i giovani"… peccato che a te piacciano i Metallica.

Esiste cosa più tremenda del dover intavolare discorsi con lo zio della cugina della sorella della suocera della nonna, solo per fare piacere alla mamma? Poi va a finire che escono discorsi di questo tipo:

"Ma quanto tempo che non ci vediamo!! Come stai? Ti ricordi di quando ti facevo fare il cavalluccio sulle mie gambe nella casa estiva?"

"No"

"Ma come no? Dai! Che poi si andava tutti insieme sul pattino!!"

"Ero piccolo…"

"Ma dai! Avrai avuto sì e no 4 o 5 anni… quanti ne hai adesso?"

"36… tra due mesi mi sposo "

Oppure, peggio ancora:

"Ma quanto tempo che non ci vediamo!! Come stai? E la tua ragazza? Quella che mi hai presentato quella volta, bionda, carina, che stava a scuola con te? Era tanto brava…"

"Mi ha messo le corna per trombarsi un altro"

"Oh come mi dispiace… e Marco? Quel tuo caro amico con cui uscivi sempre? Come sta? Era tanto simpatico…"

"È quello che si è trombato la mia ragazza "

Infine il non plus ultra delle discussioni banali:

"Ma quanto tempo che non ci vediamo!! Come stai? Ti trovo cresciuto… hai finito la scuola?"

"Veramente mi sono già laureato e lavoro"

"Bravissimo! E che fai di bello?"

"Faccio il system engineer in una web farm"

"[..] Come hai detto che sta la nonna? "

Se pensate di poter rispondere "NO" alle domande, sappiate che c'è qualcosa di peggio a tutto questo.

Cassa di risonanza per nuovi scrittori


Qualche giorno fa ho ricevuto un'email particolare. Mi scrive Federico e mi chiede, definendosi un aspirante scrittore, di plubbicare alcuni suoi racconti brevi. Prima di concludere aggiunge anche che vuole mantenere l'anonimato.
Inizialmente ho pensato ad uno scherzo di qualche amico poi, aprendo l'allegato da 200 Kb, scopro che forse la cosa è seria.
Gli rispondo e gli chiedo come mai abbia scelto Lorenzone.it come trampolino di lancio; il mio sito ha qualche "accesso in eccesso" ogni tanto… ma non è così famoso da potersi permettere di introdurre nuove stelle nel mondo della letteratura.
Federico non tarda a rispondere e mi fa intendere che ha scelto Lorenzone.it perchè è un sito cazzone e male che vada qualcuno lo prenderà per il culo e basta. Inoltre mi fa capire che gli sono simpatico.

"Gli sono simpatico"… mmmm… metto subito le cose in chiaro e gli dico che non sono gay… lui afferma di avere la donna da due anni. Bene… possiamo procedere allora.
I racconti sono tanti… ne ho letti solo 4 per la verità. Siccome non posso pubblicarli tutti ne ho scelto uno, quello che mi è piaciuto di più.
Spero di aver accontentato Federico… in questo momento mi sento come Raffaella Carrà… accontento i desideri dei lettori… "Carramba che sfiga!!".

"Con il passare del tempo, dopo aver vissuto le tante esperienze che hanno costellato la mia vita, ho imparato un teorema per me fondamentale.
Aver assorbito e fatto mia questa semplice quanto basilare legge universale probabilmente non mi sarà d'aiuto per modificare il mio destino, ma sarà utile per tentare di comprendere meglio ogni giorno della mia vita.
Personalmente ritengo, e non sono l'unico ve lo assicuro, che nulla accade per caso.
Un tradimento, la morte di un genitore, la perdita del lavoro, ma anche l'incontro con una persona, una vincita fortuita, la guarigione da una malattia, qualsiasi avvenimento di una certa rilevanza ha un preciso significato positivo e porta con sè un messaggio intrinseco che, però, non sempre è decifrabile nell'immediato anche se è sempre per il nostro bene.
Una coincidenza, termine usuale nel nostro quotidiano, è solo un insieme di vocali e consonanti, una parola utile per colmare quel vuoto che si crea quando non riusciamo a dare una spiegazione razionale a ciò che ci accade.
Le coincidenze, in realtà, non esistono.
Spesse volte mi è capitato di comprendere il siginficato solamente molto tempo dopo l'evento scatenante; in altre occasioni ho avuto subito ben chiaro cosa dovessi capire; frequentamente non ho mai capito il perchè di ciò che mi era accaduto.
Preambolo necessario per ciò che sto per raccontare: una storia d'amore, apparentemente come tante se ne vedono ma speciale e diversa dalle altre per chi la vive ogni giorno.
L'avevo conosciuta per caso… no, il caso non esiste. Ricominiciamo.
L'avevo conosciuta in un locale della mia città. Lei era venuta per salutare un amico che avevamo in comune e, per forza di cose, ci eravamo presentati.
Per la verità questo è stato il nostro unico e brevissimo momento di contatto. Andava di fretta quella sera e non poteva trattenersi molto, figuriamoci se avrebbe perso tempo a parlare con uno sconosciuto.
Eppure – guardandole il sedere mentre andava via – avvertivo, forte e nitida, la sensazione che quell' incontro avesse un significato ben preciso.
Stranamente, questa volta, avevo capito subito.
Ricordo che, il giorno dopo e con l'aiuto di Francesco, ci eravamo scambiati i numeri.
Quando ho scoperto che abitava lontano ho subito tirato il freno. D'altronde chi me lo fa fare di impegnarmi per una storia a distanza.
Sono anni che sono un single convinto; ho un lavoro che mi piace, faccio molto sport, non devo rendere conto a nessuno quando faccio tardi, vado dove mi pare senza orari da rispettare, sono libero da legami e rapporti soffocanti.
Tutta questa libertà è resa ancora più dolce dalle diverse storie poco impegnative che si sono susseguite nei mesi precedenti: di quelle che non ti lasciano ferite quando finiscono, che non danno sofferenza perchè, prima di tutto, sei tu a non voler soffrire e non vuoi impegnarti; di quelle che, a conti fatti, non ti lasciano niente se non un letto da rifare il giorno dopo.
Di storie simili ne ho contate quattordici. Una notte, magari qualche giorno, addirittura alcune settimane ma mai oltre. Poi si tronca, per qualsiasi motivo, perchè a me piace così.
I legami, che ti prendono l'anima ma ti lasciano tanto, non fanno per me. La vera felicità è questa.
Ho contato le donne che ho conosciuto in questo periodo non per vanto o vezzo narcisista ma perchè volevo vedere quanto avrei dovuto aspettare prima di innamorarmi ancora, se ne ero capace.
Alla fine, lo sappiamo tutti, la speranza ultima e inconsapevole di ogni single convinto è di trovare il grande amore, che però spesso si lascia sfuggire per timore. Come negare che sia proprio la paura il sentimento che spinge ogni single ad affermare di essere "convinto". Convinto forse di poter vivere senza qualcuno, di poter andare avanti senza una persona vicina.
Ma l'unica certezza, in questo mare di convinzioni soggettive, è che il mondo stesso è mosso dall'amore, da energia positiva.
Senza l'amore l' universo non esisterebbe.
Quando meno te lo aspetti, la tua vita di certezze labili e superficiali viene stravolta da un semplice incontro.
Quasi non volevo crederci – e di certo la mia parte razionale ha tentato di opporre resistenza – ma volevo rivedere quella ragazza.
Lei era molto più passionale e meno calcolatrice di me. Sarebbe venuta anche subito, non appena glielo avessi permesso.
Mi sembra ovvio che, per un essere umano apparentemente così freddo e razionale, sarebbe stato impossibile accettare immediatamente un incontro di questo tipo.
E se poi si trova male? E se non mi piace? E se invece mi piace? Come si conduce un rapporto a distanza?
Quante domande, nessuna risposta, la paura aveva il sopravvento.
Ad ogni telefonata c'era la scusa pronta: il lavoro, impegni improrogabili, nulla che mi lasciasse un attimo di tempo libero. Sarebbe stato meglio rinviare a tempi migliori.
Il gioco andava avanti ma lei era ancora lì ad aspettatrmi. Perchè? Non lo so, ma qualcosa doveva pur significare.
Avevo le mie belle storie: asettiche e senza coinvolgimenti. Perchè c'era qualcosa che mi spingeva a turbare questo equilibrio cosmico che tanto avevo faticato a raggiungere?
Un pomeriggio di Novembre quel qualcosa dentro addirittura mi ha spinto a chiamarla e a chiederle di venire. Lei era ancora lì ad aspettarmi.
Se vi è capitato, almeno una volta, di rischiare un grosso incidente con la macchina, probabilmente vi ricorderete anche che la sensazione del pericolo corso, la paura quella vera, vi sale in circolo dopo averci ripensato. Sul momento non ci si rende conto.
Io mi sentivo così, come dopo essere scampato ad un frontale con un camion.
Solo quando lei ha accettato, dopo mesi che andavamo avanti, ho realizzato che sarebbe bastato ancora pochissimo per perderla. Adesso, a mente lucida, non me lo sarei mai perdonato e ho ancora i brividi se ci ripenso.
Il giorno del suo arrivo è arrivato presto. Sinceramente non mi ricordavo molto bene come fosse ma di una cosa era certo: l'avrei riconosciuta subito. E così è stato.
Sicuramente era la più bella di tutte le donne presenti e, per la verità, non me la ricordavo neanche così affascinante. Era una bellezza non appariscente ma che sicuramente ti colpiva; una bellezza di quelle pulite, che vengono prima di tutto da dentro.
L'amore, soprattutto per i single convinti, quando arriva te ne acorgi subito. È come un lampo in una notte di tempesta: una volta che l'hai visto squarciare il cielo sai che arriverà anche il suono sordo e cupo del tuono, è solo questione di tempo.
Quella stessa notte abbiamo fatto l'amore, per la prima volta. Forse avranno contribuito le lenzuola rosse di cotone, il caldo piumone color crema o la musica di sottofondo ma è stato molto intenso.
I nostri corpi emanavano energia, si vedeva e si sentiva. Eravamo caldi e sudati ma avevamo la smania di stare a contatto. Ognuno si sentiva parte fisica dell'altro.
Sebbene fosse il primo incontro tra di noi c'era un'armonia che raramente mi era capitato di provare. Mi bastava guardarla nei suoi grossi occhi scuri per perdermici dentro e avere un fremito perchè sentivo di trasmetterle e di ricevere un'emozione, forte.
Abbiamo passato insieme tre giorni e poi è andata di nuovo via. Potebbe essere semplice dire che mi mancava come il cielo le stelle ma sarebbe alquanto banale. La sua mancanza era qualcosa di più, non mi sentivo completo e questo mi bastava.
Oltre a non essere più stupito del fatto che mi stessi innamorando, avevo anche compreso che, per lei, ne valeva veramente la pena.
Abbiamo deciso di rivederci ancora, ancora e ancora. La distanza non mi spaventava più, l'importante era poterla rivedere e speravo che la cosa fosse reciproca.
La nostra sintonia si andava sempre di più affinando, comunicavamo con gli occhi, eravamo sempre più complici. Una sera l'ho guardata negli occhi e le ho detto una cosa con il pensiero. Lei mi ha fissato e ha annuito. Adesso non so se abbia veramente capito che il mio sguardo voleva intendere "ti voglio un bene enorme" ma in quel momento mi sono sentito carico di energia, mi è venuta la pelle d'oca e mi sono alzato.
La cosa si faceva impegnativa e la paura altrettanto. Nonostante questo abbiamo deciso di passare diversi giorni insieme per uan vacanza.
Arriva il momento, passata la fase iniziale di una storia, di scoprire – come un pugno nello stomaco – che hai idealizzato chi ti sta accanto.
Questo non significa aver sbagliato persona, non vuol dire che è tutto da rifare ma è un processo normale a cui, però, non mi abituerò mai.
Penso che non esistano schemi e regole precise in amore ma, probabilmente, l'eccezione che conferma la regola è che ogni rapporto debba subire un periodo di assestamento fisiologico. Un terremoto breve ma potente che rischia di mandare all'aria tutto o, molto più spesso, di consolidare le fondamenta.
Io non sfuggo a questo meccanismo e tutto è accaduto perchè ho avuto troppa fretta di confessare i miei sentimenti.
Ho imparato anche che, se non si è tutti e due nella stessa marcia quando si parte, si rischia di avere un passo diverso e questo può essere un problema.
Lei mi voleva bene, io anche ma i soliti, quanto classici, problemi con ragazzi precedenti l'avevano spinta a muoversi con i piedi di piombo. Da passionale era diventata estremamente prudente e calcolatrice. Io, che forse mi ero stancato di essere freddo e di ragionare con una macchina, avevo aperto il mio cuore, completamente. Non le faccio assolutamente una colpa per il suo comportamento, almeno non adesso.
Una notte, dopo aver fatto l'amore, le avevo confessato ciò che provavo. L'amavo.
Può sembrare strano che ciò accada così dopo poco tempo ma in amore non ci sono nè regole nè schemi dicevamo poco fa.
Non esiste un tempo per amare, se il sentimento è vero si ama quando lo si sente, ed io lo sentivo come sentivo che sarebbe stato qualcosa di speciale la prima volta che l'ho incontrata.
Proprio perchè senza regole l'amore è imprevedibile. Confessare ad una donna di amarla dovrebbe rendere tutto più facile e invece certe volte accade l'esatto contrario.
Da quel momento alcune cose sono cambiate. L'armonia si è spezzata, non eravamo più così complici, parlavamo e non ci capivamo. Le avevo messo paura.
Pensavo fosse impossibile che un sentimento del genere spaventasse una persona, invece ciò accade eccome.
Ho perso l'attitudine a lottare per amore, non lo faccio più da tempo. Se vedo che una storia non va non mi sbatto di certo a raddrizzarla. "Ci sono tante altre donne che mi aspettano", penso.
Eppure questa volta volevo andare in fondo.
Ciò che non mi andava giù era sapere di aver speso del tempo per una storia senza senso. Perchè se fosse finita lì sarebbe stata una storia senza senso.
Di donne con cui andare a letto ne avevo già incontrate diverse, di donne belle e simpatiche ne avevo già conosciute, quindi niente di nuovo sotto al sole. Allora perchè mi sarebbe dovuta capitare una storia già vista ma con l'aggravante che, questa volta, mi stavo innamorando? Non avrebbe avuto senso. Non ha senso.
Stavo per buttare via tutto quando mi sono ricordato, ancora una volta, che nulla accade per caso, tutto ha un senso.
Ero sicuro che ci dovesse essere un motivo più profondo del solito e semplice incontro passionale. Questo perchè, però non era ancora chiaro a nessuno, dovevamo ancora scoprirlo e, per farlo, dovevamo rimanere ancora insieme, nonostante le difficoltà che si profilavano all'orizzonte.
La paura di una nuova storia per entrambi, la sua paura verso i miei sentimenti, il lavoro, il futuro che inevitabilmente ci avrebbe atteso, le diversità di carattere, erano tutti ostacoli da superare per avere una risposta. E io volevo andare avanti nonostante tutto.
Sono rientrato in casa dopo l'ennesima litigata. L'ho abbracciata e abbiamo fatto l'amore. Prima di addormentarmi l'ho guardata intensamente negli occhi e le ho sussurrato nell'orecchio: "Oltre a tutto, oltre a tutti amore mio".

Chiuso per sciopero!


COMUNICATO SINDACALE

Oggi 13 dicembre 2003, in Roma, si sono riuniti i gruppi FFSS (Facciamo Fare Sesso a Saibal), COBAS (Comitato per il Boicottaggio dell' Astinenza di Saibal), INPS (Istituto Nazionale Prevenzione delle Pugnette di Saibal), FIMASS (Federazione Italiana Monitoraggio Attività Sessuale di Saibal) per fare il punto della situazione dopo mesi e mesi di saibal-autoerotismo.

Le trattative per una qualsiasi trombata non sono andate a buon fine e la controparte (tutte le persone con due tette e un culo) ha rifiutato qualsiasi accordo per il raggiungimento dello scopo.

Anche dopo la richiesta di un formale contratto prestazionale – con la promessa che gli sarebbe stata restituita in perfette condizioni – la controparte ha fatto intendere di non voler fare concessioni.

Al grido di "È mia, è mia… e non la do via", la controparte ha organizzato un vero e proprio picchetto sotto l'abitazione di Saibal.

E' la prima volta – in questo sito – che si procede, per risolvere problemi sessuali, con uno sciopero generale.
Si protesta, ancora una volta, contro tutte le donne che se la tirano e a cui non si strappa mai.

Per queste ragioni unitariamente si sono decise le seguenti iniziative:

1) Abbonamento immediato a Fastweb per il download accelerato di porni.

2) Erezione (è proprio il caso di dirlo ) di Jenna Jameson a ideal-tipo di comportamento femminile perfetto (la dà e basta).

3) Preparazione nelle prossime settimane di una marcia da Arese a Cantù – per promuovere il sano e puro sesso – e avvio di iniziative verso l'opinione pubblica ed i consumatori affinché solidarizzino con le scelte individuali di Saibal.

4) Manifestazione Nazionale a Roma entro il mese di gennaio.

Sulle date per le manifestazioni in ambito locale e per la manifestazione nazionale a Roma, ci saranno tempestive comunicazioni sulla base dei tempi parlamentari di discussione sulla materia.

La mobilitazione dovrà far cambiare alla controparte il livello di resistenza nel darla e rendere disponibile fattivamente un confronto che realizzi il mantenimento della prestazione nel tempo.

Bene! Tutto questo casino per dire che vado una settimana in esilio per terminare i lavori sulla tesi.
Mi recherò in un luogo segreto senza telefono, senza internet, senza televisione (solo un canale ), senza nulla che possa distrarmi.

Saremo io, il mio portatile e lei… la bastarda, la stronza… la tesi che non vuole farsi finire.
Ma questa volta saranno cazzi suoi!

Saibal "Ermetico? No! Eremita" Forti

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Correggo il tiro per tutti i fans di Licia


Correggo il tiro dei miei articoli trash?

Dicevamo che il diritto di critica deve essere sacrosanto… sia per me che scrivo, sia per i lettori che leggono.

Mi riferisco, in questo caso, all' articolo su "Kiss me Licia":

Mi ha scritto, direttamente da New York, Manuel De Peppe in persona (so' proprio amico dei uips ).

Per chi non lo sapesse è l'attore che interpretava Matt (il batterista) nelle prime serie tv con Cristina D'Avena.

Non posso pubblicare, per ovvie ragioni, le sue email ma posso dire che è stato uno scambio di battute cordiale e divertente.

In pratica mi si rimprovera di essere stato un po' cattivello e, sia lui che Marco Bellavia, mi hanno "virtualmente tirato le orecchie" per l'articolo… adesso c'ho le orecchie di un cocker.

Bene… oltre ad essere stupito del fatto che Lorenzone.it sia sbarcato oltreoceano e sia finito nei loro discorsi, oltre a dovermi trovare una guardia del corpo perchè prima o poi mi massacrano di botte , oltre a continuare a sperare di andare a finire al Maurizio Costanzo Show come opinionista, devo fare delle considerazioni personali in merito al citato articolo.

Sì, è vero… sono stato cattivello. Perchè?

Semplice… perchè altrimenti l'articolo non mi veniva fuori.

A meno di denunce formali (bhè… al massimo mi portate le arance in prigione ) l'articolo rimarrà intatto perchè ritengo sia carino così.
Devo aggiungere però, per diritto di cronaca e per rispetto verso i loro fans, dei particolari che giustamente Manuel mi ha fatto notare e che io ho omesso.

In riferimento proprio a Manuel De Peppe ci sono da aggiungere diverse informazioni.

Io l'ho citato solo come attore "trash" ma, se non siete suoi fans, probabilmente non saprete che:

1) è un vero musicista e, attualmente, vive a New York dove lavora come produttore musicale.

2) nel 2001 è uscito in Sudamerica con "Que Calor" ottenendo successo sia nelle radio che in discoteca.

3) Ha lasciato la serie di "Kiss me Licia" per interpretare un ruolo nella serie "Don Tonino" (con Andrea Roncato) e, proprio per questo lavoro, ha ricevuto, in Campidoglio, l'oscar come attore rivelazione dell'anno

4) L'ho definito, in senso benevolo, un attore "trash" ("pessimo attore" non è corretto) e lui mi ha fatto notare i tempi di registrazione erano strettissimi. Roba che, dopo sole due settimane dalla fine delle riprese, la puntata andava già in onda.

5) Le voci, che come doppiaggio ho criticato, sono state volutamente mantenute identiche a quelle del cartone animato.

Molte altre notizie sulla sua carriera artistica le troverete sul sito personale: www.manueldepeppe.com
Così potrete farvi un'idea con i vostri occhi.

Lo stesso discorso può essere fatto per Marco Bellavia. Non mi soffermo a citare tutta la sua carriera (d'altronde ancora non mi ha scritto direttamente ). Ci tengo, però, a sottolineare il fatto che sia una persona che dedica parte del suo tempo alla solidarietà con due progetti in particolare:

www.pedalandoperlasolidarieta.com

http://www.nazionalecalciotv.it

Con questa news credo di aver fatto salvo sia il mio diritto di satira (sono stato pungente ma non credo di aver diffamato), sia il diritto di replica riportando alcune notizie che avevo (volutamente) tralasciato.

E così anche i fans di Manuel potranno mettersi l'anima in pace… non ce l'ho assolutamente con lui… è solo che io sono così: un po' cazzone, un po' peones.

Orsù…quindi:

1) dopo aver saputo che i miei genitori vivono nella casa che fu di Thomas Milian negli anni '70
2) dopo aver scoperto di vivere nel palazzo di Bud Spencer
3) dopo aver realizzato il sito a Pasquale Africano
4) dopo essere stato citato sul sito di Massimo Marino
5) dopo essere stato contattato da Manuel De Peppe

ho capito che, piano piano, sto avendo incontri ravvicinati con tutti i miti di quando ero piccolo.

A questo punto, cosa capiterà al nostro prode Saibal?

Bhè… giuro che se mi scrive qualcuno dei "Ragazzi della III C" la smetto con i porni e mi voto alla castità più assoluta… morirò illibato.

Saibal "non sono cattivo, mi disegnano così" Forti

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