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Nonno Ugo e la città del Mobile Rossetti

Nonno Ugo e la città del Mobile Rossetti

Elucubrato da saibal il 6 aprile 2004 alle 01:31 nella categoria Trash e dintorni

Trovare informazioni su Internet, per scrivere questo articolo, è stato difficilissimo e con risultati scarsi: la mia memoria sarà la fonte più autorevole.

Ancora una volta parleremo di trash – materia in cui mi sento molto preparato – e ancora una volta porteremo alla ribalta storie passate, scene che non possono e non devono essere dimenticate, figure mitiche di un mondo che alcuni non hanno conosciuto ma che dovrebbero apprezzare. Rimesteremo nel torbido, dissoderemo il terreno per arrivare agli strati più antichi della mondezza mediatica.

Oggi si parla di Nonno Ugo… si fa la storia signori miei.

Sinceramente non so se le sue trasmissioni fossero trasmesse anche al di fuori del Lazio. Per chi non conosce o per chi ha dimenticato, è d'obbligo fare una premessa su chi fosse questo personaggio.

Sebbene oggi trascurato da tutti, Nonno Ugo è e rimarrà un'icona degli anni '80, gli anni ruggenti di fine millennio ma anche il periodo più prolifico per quel che riguarda la produzione "trash".
Nonno Ugo, al secolo Ugo Rossetti, è un mobiliere romano proprietario della "Città del mobile", al KM 19 della Salaria. Il mobilificio è enorme – uno dei pochi così grande a quei tempi – e vende soprattutto camere per bambini e ragazzi.

Negli anni in cui decide di farsi conoscere dal pubblico lancia una campagna pubblicitaria gigantesca; roba che Berlusconi – con i suoi 7 miliardi di manifesti per le elezioni – gli fa una pippa a due mani.
Per almeno un quinquennio (se non di più) numerosi cartelloni pubblicitari, volantini, e spot televisivi invadono e monopolizzano il territorio Laziale. A Roma, soprattutto se ci si avvicina al quartiere Salario, è facile essere distratti da gigantesche pubblicità con il faccione di Nonno Ugo che ti invita alla Città del Mobile… di cui lui è sindaco ovviamente.

A questo punto non so se il prode Ugo Rossetti, da me ribattezzato Nonno Sugo perchè "si trova ovunque", abbia sconfinato arrivando a farsi conoscere anche in altre regioni italiane. Fatto sta che, a metà degli anni '80, non c'è romano – o meglio laziale – che non conosca "La città del Mobile".
Ugo Rossetti diventa il massimo rappresentante dell'arredamento per ragazzi… anzi Ugo Rossetti diventa l'arredamento per ragazzi.

Ma il vero salto di qualità, quello per cui sarà sempre ricordato da chi ha vissuto in prima persona gli anni degli Yuppies, avviene attraverso la televisione, con due mosse che lo hanno lanciato nella Hall Of Fame del trash.

Nella prima metà degli '80, quando ancora non era famosa, Nonno Ugo lancia una splendida quanto sconosciuta Moana Pozzi. Per reclamizzare il suo mobilificio utilizza la carica erotica delle futura pornostar, facendola danzare seminuda su uno sfondo buio dal vago sapore HARD.
Sono gli anni delle sperimentazioni nelle TV Private Locali e chi ha un po' di soldi da investire compra gli spazi che vuole… di concorrenza ce n'è poca. Nonno Ugo diventa il re incontrastato dello spot nelle piccole televisioni; le sue pubblicità girano a rotella su ogni canale regionale.

Non contento di essersi fatto conoscere dal pubblico adulto, decide anche di invadere il mondo dei piccoli con una trasmissione che ha rappresentato una pietra miliare nella storia televisiva trash.
Il programma sfrutta una formula tanto semplice quanto efficace: regalare giocattoli ai bambini presenti alla Città del Mobile, in modo da spingere anche i bambocci più pigri a rompere i coglioni ai genitori per farsi portare da Nonno Ugo.

I protagonisti di questa trasmissione sono tanti, tutti indimenticabili.

- C'era lo "Sputagiò", la macchina infernale che sputava i giocattoli in modalità random.
Il bambino che superava la sfida iniziale con un coetaneo, doveva dare una martellata (con un finto martello di gomma, gigantesco per un esserino alto mezzo metro) per ricevere un giocattolo.
Tutti i bambini, a quel tempo, credevano che dietro quel marchingegno ci fossero centinania di meccanismi in grado di pensare e scegliere il regalo più adatto. Solo oggi, a 27 anni, capisco che forse – ma non ne sono ancora sicuro – dietro lo scivolo da cui arrivavano i premi, ci fosse semplicemente l'uomo delle pulizie o il portiere della Città che si occupava di mandare giù le cose.
Oggi lo Sputagiò è stato riciclato e trasformato in un frigorifero. Il fortunato possessore è ignoto ma se avete notizie fatevi sentire.
Storico

- C'era Pierino, alias Alvaro Vitali, che presentava la trasmissione. Negli anni in cui godeva di una certa fama (..) e un suo film riusciva a portare gente nei cinema (d'altronde o lui o Thomas Milian), quale migliore scelta per il ruolo più importante?
E Pierino ce la metteva tutta… anche perchè forse aveva intuito che, di lì a poco, le cose sarebbero cambiate e il mondo snob della televisione lo avrebbe presto dimenticato. Meglio mettere da parte qualche soldo per la pensione.
Indimenticabili i suoi dialoghi in romanaccio coi bambini; divertentissimo lo stile trash nella conduzione del programma; da annali della televisionnezza le sue battute o le sue frasi.
Come quella volta che un bambino vinse il gioco della roulette (molto educativo come premio) e lui se ne uscì con un mitico:
"Anvedi, hai vinto la roulotte!!"…
Lo ricordo ancora oggi… pensate quanto mi sia rimasto impresso. Un po' come chi confonde un drugstore con un dragster.
Oggi Alvaro Vitali è definitivamente scomparso dalle luci della ribalta. Dopo qualche televendita per dei grandi magazzini romani (MAS) e dopo aver fatto un' apparizione strappalacrime al Maurizio Costanzo Sciò, non si hanno più notizie certe.
Aggiornamento: successivamente a questo articolo, Alvaro Vitali è andato a lavorare per Striscia la Notizia
Indimenticabile

- C'era anche Tata di Ovada, al secolo Giovanni Taffone, il clown più triste del mondo dopo Emilio Fede… anche se quest'ultimo non è ancora pienamente cosciente del suo personaggio.
Tata di Ovada, successivamente diventato la colonna portante del programma, aveva un ruolo di sostegno… un po' come Telespalla Bob nei Simpson.
Doveva far divertire i bambini e intrattenerli con giochi e scherzi e non di rado capitava di vedere un fanciullo scoppiare in pianti isterici, ricercando la mamma o il papà… fate voi.
Da una ricerca su Google ho scoperto, con sollievo e non poco stupore, che Tata di Ovada è ancora in attività e ha persino un sito personale: clicca e abbassa le casse [1].
Dal profilo si apprende che il Taffone sia nato nel 1941.. ma io ricordo che già quando ero piccolo dimostrava almeno 70/75 anni… sarà mica imbalsamato? Scherzi del trucco evidentemente.
Oggi Giovanni Taffone continua la sua attività a Ladispoli – nei dintorni di Roma – dove ha addirittura aperto una scuola per clown.
Sempreverde

- Negli ultimi anni, prima della sospensione del programma, aveva fatto la sua comparsa anche la nipotina di Nonno Ugo: la piccola Deborah Rossetti… anche se non ho mai capito dove cazzo si mettesse l'h.
La ricordo mentre, in una delle sigle, dipingeva allegramente un'intera stanza mettendo le mani e i piedi nelle vernici colorate. La invidiavo tantissimo perchè mi sarebbe piaciuto poter fare la stessa cosa.
Oggi non so che fine abbia fatto. Dovrebbe avere qualche anno meno di me e, se non dico una cazzata, mi ricordo che era appassionata di pattinaggio. Ho provato a fare una ricerca su Google e ho trovato questa pagina [2]… l'unica cosa che mi lascia perplesso è che si sia trasferita a Molinella. Possibile?
Meteora

- Infine c'era lui a supervisionare tutto: Ugo Rossetti. In perfetto stile Berlusconiano, Nonno Ugo era presente in ogni puntata e si autoritagliava degli spazi propri, facendo il cazzo che gli pareva.
Come in una campagna elettorale d'altri tempi, si faceva riprendere mentre era gentile con una bambina, mentre accarezzava la testa di un fanciullo, mentre regalava un supermega giocattolo ad un bimbo. Sarebbe stato un perfetto politico!
Oggi non si sa bene che fine abbia fatto… chissà se è morto? Chi sa parli, cazzo! Voglio sapere dove è andato il mio Nonno Sugo.
Incommensurabile

Come si può intuire facilmente dalla mia personalità contorta, i miei genitori non mi ci hanno mai portato alla Città del Mobile… e questo fatto ha segnato tutta la mia crescita. Prima di ricorrere all'aiuto di uno psicologo, ho avuto problemi relazionali con i coetanei, crisi depressive, eiaculazione precoce fino ai 20 anni, acne e malattie della pelle. Negli anni '80 un bambino era considerato un figo se era stato da Nonno Ugo. Io ero uno sfigato.

Oggi la cara "Città del Mobile Rossetti" non c'è più, inghiottita dal business moderno e dai milioni di mobilifici nati in poco tempo. Al suo posto, al KM 19 della via Salaria, c'è una filiale dell'asettica e impersonale società "Mondo Convenienza" che ha occupato gli spazi e i capannoni dopo che questi sono stati usati anche per l'organizzazione di rave legali (1991).

Ma il passato storico, quello importante, è duro a morire.

Provate a recarvi sulla Salaria e, con immensa gioia, potrete vedere ancora – ai lati della strada – i vecchi cartelli di Nonno Ugo, simbolo di un'età ruggente e un po' trash che non c'è più.

Saibal "No-nnoooooo U-goooo… lallalla lalalalà" Forti


Link in questa pagina:

[1] clicca e abbassa le casse: http://www.geocities.com/tatadiovada/

[2] questa pagina: http://www.magicroller.it/molinella.htm