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Dal trash al Monnezza - II puntata

Dal trash al “Monnezza” – II puntata

Elucubrato da saibal il 16 febbraio 2005 alle 20:23 nella categoria Trash e dintorni

Il nostro viaggio nel mondo dei B-movies continua con una breve analisi della commedia anni '80, conosciuta anche come "commedia all'italiana".
Sebbene non sia un grande appassionato del genere specifico, mi pare doveroso citare gli attori e le opere che più di tutti hanno fatto la fortuna di questo filone cinematografico.

Dopo la tenebrosa fase degli "Anni di piombo", il cinema italiano – esecutore artistico della volontà comune (cazzo, che frasona!) – ha voglia di cambiare totalmente rotta e lo fa con una virata a 360°.
Basta con sparatorie, inseguimenti e violenza; è giunto il momento di rilassarsi e pensare a trame meno impegnative, a storie più leggere, a film puramente d'evasione.

Con questi presupposti nasce la commedia all'italiana, un modello completamente nuovo e – soprattutto – di totale rottura col passato. La sua origine si può far risalire alla seconda metà degli anni '70, quando si verifica un momentaneo intreccio con lo stile diversissimo di Maurizio Merli e Luc Merenza, ma è negli anni '80 che avviene la consacrazione di questo genere.

Se è vero che i poliziotteschi erano caratterizzati da dialoghi forti, poche volgarità e parecchia violenza, i B-movies del decennio successivo si distinguono per una comicità grezza e spesso scurrile, con allusioni sessuali più o meno esplicite. Parolacce e situazioni comico-erotiche sembrano essere i comuni denominatori di tutte le pellicole girate in quel periodo.

Ancora oggi ci si chiede se questo filone sia nato per caso – magari per mancanza di idee originali tra i nostri registi – oppure sia stato sviluppato volutamente per una società che reclamava svago e divertimento. Resta il fatto che la commedia anni '80 rapprensenta ben più di una parentesi per il cinema italiano; al contrario è una vera e propria "era epocale" che non può e non deve essere dimenticata. Nessun altro paese, infatti, ha saputo produrre un genere cinematorafico così caratterizzante e ben delineato.

La censura, a quei tempi, sembrava essere meno asfissiante di oggi ed il MOIGE [1] (Movimento Italiano Genitori) ancora non era nato per rompere i coglioni all'umanità intera.
Proprio per questi motivi venivano distribuiti nei cinema film in cui la parola "Cazzo" era usata come intercalare e nessuno si scandalizzava (provate a vedere "Manolesta" con Milian). Certo, era una comicità volgare ma a quanto pare era ciò che l'italiano medio voleva.
Se è vero che siamo figli del nostro passato allora capirete come mai tenga così tanto allo sdoganamento dei B-movies. Mai dimenticare le origini.

Gli ingredienti tipici per un B-movies anni '80 sono semplici:

- una trama assolutamente non impegnata
- far vedere almeno una tetta nel primo tempo
- far vedere almeno un culo nel secondo tempo
- qualche parolaccia senza troppi problemi morali
- battute riprese da vecchie barzellette o modi di dire
- una durata media di 90 minuti

Su questi presupposti si basano tutte le commedie all'italiana e gli attori che hanno reso celebre il genere sono veramente tanti.
Si va da Alvaro Vitali a Lino Banfi, da Gigi e Andrea a Diego Abatantuono, da Edvige Fenech a Carmen Russo, da Barbara Bouchet a Gianfranco d'Angelo e potrei continuare a lungo.

Ancora più spazio mi servirebbe per l'intera filmografia di questi anni, decisamente sconfinata. Dalle pellicole con "Il terrunciello" di Abatantuono al Commissario Pasquale Zagaria di Banfi, per poi continuare con Pierino di Alvaro Vitali e altri 1000 personaggi di cui è impossibile conoscere i nomi.

Credo sia doveroso citare – in particolar modo – due degli attori che, a mio avviso, sono stati tra i più importanti del periodo: Alvaro Vitali e Lino Banfi.

Alvaro Vitali, senza ombra di dubbio, è stato uno dei maggiori esponenti della commedia all'italiana. La sua filmografia, peraltro abbastanza corposa, inizia negli anni '70 con film come "La liceale", "La dottoressa del distretto militare" o "La soldatessa alle grandi manovre". Ma è solo nel 1981 che interpreta, per la prima volta, il personaggio che lo consacrerà attore di spicco nella categoria dei B-movies: "Pierino medico della Saub".
Come accaduto per Maurizio Merli, anche Alvaro Vitali è rimasto impregionato in uno specifico ruolo e ancora oggi viene ricordato soprattutto come colui che ha dato un volto e una voce allo studente monello protagonista di tante barzellette.
La sagra di Pierino continua, negli anni successivi, con i sequel "Pierino contro tutti" e "Pierino colpisce ancora" per poi concludersi nel 1990 – senza successo – con "Pierino torna a scuola".
Da notare anche come, nel 1992, ci fu un ulteriore esperimento per riportare in vita la commedia all'italiana con "Pierino stecchino" che però non venne mai distribuito dalla produzione. Come dire: il passato va "rivissuto", non "emulato". Saggia decisione a mio avviso.
Con la fine dell'epoca d'oro del genere, il cinema sembra essersi dimenticato di lui ed è per questo che – a metà degli anni '80 – lo si ritrova sulle TV locali del Lazio a condurre una trasmissione per Nonno Ugo [2]. Dopo un periodo di assenza forzata (non per suo volere), torna in video – sempre su piccole emittenti – per presentare alcune televendite di un grande magazzino romano. Da circa un anno – infine – lo si può vedere in una trasmissione che conta: Striscia la notizia.

Lino Banfi, insieme a Diego Abatantuono e pochi altri, è un grande interprete della commedia all'italiana che ha saputo sdoganarsi da solo.
Sebbene rischiasse di rimanere invischiato in un unico modello di cinema, con il tempo ha saputo muoversi nella giusta direzione lavorando spesso in televisione e recitando in serial TV di successo (Un Medico in famiglia su tutti).
Ovviamente di Nonno Libero non me ne frega nulla e se penso a Lino Banfi mi vengono in mente i suoi due più grandi film: "L'allenatore nel pallone" e "Vieni avanti cretino".
Ma non posso dimenticare altre pietre miliari come:
"Al bar dello sport"
"Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio"
"Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande"
"Il Brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia"
Non so – oggi – quanto Lino Banfi dia valore al suo passato di attore di serie B, ma resta il fatto che lui, lo voglia o no, è il portabandiera di un cinema italiano che ha lasciato il segno.

Concludo qui la mia brevissima escursione nella commedia all'italiana. Nella prossima puntata, finalmente, analizzeremo il personaggio di Thomas Milian, il suo specifico genere cinematrografico, il remake di Carlo Vanzina e spiegheremo perchè è scorretto identificare lo stesso Milian con il nome di "er Monnezza".

Saibal "mi avete preso per un coglione? No! Per un eroe" Forti


Link in questa pagina:

[1] MOIGE: http://www.genitori.it/

[2] Nonno Ugo: http://www.lorenzone.it/news/viewart.php?idart=333