Sebbene ogni comunità abbia un proprio regolamento approvato con l’ iscrizione, ciò non significa che tutti gli utenti lo rispettino. In alcuni casi, in presenza di violazioni, potrebbe essere necessario applicare delle sanzioni.
Le sanzioni più comuni possono riguardare un richiamo pubblico, una sospensione temporanea dell’ account, l’ esclusione definitiva dal gruppo e, in casi più gravi, anche una denuncia formale all’ autorità giudiziaria a cui si forniranno tutti i dati necessari per risalire all’ indentità dell’ utente.
L’ applicazione delle ammende spetta, solitamente, all’ amministratore o, in alcuni casi, ai moderatori. Saranno loro a decidere, nel rispetto delle linee guida scelte dallo staff, con quale metro di giudizio valutare i singoli casi e come agire di conseguenza.
C’ è da dire, però, che il rispetto delle sensazioni è realmente difficile per chi deve controllare. Internet infatti, per sua natura, è un mezzo che offre ampie possibilità di anonimato, situazione ben diversa da quella riscontrabile nella realtà.
Mettiamo il caso in cui ci si trovi a gestire un club privato. In qualità di Presidente, seguendo quanto sottoscritto da parte dei soci al momento dell’ iscrizione, potremo revocare in qualsiasi momento, per violazione del regolamento, la tessera di un membro indesiderato. In questo caso sarà facile gestire i suoi eventuali tentativi di rientrare all’ interno del circolo: essendo sprovvisto di tessera non potrà varcare la soglia; seppure ci riuscisse, con un documento falso, sarà facile riconoscerlo.
Su Internet, invece, la situazione è ben diversa. Per iscriversi ad un forum è necessaria solamente la scelta di un nickname e, in alcune circostanze, l’ inserimento di un indirizzo email valido; più raramente sono richiesti dati personali quali nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, numero di un documento.
In ogni caso, in Rete, è semplice falsificare i propri dati, inserendone di fittizi. L’ aggiramento delle regole è semplice e gli amministratori hanno vita difficile nella tutela del proprio spazio privato.
Riprendendo l’ esempio di un membro allontanato o sospeso per violazione del regolamento, si può chiaramente intendere quanto sia difficile un controllo effettivo da parte dello staff. Una volta sospeso l’ account, basterà reiscriversi con un nuovo nickname e una nuova email per poter rientrare nuovamente nel forum.
L’ unico dato certo, in mano agli amministratori, è il numero IP dell’ utente. Senza scendere in particolari, l’ IP – sigla che sta per “Internet Protocol Number” – è un numero che consiste di 4 parti separate da punti e costituisce l’ unico documento di riconoscimento in Rete; ogni computer collegato ad Internet ha un proprio numero indentificativo univoco. Ma l’ IP non fornisce direttamente nome e cognome di chi è collegato; solamente su richiesta dell’ autorità giudiziaria il provider è tenuto a fornire i dati di chi, in quel momento, stava utilizzando quell’ indirizzo IP. Inoltre c’ è da aggiungere che, nella maggior parte dei casi, gli indirizzi assegnati sono dinamici: ciò significa che un utente A, che si sia collegato per la prima volta nella giornata alle ore 20.00, avrà un numero che, qualche ora prima, era stato assegnato ad un altro utente collegato.
Se ciò non bastasse, nei casi in cui il proprio identificativo sia quasi sempre lo stesso (può accadere in zone con pochi utenti collegati allo stesso provider), c’ è da aggiungere che alcuni siti offrono gratuitamente servizi di “proxy”: in pratica il proprio reale IP viene mascherato da un altro server che non permette di rintracciare il numero di provenienza.
A seguito di tutte queste informazioni, ci si domanda come sia possibile tenere sotto controllo gli utenti sanzionati.
Molti forum offrono, nel proprio pannello di amministrazione, un motore di ricerca interno che permette di confrontare uno o più numeri IP dei membri. Nel caso di una reiscrizione, in cui l’ utente escluso non abbia fatto uso di proxy, basterà fare un’ indagine sul numero identificativo sospetto per riuscire, con discreta probabilità, a capire se si tratti realmente di lui o meno. Da non dimenticare, poi, altri elementi che possano aiutare un amministratore nelle “indagini” su un utente: lo stile di scrittura che contraddistingue ogni membro (il tipo di punteggiatura, le abbreviazioni), il tipo di email scelta, gli orari in cui scrive (sempre in ore di ufficio o variabili), il tipo di messaggi a cui partecipa etc.
Se poi analizziamo “il fattore tempo” ci si accorgerà di un fatto particolare: se un utente clandestino non viene scoperto subito ma viene lasciato partecipare alle normali attività, tenderà – consciamente o inconsciamente – a farsi scoprire nel corso delle discussioni.