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2.9 – La Netiquette

La Netiquette, neologismo formato dai termini inglesi “Network” (Rete) ed “etiquette” (etichetta, bon ton), è l’ insieme di regole comportamentali di Internet al quale un gruppo di persone ha deciso, di comune accordo, di rimanere fedele.
Questi standards delineano i credo e i valori di una comunità, rendendo manifesto ciò che, per i membri, è considerato apprezzabile e ciò che, al contrario, non è tollerato.
Ciò ha valenza soprattutto se consideriamo che la cultura della Rete è stata per lungo tempo (e forse è ancora) anti-autoritaria. Le persone si permettono, all’interno delle comunità online, di dire cose che non avrebbero mai avuto il coraggio di esprimere in un’interazione faccia-a-faccia.
A complicare le cose interviene anche il fatto che gli strumenti per far osservare le regole, all’interno delle comunità virtuali, sono ancora piuttosto primitivi e la legge che governa il comportamento nel cyberspazio è ai suoi stadi iniziali e in continua evoluzione.
Fino a non molto tempo fa, infatti, l’ accesso a Internet era assai complicato, richiedendo notevole perizia e delle competenze da “iniziati“. I nuovi iscritti, conosciuti in gergo come “newbies“, per potersi muovere tra le risorse disponibili in Internet, dovevano chiedere aiuto e informazioni ai veterani in un mondo ancora lontano dagli strumenti “user-friendly“.
La necessità di richiedere aiuto ad altri, per potersi districare in questo nuovo mondo, aveva un profondo significato educativo. I nuovi utenti, infatti, per ottenere le informazioni di cui avevano bisogno, dovevano comportarsi in modo corretto.
La facilità con la quale, oggi, è possibile collegarsi a Internet, da parte di sempre un maggior numero di persone, ha comportato – accanto al dato positivo della accessibilità ai più svariati tipi di informazione – un effetto negativo. I nuovi utenti, infatti, spesso non vengono addestrati opportunamente ad un uso corretto delle risorse della Rete.
La Netiquette nasce dunque con un forte scopo educativo. Sebbene non si tratti di norme appartenenti ad un qualche ordinamento giuridico vincolante sarebbe buona norma seguirle attentamente. Malgrado le apparenze, infatti, non costituisce soltanto una forma di “buona educazione“ adattata al mezzo ma trova, spesso, fondamento nelle peculiarità del mezzo stesso. In sostanza, dietro molte di queste regole si nascondono esigenze tecniche che impongono determinati comportamenti.
Esiste una base comune di regole della Netiquette sebbene, comunque, ogni comunità è in grado di ampliare questo elenco aggiungendo ulteriori vincoli, proprio come nella vita reale.
1) Non usare un linguaggio irrispettoso, tanto meno termini turpi
E’ una regola ovvia, ma in Internet, dove non c’ è contatto diretto, si fa ancora più sentita. Ciò non toglie che in Rete ci si possa dare tranquillamente del “tu”, laddove, normalmente, si userebbe la terza persona. Per gli internauti il rispetto è legato a una questione di sostanza, non di forma.
2) Non fare “flame“
Il termine (di origine anglo-telematica) significa “fiamma” e fare flame corrisponde ad infiammarsi, spingersi nella critica dai toni non consoni ad una discussione civile. A maggior ragione è considerato flame (nella sua specie peggiore) l’uso di ingiurie. In ogni ambito telematico, il dibattito deve essere improntato al massimo equilibrio ed al pieno rispetto per gli interlocutori.

3) Non scrivere tutto in maiuscolo
L’ utilizzo dei caratteri maiuscoli in Rete equivale ad urlare. Come nella vita reale risulta, dunque, offensivo e di disturbo.
4) Usare le emoticons
Come in tutte le forme di comunicazione che non comportano un diretto contatto visivo (o anche soltanto vocale), occorre stare molto attenti a non usare formule e/o parole dal significato ambiguo. Nel caso si usino frasi ironiche o sarcastiche è sempre bene aggiungere un emoticon, per non incorrere in incomprensioni ed evitare il flame.
5) Non intervenire subito nella discussione
E’ una regola valida soprattutto per i Newsgroup. Nessuno, in fondo, appena entrato in un salotto che lo ospita per la prima volta, si lancerebbe subito nelle discussioni che si tengono tra chi il salotto lo frequenta da tempo. La stessa regola vale online.
L’ utente che decide di entrare in un gruppo di discussione dovrà, per un certo periodo di tempo, stare a guardare, leggere i messaggi precedenti, vedere i comportamenti ai quali conformarsi. Questa procedura si chiama lurking (dall’inglese to lurk, nascondersi, sbirciare) ed è fortemente caldeggiata ad ogni novizio.
Alcuni gruppi prevedono, peraltro, una sezione “FAQ“ (acronimo di Frequently Asked Questions, risposte a domande ricorrenti) che, ad esempio, eviteranno agli ultimi arrivati di sollevare una questione già ampiamente dibattuta e risolta, cosa che potrebbe dare molto fastidio ai veterani.
6) Non inviare posta non richiesta (pratica chiamata spamming)
Come a nessuno farebbe piacere trovare, ogni mattina, la propria cassetta delle lettere colma di posta inutile, l’internauta (specie se di vecchia data) non gradisce ingiustificate invasioni di e-mail. Le violazioni di questa regola (purtroppo assai frequenti) sono considerate tra le più gravi. Sulla stessa scia dello spam si inseriscono le catene di Sant’Antonio. E’ bene non inventare catene, né promuoverle. Non sono per nulla gradite alla maggioranza degli utenti.
7) Non utilizzare i caratteri accentati, comunque non strettamente ASCII
In Rete bisogna farsi capire chiaramente e per fare ciò può essere consigliabile rinunciare a certi caratteri speciali. Il fatto si spiega agevolmente.
Ad ogni zona geografica linguisticamente omogenea viene assegnato un dato “set di caratteri“, che comprende un nucleo comune (ASCII) ed un’estensione tipica per quella lingua. Quello destinato all’Italia comprende sicuramente le lettere accentate, ma ciò non avviene per tutti i paesi. Per ovviare a questa limitazione (che, per noi, sembra limitata ai soli accenti e non ad altri caratteri particolari) si potrà ricorrere all’apostrofo.
8) Essere sintetici
Scrivere un messaggio sintetico equivale ad occupare il minimo spazio indispensabile sui canali di connessione mondiale e sui singoli server. L’ ideologia telematica si fonda sulla piena condivisione delle risorse che, appunto, devono essere fruibili da tutti, senza abusi da parte di pochi. Aspetto correlato alla sintesi è quella del quoting. Ne godrà la dimensione del messaggio, ma, sicuramente anche la sua leggibilità.
9) Non usare lo strumento dei messaggi privati senza consenso
Lo strumento del messaggio privato può essere un buon modo per sfuggire al caos della pagina pubblica e avere l’opportunità di conoscersi meglio. Se l’ interesse, però, non è condiviso da entrambi gli utenti, può diventare uno strumento di disturbo ed essere percepito come un’intrusione nella propria sfera privata.
10 ) Non fare “flooding“ di messaggi
Il flooding si riferisce ad interventi lunghi e ripetuti sulla stessa pagina. Capita che alcuni utenti, per attirare l’attenzione o, semplicemente, disturbare gli altri, inseriscano un’infinità di messaggi che creano il cosiddetto “muro“, lasciando poca scelta agli altri.