Quali sono gli strumenti necessari per testare Php in locale?
Personalmente ho sempre ritenuto che la cosa migliore, per imparare nuovi linguaggi di programmazione, non sia tanto lo studio di un libro quanto una massiccia dose di pratica.
Di sicuro un buon testo è fondamentale per comprendere le basi di ciò che stiamo trattando ma nessun autore sarà mai in grado di descrivere, astrattamente, tutti i possibili problemi che incontreremo durante la costruzione di un sito…problemi che possono essere risolti solamente con l'allenamento "sul campo".
In questo contesto possiamo dire che alcuni linguaggi non richiedono particolari strumenti per essere testati: javascript, ad esempio, ha bisogno solamente del caro notepad e di un browser non troppo vecchio; in altri casi, però, la situazione è differente: PHP oppure ASP necessitano di alcuni componenti da installare sul proprio pc per essere provati in locale.
Naturalmente, avendo a disposizione un servizio di hosting adeguato, potremmo anche utilizzare lo spazio remoto per i test ma di sicuro andremmo incontro ad alcuni problemi:
- una bolletta telefonica da far rabbrividire anche il Sultano del Brunei (in questo caso si potrebbe risolvere con una linea adsl)
- tempi esageratamente lunghi (ogni volta che abbiamo modificato un file dobbiamo fare l'upload sul server con un programma FTP e non è detto che le connessioni siano sempre veloci).
Per uscire indenni da questa situazione, apparentemente critica, basterà "trasformare" il pc di casa in un piccolo server molto simile a quello che ospita le nostre pagine online.
Dato che ogni linguaggio è diverso da altri, ci sono quindi componenti specifici, in questa guida tratteremo, esclusivamente, l'installazione del modulo Php e degli accessori per il suo funzionamento su sistema operativo Windows.
Nel caso non abbiate ancora compreso cosa sia o a cosa serva Php vi invito a consultare le FAQ [1] di questo sito per poter capire, anche se superficialmente, di cosa stiamo parlando.
Torniamo a noi: dicevamo dei componenti…ma quali componenti?
Facciamo una brevissima premessa: il linguaggio Php, per poter funzionare, ha bisogno innanzitutto del relativo "pacchetto" contenente i sorgenti che interpretano il codice; abbiamo anche bisogno di un webserver su cui far "girare" il Php; un webserver non è altro che un software capace di gestire tutte le connessioni ad un determinato computer ed inoltre si fa carico di "restituire", al visitatore, la pagina .php richiesta in formato html (così che possa essere "letta" dal nostro browser).
I webserver che si possono utilizzare sono più di uno, ma noi installeremo Apache che ormai, per uso didattico su Windows, ha raggiunto un buon livello di affidabilità anche se era stato concepito per sistemi UNIX/LINUX (una curiosità: Apache è il webserver più diffuso della rete, non costa nulla ed è amatissimo da tutti gli estimatori dell'Open Source).
Ultimo componente di cui avremo bisogno è un database per testare gli script più avanzati; pensate ad un database come ad un grande archivio virtuale in cui, tramite Php, possiamo immagazzinare tutti i tipi di dati possibile per poi richiamarli in qualsiasi momento. Nel nostro caso utilizzeremo Mysql: stabile, veloce e potente.
Perfetto…abbiamo elencato quelli che io definisco "i magnifici 3"; come già detto ci sarebbero altre possibili configurazioni ma vi assicuro che Apache + Php + Mysql è veramente un'ottima "squadra" di lavoro.
Prima di tutto il webserver: installiamo Apache
Adesso che siamo quanto meno entrati nell'argomento possiamo metterci all'opera: la prima cosa da fare è installare il webserver sul nostro pc.
Al momento in cui scrivo è già disponibile la versione 2.0 di Apache. Anche se è una release dichiarata stabile personalmente ritengo che, con Php 4.x.x, la miglior versione sia proprio la 1.3.x ; se poi aggiungiamo che stiamo in locale, e non abbiamo le giuste pretese di un hoster, direi che abbiamo raggiunto un ottimo compromesso.
Non vi spaventate…quella che stiamo per affrontare è una fase relativamente facile; infatti, già dalle ultime release, Apache viene rilasciato con all'interno una procedura di installazione che facilita enormente tutte le operazioni e non ci sarà bisogno di compilare i sorgenti a mano…ci basterà cliccare sul file exe.
Andiamo con ordine: colleghiamoci al sito ufficiale del progetto Apache a questo indirizzo [2] e cerchiamo la versione 1.3.x disponibile per Windows.
Dato che il sito non brilla certo in quanto ad usabilità (io mi ci sono perso un sacco di volte) vi do una mano; potete scaricare il software direttamente da qui [3] (versione con installer; vi invito a leggere qualche riga più sotto per capire di cosa parlo) oppure potete seguire le mie istruzioni.
Una volta caricata la home page cliccate su "HTTP Server" nel menù a sinistra; a questo punto leggerete la descrizione dell'ultima versione disponibile (la 2.0 appunto); scorrete la pagina fino alla parte in cui si parla della 1.3.x, cliccate sul link "Apache for Win32" e, se siete curiosi, leggete le informazioni riguardanti il funzionamento del webserver su piattaforme Microsoft altrimenti andate direttamente al paragrafo intitolato "Downloading Apache for Windows". Il link da seguire è questo: http://httpd.apache.org/dist/httpd/binaries/win32/ [4].
Uff..che fatica…dopo immensi giri siamo finalmente arrivati alla pagina dei download. I file disponibili sono molti ma a noi non interessano le versioni con i sorgenti da compilare…noi vogliamo la versione con il file di installazione automatica (che ci permette di installare il tutto come un normale software).
A questo punto c'è da fare un piccolo excursus: a partire dalla 1.3.22 Apache viene rilasciato sia con un installer incluso nel pacchetto (potremmo definirlo un "tutto compreso chiavi in mano" ) e sia senza l'installer che, invece, dovrà essere scaricato a parte.
La differenza tra le due versioni è semplice: nel primo caso basterà cliccare sull'icona e procedere con le operazioni; nel secondo caso sarà necessario un componente Microsoft per far partire il file .exe (se non avete questo componente aggiuntivo, il file sarà impossibile da aprire). Il piccolo accessorio, di serie su Win ME, su WinXp e su Win 2000, si chiama Microsoft Installer e deve essere scaricato dai possessori di Win NT 4.0, Win 95 e 98 a questi indirizzi:
Quindi a voi la scelta:
- se non avete l'Installer sul vostro pc (e non volete installarlo) scaricate questa versione http://www.apache.org/dist/httpd/binaries/win32/apache_1.3.24-win32-x86-no_src.exe [7] (5.1 MB).
- se, invece, avete già il Microsoft Installer disponibile potete fare il download di questa versione http://www.apache.org/dist/httpd/binaries/win32/apache_1.3.24-win32-x86-no_src.msi [8], decisamente più leggera (2.0 MB).
Ovviamente la presenza o meno dell'installar nel pacchetto (e quindi la diversità di peso in MB) è l'unica differenza tra le due versioni sopracitate; per il resto sono identiche.
Ok… prima di procedere, ora che abbiamo tutto il necessario, facciamo un passo indietro per capire come agiremo: dopo aver attivato il nostro webserver, le pagine locali saranno raggiungibili, mediante il browser, all'indirizzo http://localhost oppure http://127.0.0.1.
Localhost e 127.0.0.1 sono gli URL che, in locale, indentificano il nostro pc; detto in parole molto povere: ogni macchina in rete ha un numero IP che la caratterizza e, generalmente, i server attaccati ad internet hanno un indirizzo canonico del tipo 123.123.123.123.
Apache, come webserver, ha necessità di essere associato al numero della macchina su cui è installato in modo da poter "rispondere" alle richieste dei visitatori connessi.
Teoricamente il problema sorge quando decidiamo di eseguire l'installazione in locale; infatti, presupponendo che faremo le prove offline, non avremo un IP canonico da inserire. . . in che modo, allora, associamo il server alla nostra macchina?
La risposta, da quanto detto prima, l'abbiamo già: i pc non connessi ad intenet, ma con un accesso remoto installato, hanno un indirizzo di default indicato dal numero 127.0.0.1 o, in alternativa, localhost (che è la stessa cosa).
Io però sono un tipo estremamente pignolo e aggiungo quindi che, volendo, possiamo raggiungere le nostre pagine anche in un altro modo oltre a quell'asettico localhost o 127.0.0.1.
In questo discorso do per scontato che voi abbiate installata una connessione di accesso remoto sul vostro pc (di qualunque tipo: modem analogico, isdn, adsl etc). L'accesso remoto, infatti, installa dei "pacchetti di rete" che permettono un'ulteriore identificazione del computer stesso oltre ai nomi di default (i soliti localhost o 127.0.0.1).
In pratica possiamo assegnare al nostro pc qualsiasi nome; per fare questo apriamo il pannello di controllo di Windows e clicchiamo sull'icona Rete; selezioniamo il menù Identificazione e avremo davanti tre campi di testo:
- Nome Computer
- Gruppo di lavoro
- Descrizione Computer
I primi due campi contengono i dati che abbiamo inserito durante la prima installazione del sistema operativo, mentre l'ultimo campo generalmente è vuoto e possiamo lasciarlo così.
Se decidiamo di raggiungere le nostre pagine in locale digitando, ad esempio, il nome saibal basterà inserire questa parola nel campo Nome Computer e riavviare il pc.
Da questo momento, una volta installato, il nostro webserver sarà raggiungibile in tre modi diversi:
- http://localhost
- http://127.0.0.1
- http://saibal (oppure nome_scelto_da_noi; per comodità, in questa guida, farò riferimento sempre a http://saibal)
Adesso che, molto sommariamente, abbiamo visto come identificare il nostro pc in locale passiamo all'installazione vera e propria del server (non vedevate l'ora vero?).
Vediamo i passi da seguire:
- Clicchiamo sul file .exe; dopo aver accettato i termini della licenza, avremo di fronte una schermata con tre campi da riempire; anche se non è un'operazione fondamentale per i primi due (potrebbero essere lasciati vuoti visto che siamo in locale), inseriamo il nome del nostro pc (quello che abbiamo scelto prima…io inserisco saibal) mentre nel terzo campo (è fondamentale) scriviamo la nostra email
- Spuntiamo il radiobox relativo a Run as a service for All Users — (Recommended) e clicchiamo su Next
- Selezioniamo Setup Complete e andiamo avanti
- Scegliamo la directory dove installare Apache. Per comodità lasciamo quella di default: C:ProgrammiApache Group (io farò riferimento sempre a questa d'ora in poi)
- Clicchiamo su Install, aspettiamo che finiscano le operazioni e riavviamo il pc
Non ci crederete ma abbiamo finito…non vi fidate? Facciamo una prova: dal menù Start aprite la cartella Apache httpd Server e selezionate Start Apache in Console.
Se tutto è andato bene (come spero) si apriranno due finestre del DOS; una verrà richiusa immediatamente mentre nell'altra, rimasta attiva, ci sarà scritto Apache/1.3.24 <Win32> running…
Come potete intuire questo significa che il nostro webserver è acceso e pronto a lavorare. Per un'ulteriore conferma apriamo il browser e digitiamo http://localhost o più semplicemente http://saibal: avremo davanti una semplicissima pagina web…ma a noi sembrerà la più bella del mondo perchè riporterà questa scritta:
Funziona! Il Server Web Apache e' stato installato su questo sito Web!.
Nel caso, invece, qualcosa sia andato storto vi invito a disinstallare il programma, a non perdervi d'animo e a ricominciare da capo….è probabile che abbiate sbagliato qualcosa nella configurazione.
Apache: come funziona?
Vi starete forse chiedendo da dove sia uscita la pagina html che abbiamo appena visto. Ebbene, di default, Apache "cerca" le pagine da caricare in una cartella (all'interno della directory Apache GroupApache) chiamata htdocs…ed è qui che, in teoria, andranno i nostri lavori in php per essere visualizzati. È possibile, comunque, variare il percorso di questa cartella e, ad esempio, sceglierne una a piacere dopo averla creata.
Mettiamo di voler avere, come directory base, la cartella test; dal menù START>Programmi>Apache httpd Server>Configure Apache Server, selezioniamo il file Edit the Apache httpd.conf Configuration File (è il file che gestisce tutte le opzioni del server e si edita con il Notepad).
Una volta aperto, con la funzione Cerca, arriviamo alla riga DocumentRoot (di default dovrebbe essere "C:/Programmi/Apache Group/Apache/htdocs") e cambiamo htdocs in test.
Poco più sotto troveremo <Directory "C:/Programmi/Apache Group/Apache/htdocs">….anche in questo caso dovremo sostituire htdocs in test (affinchè le nuove impostazioni abbiano effetto sarà necessario riavviare il server…tra poco spiegherò come fare).
Per adesso sono finite le modifiche da apportare al file di configurazione del webserver; d'ora in poi la cartella di lavoro sarà quella appena creata e sarà qui che dovremo mettere tutte le pagine da provare.
Per poter lavorare correttamente dobbiamo conoscere i comandi base utilizzati da Apache.
Nelle versioni precedenti, all'interno della cartella Apache httpd Server, c'erano delle icone (per me estremamente comode) che permettevano di far ripartire o fermare il server.
A partire dalla 1.3.20, invece, è presente solo l'icona per lo start mentre le altre operazioni andranno eseguite tramite DOS (sconsiglio un brusco CTRL + C che chiuderebbe la sessione invece di arrestarla).
Apriamo, quindi, il prompt del DOS di Windows e, digitando questa riga, spostiamoci nella cartella dove è installato Apache:
C:>cd programmiapache~1apache
(la tilde (~) si ottiene premendo il tasto ALT alla sinistra della barra spaziatrice, digitando consecutivamente i caratteri 1 2 6 del tastierino numerico e rilasciando l' ALT).
Una volta nella directory di apache possiamo scegliere tra tre operazioni:
- Fermare il server digitando apache -k stop
- Far ripartire il server scrivendo apache -k restart
- Attivare il server direttamente da DOS digitando apache -k start
Questi comandi ci saranno molto utili in seguito quando, apportate alcune modifiche per il Php, dovremo far ripartire la macchina.
Prima di concludere questa sezione vi do due suggerimenti.
Per non avere sempre in primo piano la finestra del DOS quando avviamo il server, create un collegamento sul desktop dell'icona Start Apache in Console; cliccate con il tasto destro del mouse sul collegamento e scegliete Proprietà; dal menù a tendina del comando Esegui selezionate Ridotto a icona e date l'OK…in questo modo saranno più veloci le operazioni di avvio e non avrete più il problema del prompt.
Sempre relativamente al DOS vi suggerisco di impostare, come directory di lavoro, quella in cui è installato Apache; infatti, se non siete dei grandi "smanettoni", il DOS lo userete spesso solo nei casi in cui vorrete fermare o far ripartire il server…in questa maniera non dovremo spostarci ogni volta ma ci troveremo direttamente nella cartella giusta.
Per fare questo aprite un prompt e cliccate con il tasto destro del mouse sulla barra superiore (quella blu); selezionate Proprietà e, nel campo Directory di lavoro, scrivete il percorso per arrivare alla cartella di Apache: in questo caso sarà c:programmiapache~1apache; infine cliccate su Applica.
Note per chi possiede Wind95
1) – Prima di procedere con l'installazione di tutti i componenti è necessario scaricare l'aggiornamento del Windows Socket 2 (sono delle librerie aggiornate per il Sistema Operativo). L'update è disponibile sul sito Microsoft a questo indirizzo [9].
2) – Durante l'installazione di Php (che affronteremo dopo) ho notato anche un particolare di cui non riesco a spiegare bene le cause.
In pratica, per l'installazione del modulo Php, sono necessarie anche due librerie fondamentali che il mio pc non aveva. Non so, quindi, se fosse un problema solamente del mio SO o fosse un fatto generale. Comunque si pone facilmente rimedio scaricando, per sicurezza, questo zip contenente i due file di cui parlavo: odbc32.dll e odbcint.dll (Scarica le librerie [10]).
Dopo aver aggiornato il Windows Socket non dovete far altro che copiare le due librerie .dll nella cartella C:System.
Installiamo Php come modulo
Ora che Apache è in grado di funzionare correttamente, possiamo installare il modulo php. I link per i sorgenti sono reperibili su molti siti presenti in rete ma noi faremo riferimento a Php.net [11], ovvero il sito ufficiale degli sviluppatori; queste pagine ci saranno molto utili anche in futuro dato che contengono tutta la documentazione ufficile, oltre a molti link utili ed interessanti…vi consiglio di metterlo tra i vostri bookmark.
Nella sezione download [12] si trovano gli zip con i file per l'installazione; al momento in cui scrivo l'ultima release stabile è la 4.2 (maggio '02) ma in questa guida ho preferito scegliere la versione precedente per motivi di "anzianità" (ho un grosso difetto: non mi piace installare le cose appena uscite.
In particolare, a noi interessa la versione Win32 Binaries del "PHP 4.1.2 [13]" che possiamo scaricare anche da qui [14].
Una volta terminato il download (circa 5,8 MB) dobbiamo scompattare il file in una qualsiasi directory sul nostro hard disk; anche in questo caso, per comodità, ho scelto C:Programmi e, d'ora in poi, farò riferimento sempre ad essa.
Una volta scompattato noteremo che la cartella ha nome php-4.1.2-Win32…rinominiamola semplicemente in Php.
Apriamo la cartella e cerchiamo il file php.ini-dist; una volta individuato dobbiamo copiarlo ed incollarlo nella cartella C:Windows (c:winnt40 o c:winnt per i possessori di Windows NT/2000) ricordandoci di rinominarlo in php.ini.
Ora che è stato rinominato apriamo il file con un qualsiasi editor di testo (consiglio il Notepad…semplice e veloce); con la funzione Cerca individuiamo la riga contenente questa istruzione:
doc_root =
in verità questo parametro potrebbe anche essere lasciato in bianco ma, per completezza, riempiamolo con il percorso che porta alla cartella base di Apache (quella che contiene i documenti da testare); facendo riferimento a quanto settato prima nel file di Apache, scriveremo:
C:ProgrammiApache groupApache est
Installiamo Php come modulo
Pefetto…siamo quasi alla fine. Nella cartella Php dobbiamo cercare un file chiamato "php4ts.dll" (Attenzione: se non lo vedete vuol dire che dovete selezionare, nel menù Visualizza>Opzioni Cartella>Visualizza, il ceckbox relativo a Mostra tutti i file).
Il php4ts.dll è fondamentale per il funzionamento del modulo Php…può essere considerato come il motore principale. Una volta trovato dobbiamo copiarlo nella directory C:WindowsSystem (C:WinntSystem32 per i possessori di Windows NT/2000).
Con i file di configurazione del Php abbiamo finito…adesso dobbiamo modificare nuovamente il file httpd.conf di Apache. Sempre con l'apposita funzione del Notepad cerchiamo la riga:
#LoadModule unique_id_module modules/mod_unique_id.so
e, subito sotto, aggiungiamo quanto segue:
LoadModule php4_module c:/programmi/php/sapi/php4apache.dll
(se necessario modificare il percorso che porta al file php4apache.dll )
Cerchiamo la riga:
AddModule mod_setenvif.c
e sotto aggiungiamo:
AddModule mod_php4.c
L'ultima fase. Cerchiamo:
AddType application/x-tar .tgz
e aggiungiamo:
AddType application/x-httpd-php .php
AddType application/x-httpd-php .php3
Da notare che il riferimento fatto a AddType application/x-tar .tgz è del tutto personale; infatti le due righe aggiunte potevano essere inserite benissimo in altri punti del file di configurazione.
Per completare l'opera non ci resta che impostare le pagine predefinite da caricare. Mi spiego: di default, digitando http://localhost (o 127.0.0.1), Apache cercherà la pagina chiamata index.html; se non è presente verrà visualizzato il contenuto della directory test.
Dato che a noi interessa testare le pagine php, può essere comodo indicare al webserver di cercare, oltre all' index con estensione .html, anche altri tipi di file.
Spostimoci, quindi, fino alla riga "<IfModule mod_dir.c>" e trasformiamo DirectoryIndex index.html in DirectoryIndex index.html index.htm index.php index.php3 index.phtml.
In poche parole abbiamo aggiunto, separati da spazi, i nomi delle pagine che Apache deve cercare in automatico nella directory principale; ovviamente potremmo anche inserire nomi a piacere…penso comunque che possa andare bene anche così.
E' giunto il momento di vedere se tutto è ok. Per verificarlo apriamo il notepad e scriviamo semplicemente:
<?php phpinfo(); ?>
N.B. Attenzione alle estensioni nascoste; se non stiamo attenti salveremo il file come index.php.txt e non verrà interpretato dal server.
Salviamo il documento nella cartella test con il nome di index.php; avviamo il nostro webserver e digitiamo http://localhost (oppure http://saibal, oppure ancora http://127.0.0.1).
Incrociamo le dita e….se siamo "fortunati" dovrebbe comparire una pagina lunghissima con un sacco di dati…ebbene: queste sono tutte le informazioni sul modulo Php…vuol dire che ci siamo riusciti e adesso possiamo testare le pagine in locale. Fantastico no?
Installiamo MySql
Ora che abbiamo Apache e Php funzionanti potremmo anche fermarci qui per i primi test. Infatti, per apprendere e provare le funzioni base, il materiale installato è più che sufficiente.
Nel caso, invece, volessimo provare, in locale, script più complessi avremmo la necessità di installare anche un database…in questo caso ho scelto MySql.
MySql, in pratica, sarà il "luogo" in cui potremo riporre i nostri dati in attesa di richiamarli, manipolarli o leggerli…un database può essere visto come un enorme archivio con cui interagire.
Do per scontato, naturalmente, che abbiate installati Apache e Php in modo corretto.
Per iniziare colleghiamoci al sito ufficiale del progetto MySql [15].
Anche in questo sito ci si potrebbe trovare spaesati, data la mole di informazioni presenti…vi do delle indicazioni: nella sezione download [16], scarichiamo l'ultima versione stabile disponibile che, al momento in cui scrivo, è la 3.23.49.
Una volta terminato il download mettiamo da parte lo zip e apriamo nuovamente il file php.ini (sta dentro la cartella C:Windows ricordate?).
Spostiamoci verso la fine del documento e cerchiamo la sezione che riguarda MySql…basterà individuare il blocco di testo che inizia così:
[MySQL]
; Allow or prevent persistent links
Modifichiamo le seguenti stringhe in modo da impostare questi valori:
mysql.allow_persistent = On
mysql.max_persistent = -1
mysql.max_links = -1
mysql.default_port = 3306
mysql.default_host = localhost
mysql.default_user = (potete lasciarlo vuoto
mysql.default_password = (potete lasciarlo vuoto)
Fatto questo possiamo finalmente installare il database. La procedura è molto semplice: una volta scompattato lo zip clicchiamo sull'icona "Setup.exe" e seguiamo le varie fasi del wizard; il mio unico consiglio è di cambiare la directory di installazione da "C:mysql" in "C:Programmimysql"…così facendo avremo tutti i nostri componenti nella stessa cartella.
Al contrario di ciò che accade normalmente, Mysql non comparirà direttamente nel menù START>PROGRAMMI; per avviare il database dovremo aprire la cartella "Mysql" situata, come sappiamo, nella directory "Programmi".
Non spaventiamoci per il gran numero di file presenti…tutto ciò che a noi interessa si trova nella cartella "bin" (naturalmente vi invito ad aprirla); più in dettaglio lavoreremo principalmente con un solo file .exe:
winmysqladmin.exe
Il primo consiglio è quello di creare un collegamento sul Desktop (o dove volete voi) per sveltire le operazioni di attivazione del database.
Fatto questo possiamo provare ad avviarlo: clicchiamo due volte su "wynmysqladmin.exe"; dato che è la prima volta che lo lanciamo ci verrà chiesto di immettere Username e Password; riempiamo tutti e due i campi e diamo l'OK (queste saranno i vostri dati di accesso al database…non scordateli. Io ad esempio userò saibal per tutti e due…originale no?).
Se tutto è andato per il verso giusto dovrebbe comparire un piccolo semaforo nella System Tray (in basso a destra nello schermo); naturalmente il semaforo dovrebbe avere la luce verde accesa…viceversa un bel semaforo rosso starebbe ad indicare che c'è stato qualche intoppo. Se così fosse vi invito, anche in questo caso, a ripartire con la procedura di installazione non prima di aver rimosso il vecchio Mysql (dal menù Installa Applicazioni).
Io sono ottimista e così voglio pensare che sia andato tutto bene…se il nostro semaforo è verde vuol dire che Mysql è attivo e pronto a lavorare.
Clicchiamo con il mouse sull'icona del semaforo e selezioniamo Show Me in modo da far aprire la finestra del programma con i vari menù a scelta. Il più importante è, forse, il menù "Databases", ovvero la lista di tutti i db presenti e la relativa struttura.
Per chiudere Mysql vi sconsiglio di premere sulla "X"; c'è un modo molto più dolce per dire al nostro software che non vogliamo più utilizzarlo: una volta che la schermata è aperta clicchiamo con il tasto destro vicino al semaforo e potremo scegliere tra le due azioni principali (selezioneremo il rispettivo sottomenù in base al nostro sistema operativo):
ShutDown this Tool
Ferma e chiude completamente l'applicazione
ShutDown this Server
Ferma momentaneamente l'applicazione e la mantiene in standby pronta per ripartire con l'opzione "Start the Server"
A questo punto potrei anche salutarvi e concludere con un augurio di buon lavoro dato che abbiamo tutto l'occorrente per iniziare… basterà solo imparare i comandi di routine per interagire e creare le tabelle in Mysql appena installato.
Questa guida, però, non sarebbe completa se non parlassi anche di Phpmyadmin.
Installiamo PhpMyAdmin
Phpmyadmin non è altro che un'interfaccia grafica, visualizzabile tramite browser, che ci permette di interagire con Mysql.
Possiamo creare, editare, cancellare e modificare sia le tabelle che i database allo stesso modo di coloro che, sicuramente più bravi di noi, usano le classiche righe di comando…però il nostro metodo è più intuitivo e, in pratica, non dovremo mai usare la schermata di Mysql.
La prima cosa da fare è scaricare lo zip dei sorgenti da questo indirizzo http://phpmyadmin.sourceforge.net/ [17].
Abbiamo a disposizione varie tipoligie di file; è ovvio che possiamo scegliere quella che più ci risulta comoda…io personalmente scaricherei la phpMyAdmin-2.2.1-php.zip [18] [Potete anche scaricarla da qui [19]].
Il file è molto leggero e non ci metteremo molto a completare il download; una volta terminata questa operazione scompattiamo lo zip e rinominiamo la cartella come vogliamo, ad esempio amministra_mysql oppure admin_mysql…io scelgo un semplice e chiaro phpadmin.
Copiamo questa cartella nella directory principale del nostro webserver; in questo caso, quindi, dovremo andare nella cartella "test" all'interno di Apache.
Adesso possiamo iniziare a fare le modifiche; il file su cui concentreremo la nostra attenzione è il "config.inc.php".
Apriamolo con il notepad…cosa notiamo prima di tutto? Vi starete sicuramente chiedendo come mai ci sono tutti quei quadratini neri…il file è praticamente illeggibile.
Facciamo un breve excursus: il Notepad, come sappiamo, è un'applicazione per documenti di testo ( quindi non dovrebbero esserci problemi) ma c'è da aggiungere che il file che abbiamo aperto è stato compilato su un sistema operativo diverso da Windows…probabilmente UNIX o derivati di esso; ecco quindi il perchè di quei caratteri strani…stiamo facendo eseguire a Notepad un file compilato su un'altra piattaforma.
Il problema si risolve facilmente e velocemente: apriamo un qualsiasi altro editor di testo (Word o addirittura Wordpad vanno benissimo); copiamo il testo illeggibile dal Notepad e incolliamolo nel nuovo documento… come per magia avremo il testo "in chiaro" e pronto per essere modificato; adesso facciamo l'operazione inversa e riportiamo il tutto nel blocco note.
N.B.: nel reincollare il testo "pulito" nel Notepad è molto probabile che rimangano uno o due spazi tra la fine del testo stesso e il fondo del documento. Questo non deve assolutamente accadere…in caso contrario avremo un bell'errore in PhpMyadmin. Detto in parole povere tra la riga:
set_magic_quotes_runtime(0);
?>
e la fine della pagina NON ci deve essere nessuna riga vuota.
Eravamo rimasti con il file "config.inc.php" aperto; cerchiamo queste righe e accertiamoci che siano impostate così:
$cfgServers[1]['host'] = 'localhost';
$cfgServers[1]['port'] = '';
$cfgServers[1]['adv_auth'] = FALSE;
$cfgServers[1]['stduser'] = '';
$cfgServers[1]['stdpass'] = '';
$cfgServers[1]['user'] = 'saibal';
$cfgServers[1]['password'] = 'saibal';
$cfgServers[1]['only_db'] = '';
$cfgServers[1]['verbose'] = '';
$cfgServers[1]['bookmarkdb'] = '';
$cfgServers[1]['bookmarktable'] = '';
I campi "cfgServers[1]['user']" e "$cfgServers[1]['password']" devono essere settati con gli stessi valori utilizzati nel primo avvio di MySql (e difatti io avevo inserito come Username e Password la parola "saibal").
Questa appena descritta è solamente una delle tante procedure possibili; ad esempio possiamo impostare più utenti per utilizzare il database, oppure si può impostare un maggiore livello di sicurezza prima di avere accesso a MySql (utile in quei casi, magari, in cui abbiamo il pc in ufficio e vogliamo preservare i nostri dati da sguardi indescreti).
Tuttosommato possiamo dire che la configurazione appena realizzata è sufficiente per lavorare in casa comodamente seduti davanti al nostro pc.
Non dimentichiamoci comunque ciò che stavamo per fare: controllare che PhpMyAdmin funzioni. Se ricordiamo bene abbiamo messo la cartella dello script all'interno della directory di Apache; a questo punto assicuriamoci che il webserver e il database siano attivi e apriamo il browser; digitiamo http://localhost/phpadmin e dovremmo trovarci davanti ad una pagina divisa in due frames: a sinistra il nome di due database impostati di default (mysql e test) mentre a destra i vari comandi che ci permettono di interagire per creare, modificare o cancellare tabelle.
Il database Mysql non va assolutamente cancellato o modificato… contiene, infatti, alcuni dati per l'installazione del database stesso. Per le prove abbiamo a disposizione il db Test o, ancora più semplicemente, possiamo crearne di nuovi.
Io mi fermo qui; lo scopo di questa guida è stato raggiunto: avere pronti tutti gli strumenti per testare php in locale; adesso tocca a voi…non vi resta che iniziare a fare le prime prove…magari dopo aver letto un buon libro o aver seguito i tutorial di questo sito.
L'unico consiglio che posso darvi è di non avere timore di provare; se qualcosa dovesse andare storto potete sempre reinstallare tutto…ormai avete imparato come si fa no?
5 Comments To "Php in locale su Windows"
#1 Comment By gianpaolo On 5 Dicembre 2005 @ 23:34
6 un GRANDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Mi piacerebbe urlarlo ancora più forte…ma sveglio i miei vicini ke dormono!!!!
Se è possibile vorrei risolvere un piccolo problema che mi è giunto…se riesci ad entrare nella mia home page [20] potrai notare un portale scritto interamente in php installante online. Il mio problema è che non riesco ad interagire con l'index.php, perkè in locale detto file è vuoto di grafica, mentra fa riferiferimento con dei refresh ad altri file presenti nelle svariate cartelle!Online invece ho la possibilità di visualizzare l'html che pero' in locale nn riesco a trovare da nessuna parte…io dovrei aggiungere semplicemente una tabella e un bannerino nel suddetto index.php! Non riesco a trovare la soluzione
RINGRAZIO
#2 Comment By Albetio On 22 Febbraio 2006 @ 16:12
è la PRIMA VOLTA che trovo una guida online che in 7 pagine apre il mondo del server in locale..chiara, pulita, semplice..ma soprattutto FUNZIONA!! tutte4 le altre guide che ho letto o non funzionava, o non scaricavi il software giusto, o si perdevano in variabili tra globali e server scripts..veramente un GRANDE!!
#3 Comment By saibal On 23 Febbraio 2006 @ 20:07
grazie troppo buoni
#4 Comment By stefano On 24 Marzo 2006 @ 19:21
sensazionale!
chiarezza di idee e di linguaggio, veramente un ottimo articolo, un piacere leggerlo.
bravo bagai.
#5 Comment By Manuele On 22 Novembre 2006 @ 21:56
Ho un problema, dopo che installo Apache e php, dopo aver modificato il file httpd.conf inserendo "LoadModule php4_module c:/programmi/php/sapi/php4apache.dll" e "AddModule mod_php4.c" negli appositi spazi mi da un errore che non riesco a risolvere ovvero:
Credo che sia nel caricamento del modulo php4…giusto?Come posso risolverlo??
grazie 1000