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“Professiona” o “Webmastella” ?

Nei miei lunghi momenti di cazzeggio, durante le ore lavorative, solitamente passo in rassegna molti newsgroup italiani per tenermi aggiornato sul mondo del webpublishing.

Amo passare qualche tempo leggendo le discussioni più interessanti per capire principalmente come si sta evolvendo questo stupendo mondo che sta intorno alla creazione di un sito web.

Le pagine che visito più spesso sono quelle relative a it.lavoro.professioni.webmaster [1] ma c'è da dire che sono un utente "passivo": non sono mai intervenuto e mi limito a fare da spettatore seguendo gli interventi più stimolanti e quelli che possono dare qualche spunto interessante.

Ho scritto questo editoriale perchè ultimamente ho sentito l'esigenza di dare una mia personale interpretazione su una famosa polemica che sembra non volersi spegnere.
Una sorta di lettera aperta ad un personaggio "caratteristico" del gruppo: Roberto Scano, coordinatore europeo dell' IWA [2], un'associazione internazionale fondata qualche anno fa.

Molto probabilmente, proseguendo la stesura dell'editoriale, abbandonerò presto questo tono "formale" per lasciare spazio ad un modo di scrivere molto più semplice per me e che io definisco "terra terra" .

La prima domanda a cui sono tenuto a rispondere, ovviamente, è: "Perchè non hai scritto direttamente sul newsgroup?"

Bhè…la risposta implica due semplici considerazioni:

1) per il gruppo sono un personaggio totalmente sconosciuto. Sarebbe alquanto arduo far arrivare il reale significato di questo editoriale. Le parole, proprio perchè scritte da un emerito newbie, non riuscirebbero a sovrastare l'acidità i stomaco che potrei suscitare in alcune persone e sarei visto semplicemente come uno che vuole "fare polemica".
2) non vorrei intavolare una discussione che non avrebbe fine… vorrei solo scrivere quello che penso. Non credo, infatti, di riuscire a comunicare con una persona (il destinatario di questo scritto) che è troppo presa da alcuni interessi e, opinione personale, non aperta al dialogo. Attenzione però: non voglio assolutamente pormi come giudice supremo su una questione che coinvolge molte persone…a me basta buttare giù le parole che ho in testa.

A questo punto credo sia d'obbligo una premessa… quanto meno per far capire, anche a chi non frequenta il gruppo, di cosa stiamo parlando.
Solitamente mi ritengo una persona obiettiva e spero di esserlo altrettanto in questa occasione. Premetto, però, che attualmente lavoro su Html.it [3] e molto spesso il "mio" sito è stato oggetto di polemiche che non avevano nè capo nè coda.

È molto importante anche notare una cosa: questo editoriale non deve ricollegarsi in nessun modo alla mia collaborazione con Html.it. Sono parole mie che ho tutto il diritto di esprimere, indipendentemente dal lavoro che faccio.

Roberto Scano cura l' IWA-italia, associazione con lo scopo di raggruppare la categoria dei webasmasters rilasciando anche degli attestati ufficiali.
Un'operazione meritevole di lodi, senza dubbio, ma siamo solo all'inizio della storia; dal momento della nasciata di IWA è iniziata, parallelamente, una sorta di lotta al "piccolo webmaster".

Il "piccolo webmaster", da quanto si apprende dagli scritti di Scano, è il non "professionista", quello che non lavora per una società, non ha la partita IVA, non ha seguito i corsi di qualche casa ufficiale, ha alcuni software craccati sul proprio pc, "ruba" il lavoro a chi "ha studiato".

In un modo o nell'altro ha descritto la situazione dell'80% dei webmasters italiani : alcuni lavorano in grandi società con partita IVA ma non hanno alcuna certificazione ufficiale; altri sono privati bravissimi ma non hanno l'IVA; infine alcuni (è un eufemismo) hanno del software pirata installato…. come la mettiamo?
In occasione di questa classificazione è stato anche coniato un neologismo per indicare chi è IN e chi è OUT: il "webmastella" è colui che è inesperto o, più semplicemente, non è un "professionista"… uno sfigato insomma .

Sapete perchè ho usato i termini "IN" e "OUT"?

Perchè è proprio su questa enorme divisione che si batte Scano ed è proprio contro questa divisione che scrivo le mie parole.
A quanto pare c'è qualcuno che vorrebbe imbrigiare la rete in una casta.

"Hai un certificato ufficiale? Bene…sei un professionista! Puoi essere un webmaster"
"Non hai un certificato ufficiale? Ma chi sei? Chi ti conosce? Avemo mai magnato insieme? Pussa via webmastella!"

È questo, in soldoni, il messaggio che sembra emergere da tutte le discussioni sul newsgroup in cui si frappongono i "piccoli" e i "grandi".
In pratica si batte sempre sulla parola "professionista". Se lo sei il tuo ruolo è ben delineato…altrimenti sei un webmastella.

Facciamo un passo indietro. Più volte Roberto (a proposito… posso darti del tu anche se non ci conosciamo?) ha portato un esempio facendo notare come anche per gli avvocati o i dentisti esistano degli Albi. Se non si è iscritti a questi (dopo aver conseguito una laurea naturalmente) non si può esercitare ufficialmente la professione. Bhè…che dire: giustissimo! Ragionamento azzeccato…ma c'è un "ma".

Mi sorge spontanea una riflessione: la legge prevede l'iscrizione per quelle categorie professionali e molte altre…ma per internet? È stato fatto qualcosa di simile? E perchè nessuno mi ha avvertito? Dove trovo notizie sul fatto che per fare un sito ad un mio amico devo essere un "professionista"?

E se io vedessi internet come un'espressione dell'arte? I pittori si distinguono in "professionisti" o meno?
Potrei aggiungere molti altri punti interrogativi ma prima vorrei far notare una cosa: non si può essere avvocati (o dentisti) senza avere studiato… ma si può essere bravi webmaster senza avere nessuna laurea…

Esiste, infatti, quella meravigliosa componente umana chiamata "CREATIVITA'".
Chi fa un sito dimostra il proprio ingegno cercando sempre soluzioni innovative, cercando di realizzare qualcosa di nuovo ed originale… e la creatività non si insegna… in nessun modo. Si passano ore ed ore in giro per la rete e si sperimenta.

Conosco moltissime persone che non hanno mai frequentato nessun corso ma sono dei veri e propri geni.
Posso portarti l'esempio di un mio amico grafico di Rimini che ha preso la 3° media ma ti assicuro che con Photoshop è un mago (e infatti lavora per una grande società con partita IVA). Ma se andiamo a rileggere le tue "regole" anche lui è un webmastella: non fa parte di un'associazione e a casa ha pure tanti programmi craccati… che ci fa allora su internet?
Posso portarti, in ultimo, l'esempio di G. che fa il programmatore e ha iniziato a studiare il Php meno di un anno fa… adesso ne sa molto più di altri tuoi iscritti ma non è "professionista"… cosa ci posso fare se è bravo? Perchè tarpargli le ali?

Si diventa automaticamente "professionisti" entrando a far parte dell'IWA?
Non mi fraintendere Roberto: io non ce l'ho assolutamente con te o la tua associazione; su internet c'è spazio per tutti. Quello che non riesco a comprendere è questa continua ricerca alla creazione di un circolo chiuso: o sei IN (con le regole decise da te) o sei OUT…non ci sono vie di mezzo.

Perchè questa continua ricerca della professionalità assoluta? "Se sei professionista bene, altrimenti sei un webmastella".
Non si può convivere? Accettiamo chi vuole far parte della tua associazione ma rispettiamo chi non vuole e chi non è un "professionista".
Se i tuoi iscritti hanno maggiore facilità nel trovare lavoro ben venga… ma siamo così sicuri che se sei "IN" hai il futuro assicurato?
E perchè i webmastella devono soccombere?

Vedo con piacere che IWA vanta molti iscritti (25.000… ma nel circuito internazionale) ma chi ha potere decisionale su "quello che si può fare" e "quello che non si può fare" su internet? Forse tu? Non credo tu voglia osare tanto.

A questo punto, giustamente e in riferimento alle mie precedenti parole ("Chi fa un sito dimostra il proprio ingegno cercando sempre soluzioni innovative, cercando di realizzare qualcosa di nuovo ed originale…"), potresti benissimo dire che la tua associazione mira ad un innalzamento della qualità generale dei siti e anche a preservare, in un certo senso, le aziende che corrono il rischio di incappare in webmaster abbastanza scarsi.

Su questo punto siamo quasi d'accordo. È vero: ho visto siti veramente penosi e da buttare…ma non è un problema nè mio nè tuo.
Riprendendo il mio esempio, se decido di farmi fare un quadro da quel pittore perchè mi costa poco è perchè l'ho scelto io…volevo risparmiare e ho accettato il compromesso: ho ottenuto quello che ho pagato. Potrebbe anche accadere che il webmastella di turno mi abbia fatto pagare quel "quadro" una cifra spropositata per la sua bravura ma stai sicuro che, anche con un attestato in mano, non è detto che la situazione migliori.

Adesso facciamo un altro passo indietro (mi sembro un gambero). Pensa alla natura della rete italiana, a come è nata e come si è sviluppata.
All'inizio sembrava il caos: nessuna regola chiara, pochi utenti online, pochissimi che sapevano l'html, la sola esistenza di fornitori di spazio storici come Geocities. Una persona qualsiasi poteva trasmettere su larga scala le proprie passioni, i propri hobby, ciò che lo interessava.
Nascevano siti brutti (parecchio) ma carichi di notizie e informazioni.
Era l'esercito dei webmastella che iniziava a proliferare e far evolvere l'internet italiana. Sappi che, nelle mie tante ore di navigazione, ho trovato molte più informazioni su siti sfigati che su pagine "professionali"… era bello vedere come chiunque potesse comunicare in modo semplice (con una pagina web) ciò che voleva… ma dobbiamo anche notare che l'unico certificato in possesso di questi webmastella era, forse, il certificato del medico per fare attività sportiva o il certificato elettorale per andare a votare.

Torniamo alla domanda fulcro: perchè "o sei IN o sei OUT?" Perchè un "professionista" è più bravo di un webmastella?

Potresti rispondere "I webmastella rubano lavoro ai professionisti". Perfetto! Analizziamo la cosa.

Ho perso il conto delle volte che, in questo editoriale, ho usato la parola che a te piace tanto. Ma, alla fine, chi sono 'sti professionisti? Chi l'ha stabilito che sono tali? Loro nascono "professionisti" o lo diventano?

A domanda rispondo: "Bhè… prima studiano, poi comprano software originale, poi si fanno la partita IVA e poi esercitano altrimenti sono OUT"
Tralasciando il discorso della partita IVA e del software originale (che affronterò dopo) vorrei sapere chi o cosa sta imponendo un regolamento che in realtà non c'è su internet.
Attenzione: non sto dicendo che la rete deve essere una giungla; non sono assolutamente un sostenitore del motto "Internet è nata libera, deve essere libera e senza regole".
Anzi credo che un regolamento sia necessario per evitare il caos più totale.
Non mi sembra però che sia stato imposto, da fonti ufficiali, un iter obbligatorio per poter "esercitare". Allora mi ridomando: come mai alcuni "professionisti" come te vogliono imbrigliare la rete?

Nella frase "Internet è libera" un fondo di verità penso ci sia: non posso certamente fare quello che voglio, come ad esempio aprire un sito per pedofili (per fortuna) senza correre il rischio di essere denunciato, ma posso costruire la mia paginetta personale su uno spazio gratuito e posso anche propormi come "webmaster" per fare un sito alla società di un mio amico. Chi me lo vieta?
Ciò che mi preme far capire è che, per me, deve esserci spazio per tutti: tu curi un'associazione nazionale? Benissimo…ti auguro di raccogliere più utenti possibili ma lascia "respirare" gli altri.
Io devo sentirmi libero di fare pagine web senza avere in mano nessun tesserino e le aziende (o i privati) devono essere libere di scegliere anche webmastella per farsi fare il sito… e se avranno in mano una schifezza peggio per loro …vedrai che successivamente si rivolgeranno ai "professionisti".

Sto quasi per finire…non ti preoccupare…

Come promesso non tralascio la situazione della partita IVA e dei software pirata.
Magicamente, in questo caso, le nostre linee di pensiero sembrano avvicinarsi (sembrano…).

Sono d'accordo sul fatto che l'uso del software pirata è contro la legge e soprattutto "abbatte" i costi per la realizzazione di un sito. Ciò che più mi preoccupa, infatti, è il fatto che aziende storiche possano fallire per colpa della pirateria… e questo sarebbe un danno per tutti.
Il problema della pirateria, però, va ben oltre le regole della tua associazione e non sarai certo tu risolvere la questione con il tuo statuto.
Fammi capire una cosa: tu sei sicuro che il "professionista" non usa assolutamente software pirata? E come lo sai? Hai una webcam installata in ogni ufficio dei tuoi associati?

Se mi scrive il pischelletto che ha FRONTPAGE pirata a me non interessa… se posso un consiglio glielo do. È lui che corre il rischio per una possibile visita della finanza… non io.
Sai, sono anche un po' sognatore e mi piace immaginare quello stesso pischelletto tutto contento che mette le scrollbar colorate sul suo sitarello. Non oso pensare cosa gli sarebbe successo se avesse incontrato qualche "professionista" dell'associazione sul newsgroup:

"Ciao ho 15 anni e vorrei…"

"Cosa? 15 anni? Innanzitutto dammi del Lei che io so' professionista… secondo dovresti saperlo come si mettono i css per le scrollbar"

"Ma io sono qui per imparare…"

"Peggio per te…io faccio parte dell'IWA"

A proposito: in base a quali requisiti una persona viene accettata nel vostro club? Visitate il suo sito? Mandate a casa una bella ragazza con un test? O basta pagare la quota di 90 euro?
E dopo essere stato accettato si diventa "magicamente" professionisti in attesa di un tesserino? Quindi finalmente posso sputare in faccia ai webmastella?

Lo stesso discorso può essere fatto per la partita IVA. Il rilascio di una fattura è obbligatorio in caso di contratto come sicuramente saprai. Sono d'accordo con te quando affermi che andrebbe regolata questa situazione anche perchè altrimenti si tratta di introiti non dichiarati.
Il discorso dell'IVA è un discorso di rispetto della legge più che un dovere morale dei "professionisti". Siamo sicuri che un "professionista" è sempre e comunque una persona corretta?
Io conosco webmastella che comunque hanno la partita IVA e rilasciano la fattura… ma non sono dei "professionisti".

Ho girato anche un po' il tuo sito, Roberto, e mi sono saltate agli occhi (azz…che male) alcune cose.

Nella pagina in cui si spiega lo scopo di IWA (http://www.iwa-italy.org/about/cosa.asp) c'è scritto:

"Fornire formazione e favorire opportunità di avanzamento professionale ai professionisti del settore web, ed operare costantemente per migliorare la loro efficacia, immagine e professionalità, nell'attrarre e soddisfare i loro clienti e datori di lavoro."
Scusa ma….non è lo stesso scopo che si prefiggono anche i siti italiani di webpublishing dove girano parecchi webmastella? Dov'è l'innovazione? Oppure si può migliorare solo se c'ho in mano 'sto cazzo di attestato?

Nella stessa pagina leggo:
"L'Associazione Internazionale dei Webmasters (IWA) è un'associazione di individui organizzata solo per il beneficio dei suoi membri. I soci dovranno avere come obiettivo il proprio continuo miglioramento, la condivisione di idee e esperienze, e lo sviluppo di contatti professionali. I soci IWA devono ispirarsi per la propria condotta professionale ai "Principi IWA di Pratica Professionale" e al "Codice di Etica" allo scopo di fornire ai propri clienti e datori di lavoro un servizio di qualità superiore. Lo sviluppo professionale è la pietra angolare dell'IWA"
Mmmm…anche qui niente di nuovo… chi frequenta comunità gratuite si prefigge lo stesso risultato. Ah già… che stupido: dalle altre parti manca il certificato del professionista!!

Nella pagina delle certificazioni (http://www.iwa-italy.org/cwp/)
"Interpretazione:
1. Ogni socio deve sempre e solo agire nell'ambito della propria occupazione.
2. La divulgazione di informazioni confidenziali ricevute durante il corso dell'impiego può essere regolata da contratti di impiego, convenzioni non da competere come parte della vendita di un affare e/o di susseguente pubblicazione di informazioni coperte in precedenza dall'obbligo del riserbo. I soci devono sempre e in ogni caso usare la massima discrezione nel divulgare a terzi informazioni coperte in precedenza dall'obbligo del riserbo.
3. Ogni socio deve rivelare eventuali doppi impieghi quando essi possano risultare in conflitto con l'impiego principale o nel caso in cui il datore di lavoro ne richieda la rivelazione."
Ecchecazzo sarai mai? Un'associazione segreta? Ma avete un linguaggio in codice per comunicare? Usate anche l'asp o il php per fare siti oppure avete un linguaggio ultramoderno solo vostro?

Leggendo questi quote aumenta in me la confusione. Ma allora io lavoro nel mondo nella gnu economi solo perchè ho avuto culo? Non potrò mai fare carriera perchè sarò snobbato a vita dai "professionisti"? E se non so una cosa a chi chiedo? Io il tesserino non ce l'ho Robè!

E tutti i webmastella segnati su webmasterfinder di Html.it? Ah già…ne vogliamo parlare? Molti di loro sono newbie e hanno sicuramente del software pirata sui loro pc. Una volta ho letto che avresti potuto denunciare Html.it perchè "potenzialmente in concorso di reato" (la frase era simile ma non ricordo le parole precise)… ma eri serio o scherzavi?

Webmasterfinder è solamente un archivio pubblico di webmastella (ma non solo)… cosa c'entriamo noi se Ciccio Formaggio ha Fireworks non originale? E se l'azienda "Pinco Pallo" vuole farsi fare un sito dallo stesso Ciccio Formaggio?
Visto che non si finisce mai di imparare, tu come fai con i tuoi associati? Bastano le regole menzionate in questa pagina http://www.iwa-italy.org/about/etica.asp oppure fai dei controlli a campione per verificare che tutti lottino "per raggiungere e esprimere quella sincerità che possa arricchire i nostri rapporti umani, mirando sempre verso l'ideale: "La Pratica della Regola d'Oro". ?

Tutti i tuoi "professionisti", quindi, non hanno alcun software pirata giusto? E se invece, nella loro cantina buia e umida, avessero ACDSee craccato? Anche tu allora potresti essere denunciato?

Robè… non chiedo tanto alla fine. Non imbrigliamo la rete… lasciamola respirare.

Saibal
un webmastella

12 Comments (Open | Close)

12 Comments To "“Professiona” o “Webmastella” ?"

#1 Comment By anonimo veneziano On 20 Gennaio 2002 @ 19:49

Non so chi tu sia ma sei un grande! Condivido in pieno: nella rete c'è spazio per tutti, abbasso le classificazioni

#2 Comment By un utente che dice On 20 Gennaio 2002 @ 20:00

… che hai perfettamente ragione, sottoscrivo anche le virgole. Spero che il diretto interessato prenda il tuo articolo in modo costruttivo… ma ne dubito… LUI non puo` abbassarsi alle critiche :P

#3 Comment By saibal On 21 Gennaio 2002 @ 05:56

Ho risposto alla tua email

#4 Comment By francesco On 21 Gennaio 2002 @ 05:16

hai perfettamente ragione!
un webmastella professionista e laureato

#5 Comment By Sustia On 23 Gennaio 2002 @ 11:10

Condivido il tuo articolo!

#6 Comment By virusbye On 29 Gennaio 2002 @ 19:19

grande lore…
la cosa veramente dannosa e' l'inverso, ovvero grandi aziende che sviluppano siti a prezzi esorbitanti, cio' penalizza molto i piccoli webmastella!!

#7 Comment By TRAX On 6 Luglio 2002 @ 07:11

clapclapclapclapclapclap!!!

#8 Comment By Un Webmastella, Delas On 12 Agosto 2002 @ 08:26

Fare le classificazioni ANCHE sulla rete… non scherziamo!
Ok, tenetevi pure i vostri certificati e continuate a lavorare con FrontPage (magari craccato). Io, un webmastella, preferisco il mio blocco note (originale)…
Grazie dell'articolo Lorenzo.

#9 Comment By GioGio On 14 Ottobre 2002 @ 08:41

Io sono un semplice disegnatore meccanico che si diletta a fare siti…
E' un reato?
Studio php e ti ringrazio di quello che produci e metti a disposizione di tutti.
Io sono fiero di essere webmastella!!!
Alla prossima

#10 Comment By Webmastella, daniele_dll On 24 Aprile 2003 @ 14:11

GRANDE SAIBAL…come sempre!!! scusando il termine ma mi viene lo skifo a leggere certe cose…nn solo x php o asp…ma sul web…x sourceforge la stessa cosa…60000 sviluppatori senza un pezzo di carta ma che hanno fatto cose grandiose!!! ma…
ciapzzz

#11 Comment By Marcolino's On 23 Febbraio 2005 @ 14:09

Leggo spesso di Roberto Scano su Diodati.org e una volta interpellato sui Webmastella, ha perso il suo applomb e si è incazzato come un anguilla.
Io baso molto la mia vita professionale proprio su questo Tuo articolo, che dire: grazie!

#12 Comment By Simoxxx On 3 Gennaio 2006 @ 13:51

Beh ke dire…in giro x la rete se ne sentono di crude e di cotte… ma quella è proprio bruciata!!! Ho studiato informatica all'università, si prometteva in maggior parte lo studio di linguaggi di programmazione…siè, vogliamo parlare della quantità di matematica che c'era??? E quanto siamo stati seguiti nella pura programmazione? Lavoro da un pò in ambito di applicazioni per il web …. e quello che ho imparato è stato dato dal web, e non dai vari corsi che si trovano in giro!
Detto questo….non posso che fare un caloroso applauso al saibal, vecchia conoscenza vista sull' html.it